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  • Avio alza le previsioni di ricavi 2025 grazie a una forte esecuzione di fine anno

    Avio alza le previsioni di ricavi 2025 grazie a una forte esecuzione di fine anno

    Avio SpA (BIT:AVIO) ha rivisto al rialzo le stime su ricavi e portafoglio ordini per l’intero esercizio 2025, citando un solido slancio commerciale nel quarto trimestre e un’esecuzione dei contratti più rapida del previsto. Il gruppo italiano attivo nella propulsione spaziale prevede ora che il portafoglio ordini raggiunga tra 2,1 e 2,2 miliardi di euro, rispetto alla precedente forchetta di 1,7–1,8 miliardi di euro, riflettendo una forte acquisizione di nuovi ordini e migliori tempistiche di consegna.

    I ricavi di gruppo sono ora attesi tra 510 e 540 milioni di euro, in aumento rispetto alla precedente guidance di 450–480 milioni di euro. Avio ha inoltre indicato che la posizione di cassa netta si sta avvicinando ai 600 milioni di euro, ben al di sopra delle attese di mercato di circa 524 milioni di euro, grazie alla robusta raccolta ordini e ai flussi di cassa registrati nel periodo. Restano invece invariati gli altri elementi della guidance, con EBITDA riportato stimato tra 27 e 33 milioni di euro, EBITDA adjusted tra 30 e 36 milioni di euro e utile netto tra 7 e 10 milioni di euro.

    Il management ha spiegato che il miglioramento delle prospettive riflette l’ingresso di Avio in una fase di crescita più marcata sia nel segmento della propulsione spaziale sia in quello della difesa. La scelta di non rivedere al rialzo le stime sugli utili, nonostante l’aumento dei ricavi attesi, è riconducibile alla natura di alcuni contratti di lungo periodo, che presentano ricavi elevati ma un riconoscimento iniziale dei margini contenuto, oltre a possibili costi upfront legati all’espansione pianificata negli Stati Uniti, che potrebbero ricadere sull’esercizio 2025.

  • Risultati solidi di Meta e guidance positiva favoriscono un avvio in rialzo a Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    Risultati solidi di Meta e guidance positiva favoriscono un avvio in rialzo a Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I future sui principali indici azionari statunitensi indicavano un’apertura moderatamente positiva giovedì, dopo che i mercati avevano chiuso la seduta precedente sostanzialmente invariati.

    Il tono iniziale è stato sostenuto dalla reazione positiva ai conti di Meta Platforms (NASDAQ:META), con la casa madre di Facebook in rialzo del 9,2% nel pre-market. Il balzo è arrivato dopo risultati del quarto trimestre superiori alle attese e una guidance sui ricavi del primo trimestre migliore delle previsioni degli analisti.

    Anche altri grandi nomi del settore tecnologico hanno contribuito al clima costruttivo. Le azioni di IBM Corp. (NYSE:IBM) sono salite nettamente prima dell’apertura, dopo aver battuto le stime sia sul fatturato sia sugli utili del quarto trimestre. Anche Tesla (NASDAQ:TSLA) sembrava avviata a guadagni, dopo risultati trimestrali migliori delle attese.

    A limitare il potenziale rialzo dei mercati ha contribuito invece la debolezza di Microsoft (NASDAQ:MSFT), con il titolo in calo del 6,3% nel pre-market. La flessione è seguita a segnali di rallentamento della crescita del cloud nel secondo trimestre fiscale e a una guidance del margine operativo del terzo trimestre giudicata deludente.

    Nella seduta di mercoledì, i principali indici statunitensi non sono riusciti a mantenere i guadagni iniziali e hanno trascorso gran parte della giornata intorno alla parità, chiudendo infine in modo contrastato. L’S&P 500 ha ceduto 0,57 punti a 6.978,03, il Dow Jones è salito di 12,19 punti a 49.015,60 e il Nasdaq ha guadagnato 40,35 punti (+0,2%) a 23.857,45.

    La volatilità è proseguita dopo la decisione ampiamente attesa della Federal Reserve di lasciare invariati i tassi di interesse. La banca centrale ha mantenuto il range obiettivo dei federal funds tra il 3,50% e il 3,75%, dopo tre tagli consecutivi da un quarto di punto.

    Come nelle recenti riunioni, la decisione non è stata unanime: i governatori Stephen Miran e Christopher Waller hanno votato a favore di un ulteriore taglio di 25 punti base. La Fed ha spiegato che la scelta riflette l’elevata incertezza sulle prospettive economiche e ha ribadito l’attenzione ai rischi legati sia all’occupazione sia all’inflazione.

    “Pur non essendo una decisione unanime, sembra esserci una maggioranza chiara e coerente a favore di una pausa in questo ciclo di tagli dei tassi, una pausa che probabilmente continuerà finché il mercato del lavoro non mostrerà un ulteriore indebolimento”, ha dichiarato Mike Fratantoni, SVP e Chief Economist della Mortgage Bankers Association.

    Ha aggiunto: “Con l’inflazione ancora elevata, la maggioranza del FOMC non sembra avere fretta di effettuare ulteriori mosse sui tassi”.

    Secondo le aspettative di mercato tracciate da CME Group, gli investitori prevedono ora tassi fermi almeno fino a dopo le dimissioni del presidente della Fed Jerome Powell a maggio.

    Con la decisione sui tassi ormai scontata, l’attenzione si è spostata sui risultati delle big tech pubblicati dopo la chiusura. Nonostante l’andamento irregolare del mercato nel complesso, i titoli auriferi sono balzati grazie a un nuovo rally dell’oro, spingendo l’indice NYSE Arca Gold Bugs a un nuovo massimo storico di chiusura (+2,7%).

    Forte anche il comparto hardware, con l’indice NYSE Arca Computer Hardware in rialzo del 2,6% su nuovi massimi, sostenuto dal balzo del 19,1% di Seagate Technology dopo risultati trimestrali migliori delle attese.

    In rialzo anche i titoli dei semiconduttori e del networking, mentre i settori dei servizi petroliferi, farmaceutico e biotecnologico hanno mostrato debolezza.

  • Le borse europee salgono grazie a risultati societari incoraggianti: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee salgono grazie a risultati societari incoraggianti: DAX, CAC, FTSE100

    Le azioni europee hanno registrato un rialzo generalizzato giovedì, sostenute da una serie di risultati aziendali migliori delle attese che hanno contribuito a compensare le persistenti preoccupazioni legate alla debolezza del dollaro e alle crescenti tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran.

    Gli investitori hanno inoltre reagito alla decisione della Federal Reserve di mantenere invariati i tassi di interesse, oltre a una raffica di trimestrali del settore tecnologico statunitense pubblicate dopo la chiusura dei mercati di mercoledì.

    I rendimenti dei titoli di Stato dell’area euro sono rimasti sostanzialmente stabili, mentre il rafforzamento dell’euro alimenta il dibattito su possibili tagli dei tassi da parte della Banca Centrale Europea.

    L’indice paneuropeo Stoxx 600 è salito dello 0,7%, recuperando dopo il calo dello 0,8% della seduta precedente. Il FTSE 100 del Regno Unito ha guadagnato lo 0,9% e il CAC 40 francese è avanzato dello 0,8%, mentre il DAX tedesco ha mostrato un andamento opposto, scendendo dell’1,0%.

    A Londra, EasyJet (LSE:EZJ) ha registrato un forte rialzo dopo aver confermato la guidance per l’intero esercizio. Bene anche Antofagasta (LSE:ANTO), che è salita nonostante un calo relativamente contenuto dell’1,6% nella produzione di rame nel 2025.

    Nel comparto bancario, ING Groep (LSE:ING) ha guadagnato terreno dopo aver migliorato l’outlook per l’esercizio 2027, sostenuto da un aumento del 22% dell’utile netto del quarto trimestre e da una crescita dei ricavi del 7,2%.

    Nel settore tecnologico, STMicroelectronics (NYSE:STM) è balzata dopo aver previsto ricavi del primo trimestre leggermente superiori alle attese del mercato. Anche Remy Cointreau (EU:RCO) ha messo a segno un forte rialzo, grazie a vendite organiche del terzo trimestre superiori al consenso.

    Tra gli industriali, ABB (BIT:1ABB) è salita dopo aver chiuso l’anno con ordini in crescita e ricavi trimestrali record.

    Non tutte le azioni hanno partecipato al rally. Hennes & Mauritz (BIT:1HMB) è scesa dopo aver segnalato vendite invernali deboli. Anche Deutsche Bank (TG:DBK) ha perso terreno, nonostante abbia registrato il miglior utile annuo dal 2007.

    Nel frattempo, SAP (TG:SAP) è crollata dopo aver mancato le stime sugli utili del quarto trimestre, mentre Nokia (NYSE:NOK) ha subito un calo dopo aver diffuso una guidance per il 2026 leggermente inferiore alle attese.

    Nel complesso, i risultati societari positivi hanno sostenuto i mercati europei, anche se le incertezze macroeconomiche e geopolitiche continuano a influenzare il sentiment degli investitori.

  • Il petrolio sale per il terzo giorno consecutivo tra timori di un attacco all’Iran

    Il petrolio sale per il terzo giorno consecutivo tra timori di un attacco all’Iran

    I prezzi del petrolio sono aumentati di circa l’1,5% giovedì, prolungando il rialzo per il terzo giorno consecutivo, mentre crescono le preoccupazioni che gli Stati Uniti possano lanciare un’azione militare contro l’Iran, con il rischio di interruzioni dell’offerta dal Medio Oriente.

    I futures sul Brent sono saliti di 94 centesimi, pari all’1,4%, a 69,34 dollari al barile alle 07:30 GMT, mentre il West Texas Intermediate statunitense ha guadagnato 92 centesimi, o l’1,5%, a 64,13 dollari al barile. Entrambi i contratti sono in rialzo di circa il 5% da lunedì e si trovano ai livelli più alti dal 29 settembre.

    Il movimento riflette l’aumento della pressione del presidente statunitense Donald Trump sull’Iran affinché ponga fine al proprio programma nucleare, accompagnato da minacce di attacchi militari e dall’arrivo di un gruppo navale USA nella regione. L’Iran è il quarto produttore dell’OPEC, con una produzione di circa 3,2 milioni di barili al giorno, rendendo qualsiasi escalation un rischio rilevante per l’offerta globale.

    Trump starebbe valutando opzioni per colpire le forze di sicurezza e i leader iraniani nel tentativo di incoraggiare proteste e potenzialmente indebolire l’attuale regime, ha riportato Reuters giovedì citando fonti statunitensi a conoscenza delle discussioni.

    “Il principale motore dei prezzi del petrolio resta il premio per il rischio geopolitico legato all’Iran e al Medio Oriente, anche se le interruzioni non pianificate in Kazakistan e negli Stati Uniti (tempesta invernale Fern) hanno avuto un impatto temporaneo”, ha scritto in una email Suvro Sarkar, responsabile del team energia di DBS Bank.

    In Kazakistan, la produzione del gigantesco giacimento di Tengiz è in fase di riavvio graduale dopo che incendi elettrici avevano ridotto l’output la scorsa settimana, con il ritorno alla piena capacità previsto entro circa una settimana. Negli Stati Uniti, primo produttore mondiale di petrolio e maggiore esportatore di GNL, le compagnie stanno riattivando pozzi di greggio e gas dopo le interruzioni causate dal freddo intenso della tempesta invernale Fern nel fine settimana.

    I prezzi hanno ricevuto ulteriore sostegno da un calo inatteso delle scorte di greggio USA, che ha temporaneamente attenuato i timori di eccesso di offerta, secondo l’analista senior di Phillip Nova Priyanka Sachdeva. I dati dell’Energy Information Administration hanno mostrato che le scorte di greggio sono diminuite di 2,3 milioni di barili, a 423,8 milioni di barili, nella settimana conclusa il 23 gennaio, contro le attese di un aumento di 1,8 milioni di barili emerse da un sondaggio Reuters.

    Alcuni analisti vedono margini per ulteriori rialzi se le tensioni sull’Iran dovessero intensificarsi.

    “La possibilità di un attacco all’Iran ha aumentato il premio geopolitico del petrolio di circa 3-4 dollari al barile”, hanno scritto gli analisti di Citi in una nota di mercoledì. Hanno aggiunto che un’ulteriore escalation potrebbe spingere il Brent fino a 72 dollari al barile nei prossimi tre mesi.

  • Oro e argento ai massimi storici mentre le tensioni USA-Iran spingono la domanda di beni rifugio

    Oro e argento ai massimi storici mentre le tensioni USA-Iran spingono la domanda di beni rifugio

    I prezzi di oro e argento hanno raggiunto nuovi record giovedì, con l’intensificarsi delle tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran che ha rafforzato la domanda di asset considerati beni rifugio.

    L’oro è salito fino a un massimo storico vicino ai 5.600 dollari l’oncia, proseguendo il forte rialzo dopo le indiscrezioni secondo cui il presidente degli Stati Uniti Donald Trump starebbe valutando una nuova azione militare contro l’Iran. Anche l’argento ha toccato livelli senza precedenti, superando quota 119 dollari l’oncia, sostenuto da flussi difensivi altrettanto robusti.

    Il rally dei metalli preziosi non mostra segnali di rallentamento in un contesto di crescenti rischi geopolitici globali, che ha spinto gli investitori verso asset fisici e rifugi sicuri. A sostenere i prezzi hanno contribuito anche la debolezza del dollaro e l’incertezza sulla politica statunitense, mentre anche il rame ha segnato nuovi massimi storici nel corso della seduta.

    L’oro spot è balzato di oltre il 2% fino a un record di 5.595,41 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro con consegna ad aprile hanno toccato un picco di 5.625,89 dollari. Pur ritracciando leggermente dai massimi, il metallo giallo si manteneva ben al di sopra dei 5.500 dollari alle 00:45 ET (05:45 GMT). L’argento spot è salito di oltre l’1% fino al massimo storico di 119,4280 dollari l’oncia.

    “L’oro non è più soltanto una copertura contro le crisi o l’inflazione; è sempre più visto come un asset neutrale e affidabile di conservazione del valore, che offre anche diversificazione in una gamma più ampia di scenari macroeconomici”, hanno scritto gli analisti di OCBC in una nota.
    “Questo aiuta a spiegare perché le correzioni tendono a essere contenute e ben supportate”, hanno aggiunto. OCBC ha recentemente rivisto al rialzo la previsione sul prezzo dell’oro per il 2026 a 5.600 dollari l’oncia.

    Trump valuta un attacco contro l’Iran – CNN

    Secondo quanto riportato da CNN nella serata di mercoledì, Trump starebbe considerando un “nuovo attacco di ampia portata” contro l’Iran dopo lo stallo dei negoziati sul programma nucleare e sulla produzione missilistica del Paese. La notizia arriva dopo il dispiegamento di diverse navi statunitensi in Medio Oriente e le precedenti minacce di azione militare, che Trump ha presentato come un possibile sostegno alle proteste diffuse in Iran.

    In precedenza, Trump aveva scritto sui social media invitando l’Iran a raggiungere un accordo “giusto ed equo” con Washington e a cessare le proprie attività nucleari. Ha inoltre avvertito che un eventuale prossimo attacco statunitense sarebbe molto più grave di quello condotto a metà del 2025, quando le forze USA colpirono i principali siti nucleari iraniani.

    Secondo CNN, l’amministrazione starebbe ora valutando raid aerei contro leader iraniani e funzionari della sicurezza ritenuti responsabili dell’uccisione di manifestanti, oltre a ulteriori attacchi contro infrastrutture nucleari. Qualsiasi escalation rischierebbe di far aumentare drasticamente le tensioni in Medio Oriente, con l’Iran che ha promesso una dura rappresaglia.

    Le tensioni geopolitiche legate alla politica estera statunitense sono state un importante fattore di sostegno per l’oro e per gli asset rifugio, soprattutto dopo l’incursione militare lanciata da Washington in Venezuela all’inizio del mese. Anche le richieste di Trump su Groenlandia hanno contribuito a questo clima, sebbene nelle ultime settimane il tono sia apparso più moderato.

    L’oro è rimasto sostanzialmente indifferente alla decisione della Federal Reserve di lasciare invariati i tassi di interesse, come ampiamente previsto. La banca centrale ha inoltre presentato una valutazione positiva dell’economia statunitense, mentre il presidente Jerome Powell ha evitato di rispondere a domande sull’indipendenza della Fed nel contesto di un’indagine del Dipartimento di Giustizia.

    Platino tonico, rame ai massimi

    La forza dell’oro si è estesa anche agli altri metalli, favorita dalla debolezza del dollaro e dalla ricerca di beni rifugio fisici. Il platino spot è salito del 2,6% a 2.775,73 dollari l’oncia, restando vicino ai massimi recenti e non lontano dai record toccati all’inizio del mese, dopo aver seguito l’oro nel rally di fine 2025.

    Anche il rame ha partecipato al rialzo, con i futures di riferimento sul London Metal Exchange in crescita di oltre il 6% fino a un record di 14.123,95 dollari la tonnellata. Il metallo rosso ha beneficiato anche delle notizie su un possibile ulteriore sostegno politico al settore immobiliare cinese, un’importante fonte di domanda in quello che è il principale Paese importatore di rame al mondo.

  • Il rame tocca nuovi massimi tra tensioni geopolitiche e dollaro debole

    Il rame tocca nuovi massimi tra tensioni geopolitiche e dollaro debole

    Il prezzo del rame ha raggiunto livelli record giovedì, guidando un ampio rialzo dei metalli industriali, mentre gli investitori hanno aumentato l’esposizione agli asset fisici in un contesto di crescenti rischi geopolitici e di persistente debolezza del dollaro statunitense.

    Il contratto sul rame più scambiato alla Shanghai Futures Exchange ha chiuso la sessione diurna in rialzo del 6,71% a 109.110 yuan (15.708,77 dollari) per tonnellata metrica. Nel corso della seduta, i prezzi sono balzati fino all’8,53%, toccando un massimo storico di 110.970 yuan per tonnellata. Sul London Metal Exchange, il contratto benchmark a tre mesi sul rame ha mostrato analoga forza, salendo del 6,32% a 13.913,50 dollari la tonnellata alle 07:00 GMT, dopo aver segnato un picco record di 14.125 dollari con un rialzo intraday del 7,94%.

    Da inizio anno, il rame a Shanghai registra un progresso di circa il 9%, mentre il benchmark LME guadagna oltre l’11%, proseguendo il forte rally avviato nel 2025. Quel movimento era stato alimentato da preoccupazioni sul fronte dell’offerta legate a interruzioni nelle miniere e a dislocazioni regionali, aggravate dalle minacce di dazi statunitensi.

    Secondo gli operatori di mercato, il rame sta beneficiando di una rotazione dagli investimenti in oro e argento, dopo i forti rialzi registrati dai metalli preziosi. Il balzo di giovedì è arrivato infatti dopo che oro e argento avevano toccato nuovi record, spinti dalla ricerca di beni rifugio in un contesto di tensioni geopolitiche, in seguito alle minacce del presidente USA Donald Trump di possibili attacchi contro l’Iran in assenza di un accordo sul nucleare.

    Il dollaro statunitense si è stabilizzato dopo che la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse mercoledì, ma è rimasto vicino ai minimi recenti. La debolezza del biglietto verde ha sostenuto le materie prime denominate in dollari, rendendole più convenienti per gli investitori che operano in altre valute e favorendo così la domanda.

    La forza del rame si è manifestata nonostante una domanda spot debole in Cina, il maggiore consumatore mondiale. Il premio Yangshan sul rame, indicatore della domanda cinese di rame importato, è sceso mercoledì a 20 dollari la tonnellata, il livello più basso da luglio 2024.

    Nel resto del comparto, l’alluminio ha mantenuto un tono sostenuto. Il contratto più attivo a Shanghai ha chiuso in rialzo del 2,92% a 25.590 yuan la tonnellata, mentre il benchmark LME è salito dell’1,30% a 3.299,50 dollari.

    Tra gli altri metalli di base sullo SHFE, lo zinco è avanzato del 2,91%, il piombo dell’1,09%, il nichel dell’1,79% e lo stagno dello 0,28%. Sul LME, lo zinco ha guadagnato il 2,91%, il piombo l’1,44%, il nichel il 2,49% e lo stagno l’1,07%.

  • La Fed mantiene i tassi invariati; utili tech e AI al centro dei mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    La Fed mantiene i tassi invariati; utili tech e AI al centro dei mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I future azionari statunitensi mostrano un lieve rialzo mentre gli investitori valutano una nuova tornata di risultati tecnologici e l’ultima decisione di politica monetaria della Federal Reserve. La banca centrale ha lasciato invariati i tassi di interesse, sottolineando la solidità dell’economia USA, mentre Meta Platforms (NASDAQ:META) e Microsoft (NASDAQ:MSFT) hanno confermato piani di forti investimenti nell’intelligenza artificiale. Nel frattempo, Tesla (NASDAQ:TSLA) ha annunciato un investimento nella società privata di AI di Elon Musk, mentre l’oro ha segnato un nuovo massimo storico.

    Future in rialzo

    I future USA erano prevalentemente positivi nelle prime ore di giovedì. Alle 03:02 ET, i future sul Dow erano pressoché invariati, quelli sull’S&P 500 salivano di 13 punti (+0,2%) e i future sul Nasdaq 100 guadagnavano 85 punti (+0,3%).

    Mercoledì l’S&P 500 ha superato per la prima volta quota 7.000, sostenuto dall’ottimismo sull’AI e dalle attese di possibili tagli dei tassi più avanti nell’anno.

    “L’attenzione principale è stata rivolta al settore tecnologico, poiché le aziende hanno quasi tutte riportato risultati solidi e guidance favorevoli”, hanno scritto gli analisti di Vital Knowledge.

    La Fed resta ferma

    La Federal Reserve ha mantenuto i tassi nel range 3,5%-3,75%, citando condizioni economiche solide e segnali di stabilizzazione del mercato del lavoro. Jerome Powell ha affermato che un rialzo dei tassi non è escluso ma “non è lo scenario base di nessuno in questo momento”.

    Secondo ING, la valutazione più positiva sulla crescita suggerisce che il ciclo di allentamento dello scorso anno sia vicino alla conclusione.

    Meta e Microsoft puntano sull’AI

    Meta ha indicato che la spesa in conto capitale potrebbe salire fino a 135 miliardi di dollari quest’anno, quasi il doppio rispetto al 2025, insieme a ricavi record nel quarto trimestre. Microsoft, invece, ha deluso i mercati per la crescita più contenuta di Azure e per costi AI superiori alle attese.

    Tesla investe in xAI

    Tesla ha superato le stime nel quarto trimestre e investirà 2 miliardi di dollari in xAI. Il management ha descritto il 2025 come l’anno della “transizione da azienda incentrata sull’hardware a società di AI fisica”.

    Oro ai massimi

    L’oro è salito vicino a 5.600 dollari l’oncia, mentre anche l’argento ha toccato nuovi record.

    “L’oro non è più solo una copertura contro crisi o inflazione; è sempre più visto come un bene neutrale e affidabile, capace di offrire diversificazione”, hanno commentato gli analisti di OCBC.
    “Questo spiega perché le correzioni tendono a essere contenute e ben supportate”, hanno aggiunto.

  • Borse europee contrastate dopo la decisione della Fed, riflettori sui risultati: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee contrastate dopo la decisione della Fed, riflettori sui risultati: DAX, CAC, FTSE100

    Le borse europee hanno mostrato un andamento misto giovedì, mentre gli investitori hanno valutato una fitta serie di trimestrali societarie dopo la decisione della Federal Reserve statunitense di mantenere invariati i tassi di interesse.

    Alle 08:10 GMT, il DAX tedesco cedeva lo 0,7%, il CAC 40 francese guadagnava lo 0,9% e il FTSE 100 britannico saliva dello 0,6%.

    La Fed resta ferma

    La Federal Reserve ha lasciato invariato il tasso di riferimento al termine della riunione di politica monetaria di mercoledì, proseguendo la pausa dopo i tagli effettuati alla fine dello scorso anno. Il presidente Jerome Powell ha affermato che i responsabili delle politiche monetarie hanno bisogno di maggiore fiducia nel fatto che l’inflazione stia convergendo in modo sostenibile verso l’obiettivo del 2% prima di procedere con ulteriori allentamenti, sottolineando al contempo la resilienza della crescita economica.

    “La decisione del presidente Powell di mantenere i tassi invariati sottolinea una Federal Reserve sempre più prudente, internamente divisa e determinata a preservare la propria credibilità in un contesto di straordinario rumore politico”, ha dichiarato David Millar, CIO di Catalyst Funds.

    Secondo il FedWatch tool del CME, il mercato si attende che i tassi restino fermi nel breve termine, pur continuando a prezzare due ulteriori tagli entro la fine dell’anno. In Europa, l’attenzione è rivolta ai dati di gennaio su fiducia dei consumatori e sentiment delle imprese dell’area euro, attesi in miglioramento.

    Trimestrali sotto i riflettori

    La stagione delle trimestrali è entrata nel vivo.

    Deutsche Bank (TG:DBK) ha registrato un utile ante imposte record nel quarto trimestre 2025 grazie alla forza dell’investment banking globale, anche se il risultato è stato offuscato da un’indagine della polizia su presunte attività di riciclaggio.

    Nokia (BIT:1NOKIA) ha visto il margine operativo del quarto trimestre scendere all’8,8% dal 14,4% dell’anno precedente, penalizzato da 299 milioni di euro di costi di ristrutturazione e integrazione legati all’acquisizione di Infinera, avvertendo inoltre che le vendite del primo trimestre 2026 “diminuiranno più del normale effetto stagionale”.

    Nordea Bank (BIT:1NDA) ha superato le attese sugli utili del quarto trimestre, sostenuta da un andamento migliore del previsto del margine di interesse e delle commissioni.

    ING Group (LSE:ING) ha riportato un utile record per il 2025 e confermato l’intenzione di restituire circa metà della generazione di capitale agli azionisti, indicando prospettive di redditività e ritorni stabili fino al 2027.

    ABB (BIT:1ABB) ha chiuso un quarto trimestre solido e fornito indicazioni positive per l’inizio del 2026, coronando un anno record in termini di ordini e margini.

    Roche (TG:RHO) ha comunicato un aumento del 58% dell’utile netto nel 2025 e prevede ulteriore crescita di vendite e utili nel 2026, grazie alla domanda per i farmaci più recenti che ha compensato pressioni da scadenze brevettuali, cambi e riforme dei prezzi in Cina.

    Sanofi (EU:SAN) ha dichiarato di attendersi una crescita delle vendite a una cifra elevata nel 2026, sostenuta dal forte contributo di Dupixent e di nuovi farmaci.

    STMicroelectronics (NYSE:STM) ha riportato una perdita trimestrale e previsto un calo sequenziale dei ricavi nel primo trimestre, a causa di costi di ristrutturazione e della debolezza del settore automotive.

    Negli Stati Uniti, Meta Platforms (NASDAQ:META) è balzata nell’after-hours dopo una guidance sui ricavi positiva legata alla pubblicità basata sull’AI, mentre Tesla (NASDAQ:TSLA) ha superato le attese. Al contrario, Microsoft (NASDAQ:MSFT) ha perso terreno a causa dell’aumento dei costi legati agli investimenti in intelligenza artificiale.

    Petrolio in forte rialzo

    I prezzi del petrolio sono saliti con decisione, alimentati dai timori di una possibile azione militare statunitense contro l’Iran. Il Brent è avanzato dell’1,3% a 68,26 dollari al barile, mentre il WTI ha guadagnato l’1,5% a 64,18 dollari. Entrambi i contratti sono in rialzo di circa il 5% da lunedì, ai massimi da fine settembre.

  • Borsa di Milano apre in rialzo con l’energia in evidenza e Pirelli in forte progresso

    Borsa di Milano apre in rialzo con l’energia in evidenza e Pirelli in forte progresso

    I mercati azionari europei, inclusa Piazza Affari, hanno avviato la seduta in leggero rialzo, in scia a una chiusura tranquilla di Wall Street dopo che la Federal Reserve ha confermato la propria posizione sui tassi di interesse, offrendo poche indicazioni aggiuntive sul quadro futuro.

    Intorno alle 9:40, il FTSE MIB guadagnava circa lo 0,6%, trainato dal comparto energetico grazie al rialzo dei prezzi del petrolio. Saipem (BIT:SPM) segnava un progresso superiore al 3%, mentre Eni (BIT:ENI) saliva dell’1,9%. Buoni rialzi anche per Prysmian (BIT:PRY), in aumento di circa il 3%, e per Tenaris (BIT:TEN), in crescita del 2,4%.

    Le banche si muovevano complessivamente poco, con Mediobanca (BIT:MB) in rialzo dell’1,5%. Il settore del lusso restava sotto pressione, con Salvatore Ferragamo (BIT:SFER) in calo dello 0,9%.

    Tra i singoli titoli, Pirelli (BIT:PIRC) si metteva in evidenza con un rialzo del 3,6%, in seguito a segnali di un possibile avanzamento verso la soluzione del tema legato alla presenza cinese nel capitale. Secondo Il Messaggero, una delle ipotesi allo studio potrebbe prevedere il conferimento in blind trust della quota del 34% detenuta da Sinochem.

    Nel resto del listino, STMicroelectronics (BIT:STM) guadagnava circa il 2% dopo la pubblicazione dei risultati, mentre De’Longhi (BIT:DLG), partita bene, invertiva la rotta e cedeva intorno al 2% dopo i conti.

  • I titoli dei semiconduttori pronti a trainare l’avvio di Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I titoli dei semiconduttori pronti a trainare l’avvio di Wall Street: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures

    I futures sui principali indici azionari statunitensi indicavano un’apertura in rialzo mercoledì, con i mercati pronti ad estendere i guadagni delle due sedute precedenti. Ancora una volta, i titoli dei semiconduttori sono attesi come principali protagonisti del movimento.

    Il comparto dei chip era stato tra i più forti martedì e il momentum sembra destinato a proseguire. Le azioni statunitensi di ASML (NASDAQ:ASML) balzavano di circa il 5% nel premarket dopo che il gruppo olandese dei macchinari per semiconduttori ha pubblicato solidi risultati del quarto trimestre e fornito una guidance positiva per il 2026.

    Nel settore, anche la sudcoreana SK Hynix è salita nettamente nelle contrattazioni asiatiche dopo aver riportato utili del quarto trimestre superiori alle attese e un utile record per l’intero esercizio 2025.

    Il sentiment è stato inoltre sostenuto da una notizia di Reuters secondo cui la Cina avrebbe autorizzato l’acquisto dei chip per intelligenza artificiale H200 di Nvidia (NASDAQ:NVDA) da parte di alcuni dei suoi maggiori gruppi tecnologici. Le azioni Nvidia salivano di circa l’1,6% nel premarket. Citando quattro fonti a conoscenza del dossier, Reuters ha riferito che Alibaba (NYSE:BABA), ByteDance e Tencent sono state autorizzate ad acquistare complessivamente oltre 400.000 chip H200.

    L’attività di mercato potrebbe tuttavia restare moderata, con gli investitori in attesa della decisione di politica monetaria della Federal Reserve più tardi in giornata. Sebbene la banca centrale sia ampiamente attesa lasciare i tassi invariati, l’attenzione si concentrerà sulla distribuzione dei voti e sul comunicato ufficiale per indizi sull’evoluzione futura dei tassi.

    Dopo la chiusura, sono attesi anche i conti trimestrali di alcuni colossi tecnologici, tra cui Microsoft (NASDAQ:MSFT), Meta Platforms (NASDAQ:META) e Tesla (NASDAQ:TSLA).

    Martedì i principali indici USA hanno chiuso in modo contrastato. Nasdaq e S&P 500 hanno proseguito il rialzo, mentre il Dow Jones ha registrato una marcata correzione. Il Nasdaq è salito di 215,74 punti (+0,9%) a 23.817,10, vicino ai massimi da tre mesi, mentre l’S&P 500 ha guadagnato 28,37 punti (+0,4%) chiudendo a un nuovo record di 6.978,60. Il Dow, invece, ha perso 408,99 punti (-0,8%) a 49.003,41, pur recuperando dai minimi intraday.

    La forza del mercato riflette l’ottimismo in vista dei risultati dei big tecnologici come Microsoft, Apple (AAPL) e Meta Platforms. Le azioni Microsoft sono salite del 2,2%, Apple dell’1,1% e Meta ha registrato un lieve progresso.

    Il sentiment positivo è stato sostenuto anche da conti incoraggianti di gruppi come General Motors (NYSE:GM) e UPS (NYSE:UPS). In negativo, il Dow è stato penalizzato dal crollo di UnitedHealth (NYSE:UNH), che ha perso il 19,6% dopo aver fornito una guidance sui ricavi deludente, nonostante utili trimestrali leggermente migliori delle attese. A pesare sul settore assicurativo è stata anche una proposta dell’amministrazione Trump che prevede tariffe quasi invariate per i piani Medicare Advantage.

    Sul fronte macroeconomico, il Conference Board ha segnalato un forte e inatteso peggioramento della fiducia dei consumatori USA a gennaio. L’indice è sceso a 84,5 da 94,2 di dicembre (dato rivisto), contro attese di un aumento a 90,0, segnando il livello più basso da maggio 2014.

    A livello settoriale, i semiconduttori hanno messo a segno un forte rialzo, con il Philadelphia Semiconductor Index in aumento del 2,4% a un nuovo massimo storico di chiusura. Bene anche i titoli dell’hardware e delle reti, che hanno sostenuto il Nasdaq. Fuori dal tech, i titoli dei servizi petroliferi sono saliti con il prezzo del greggio, spingendo il Philadelphia Oil Service Index a +2,0%. Al contrario, i settori sanitario, aereo e immobiliare hanno subito forti vendite.