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  • Piazza Affari apre in rialzo trainata dalle banche, mentre il mercato guarda all’inflazione USA

    Piazza Affari apre in rialzo trainata dalle banche, mentre il mercato guarda all’inflazione USA

    La Borsa di Milano ha avviato la seduta in territorio positivo, estendendo a tre giornate consecutive la propria fase rialzista, sostenuta ancora una volta dal comparto bancario nonostante alcuni segnali di consolidamento dopo i recenti forti guadagni.

    Il sentiment degli investitori rimane prudente a causa dell’ultima escalation delle tensioni in Medio Oriente. Tuttavia, i mercati sembrano confidare che i nuovi attacchi statunitensi contro l’Iran, seguiti all’abbattimento di un elicottero Apache nei pressi dello Stretto di Hormuz, non comprometteranno i negoziati per un possibile accordo di pace.

    Nonostante il contesto geopolitico, il mercato petrolifero ha reagito in modo contenuto, con il Brent che continua a mantenersi ben al di sotto della soglia dei 100 dollari al barile.

    Attenzione puntata sui dati sull’inflazione negli Stati Uniti

    L’interesse degli operatori si concentra ora sui dati relativi ai prezzi al consumo negli Stati Uniti, attesi nel corso della giornata, che potrebbero fornire indicazioni sull’impatto del conflitto sulle pressioni inflazionistiche.

    Secondo un sondaggio Reuters, gli economisti prevedono che l’inflazione di maggio registri il più forte incremento annuale degli ultimi tre anni. Un dato superiore alle attese potrebbe rafforzare le aspettative di un ulteriore irrigidimento della politica monetaria da parte della Federal Reserve, soprattutto dopo i robusti dati sul mercato del lavoro pubblicati la scorsa settimana.

    Alle 9:40 il FTSE MIB registrava un rialzo dello 0,74%.

    Il settore bancario continua a sostenere il listino

    L’indice bancario avanzava dello 0,9%, con gli investitori che continuano a valutare le implicazioni delle più recenti operazioni straordinarie nel settore finanziario italiano.

    Intesa Sanpaolo (BIT:ISP), che ha recentemente annunciato un’offerta pubblica su MPS (BIT:BMPS), guadagnava lo 0,3%. Le azioni della banca senese proseguivano il loro rally con un progresso di circa l’1,5% a 10,65 euro, il livello più alto da luglio 2022.

    Mediobanca (BIT:MB), anch’essa coinvolta nel processo di consolidamento del settore, saliva dell’1,2% raggiungendo un nuovo massimo storico a 25,54 euro.

    Unipol (BIT:UNI) metteva a segno un rialzo dello 0,8%, mentre la controllata BPER (BIT:BPE) rimaneva sostanzialmente invariata, con il mercato che continua a valutare i potenziali benefici derivanti dall’operazione MPS.

    Acquisti anche su Banco BPM (BIT:BAMI), in progresso dell’1%, e su UniCredit (BIT:UCG), che avanzava dell’1,4%.

    STM in evidenza dopo il giudizio positivo di BofA

    Tra le blue chip del listino principale, STM (BIT:STMMI) balzava del 2,2% dopo che Bank of America ha migliorato la raccomandazione sul titolo a “buy” da “neutral” e ha innalzato il target price a 86 euro.

    La banca d’investimento ritiene che il produttore franco-italiano di semiconduttori possa beneficiare di una significativa crescita degli utili nei prossimi anni.

    Cementir prolunga il rally

    CEMENTIR (BIT:CEM) proseguiva la sua corsa con un ulteriore rialzo del 4%, dopo il balzo del 4,7% registrato nella seduta precedente.

    A sostenere il titolo continua a essere l’annuncio dell’accordo da 2,2 miliardi di euro siglato dalla controllata danese Aalborg Portland con l’Agenzia Danese dell’Energia per incentivi legati a un progetto di cattura e stoccaggio della CO₂ (CCS).

    Più sul FTSE MIB

    Il FTSE MIB è l’indice di riferimento della Borsa Italiana e include le società a maggiore capitalizzazione e liquidità quotate a Piazza Affari. Il settore finanziario rappresenta una componente rilevante dell’indice, rendendo l’andamento delle banche uno dei principali fattori che influenzano la performance complessiva del mercato.

  • Tensioni tra Stati Uniti e Iran, inflazione e risultati Oracle al centro dell’attenzione dei mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    Tensioni tra Stati Uniti e Iran, inflazione e risultati Oracle al centro dell’attenzione dei mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures

    I future azionari statunitensi hanno registrato un lieve calo mercoledì mentre gli investitori valutavano la nuova escalation militare tra Stati Uniti e Iran e attendevano la pubblicazione dei dati sull’inflazione e dei risultati trimestrali di Oracle (NYSE:ORCL).

    I mercati stanno inoltre analizzando il lancio del nuovo modello di intelligenza artificiale di Anthropic, una versione aggiornata della tecnologia “Mythos-class” che include nuove misure di sicurezza per un utilizzo più ampio.

    I future arretrano in vista dei dati macroeconomici

    Nelle prime ore di contrattazione, i future sui principali indici statunitensi segnavano ribassi. I future sul Dow Jones cedevano 81 punti, pari allo 0,2%, mentre quelli sull’S&P 500 perdevano lo 0,3% e quelli sul Nasdaq 100 lo 0,5%.

    Nella seduta precedente Wall Street aveva chiuso in ordine sparso, con il comparto tecnologico nuovamente sotto pressione. I principali produttori di semiconduttori, tra cui Nvidia, Micron, Intel e Qualcomm, hanno terminato la giornata in ribasso, riflettendo le persistenti preoccupazioni sulla sostenibilità del rally legato all’intelligenza artificiale.

    La nuova escalation militare alimenta l’incertezza

    Il sentiment degli investitori continua a essere influenzato dagli sviluppi in Medio Oriente. Martedì gli Stati Uniti hanno lanciato nuovi attacchi missilistici contro obiettivi iraniani in risposta a un attacco contro un elicottero americano nei pressi dello Stretto di Hormuz.

    Il presidente Donald Trump ha attribuito la responsabilità dell’attacco all’Iran, affermando che gli Stati Uniti “must, of necessity, respond.”

    Teheran ha negato qualsiasi coinvolgimento e ha avvertito che nessun attacco contro il Paese resterà senza risposta.

    Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti, gli attacchi hanno colpito sistemi di difesa aerea e installazioni radar satellitari iraniane, anche se l’entità dei danni non è stata ancora confermata. Nel frattempo, Israele ha proseguito le operazioni militari nel Libano meridionale contro le postazioni di Hezbollah sostenute dall’Iran.

    L’inflazione USA potrebbe influenzare la Fed

    Questi sviluppi si verificano nonostante i tentativi diplomatici di mantenere una fragile tregua e riaprire i negoziati per la riapertura dello Stretto di Hormuz.

    Alcuni strategist ritengono che l’attuale escalation possa rientrare in uno schema di tensioni limitate seguite da fasi di distensione diplomatica, riducendo il rischio di un conflitto regionale più ampio.

    I prezzi del Brent sono rimasti relativamente stabili ma continuano a essere significativamente superiori ai livelli precedenti al conflitto. Lo Stretto di Hormuz resta un elemento cruciale per il mercato energetico globale, poiché attraverso questo passaggio transita circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio.

    In questo contesto, gli investitori attendono con particolare attenzione la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo statunitense. Persistono infatti timori che il rincaro dell’energia possa riaccendere le pressioni inflazionistiche e influenzare le decisioni delle principali banche centrali.

    Un dato superiore alle attese potrebbe rafforzare le aspettative di un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve entro la fine dell’anno, soprattutto dopo il solido rapporto sull’occupazione pubblicato la scorsa settimana.

    Anthropic presenta il nuovo modello di IA

    Anthropic ha annunciato il lancio pubblico di Claude Fable 5, definendolo un modello di intelligenza artificiale di nuova generazione appartenente alla categoria “Mythos-class”.

    La società aveva presentato per la prima volta Mythos ad aprile, ma aveva deciso di non renderlo disponibile al pubblico per il timore che potesse essere utilizzato da hacker altamente qualificati. La nuova versione integra ulteriori misure di sicurezza per ridurre tali rischi.

    Tra le novità figurano sistemi che reindirizzano alcune richieste sensibili, come quelle relative ad armi biologiche o vulnerabilità software, verso il precedente modello Claude Opus 4.8.

    Secondo Anthropic, Fable 5 raggiunge prestazioni di riferimento in numerosi ambiti, tra cui sviluppo software, ricerca scientifica, elaborazione visiva e attività basate sulla conoscenza.

    I risultati di Oracle metteranno alla prova l’entusiasmo per l’IA

    L’attenzione degli investitori si sposterà successivamente sui conti trimestrali di Oracle, attesi dopo la chiusura di Wall Street.

    I risultati rappresenteranno un importante test per il sentiment nei confronti del settore dell’intelligenza artificiale. I recenti risultati di Broadcom hanno alimentato dubbi sulla sostenibilità degli investimenti in infrastrutture AI, mentre il recente aumento di capitale di Google ha intensificato il dibattito sui costi necessari per espandere la capacità dei data center.

    Gli analisti di Evercore ISI mantengono comunque una visione positiva su Oracle.

    “[w]hile we believe a higher capex guide could limit upside coming away from the [fiscal fourth-quarter] print, we continue to believe that the risk/reward skews positively,” analysts at Evercore ISI said in a note.

    “In our view, delivering ‘clean’ [fiscal fourth-quarter] results, a reiteration of revenue acceleration into FY27/FY28, and providing visibility into the previously disclosed equity raise could ultimately serve as a clearing event for the shares heading into the summer.”

    Più su Oracle

    Oracle è uno dei maggiori fornitori mondiali di software aziendale, specializzato in infrastrutture cloud, database e applicazioni per le imprese. Negli ultimi anni il gruppo ha rafforzato la propria presenza nel settore dell’intelligenza artificiale grazie agli investimenti in data center, cloud computing e partnership dedicate allo sviluppo di modelli AI avanzati.

  • Le Borse europee avanzano leggermente mentre gli investitori valutano le tensioni in Medio Oriente e i dati sull’inflazione: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee avanzano leggermente mentre gli investitori valutano le tensioni in Medio Oriente e i dati sull’inflazione: DAX, CAC, FTSE100

    Le azioni europee hanno aperto in moderato rialzo mercoledì, mentre gli investitori analizzavano le conseguenze della nuova escalation tra Stati Uniti e Iran e attendevano la pubblicazione dei dati sull’inflazione statunitense.

    L’indice paneuropeo STOXX 600 è salito dello 0,16% nelle prime contrattazioni. Il DAX tedesco ha guadagnato lo 0,4%, il CAC 40 francese lo 0,2% e il FTSE MIB italiano lo 0,5%, proseguendo il rialzo dopo aver toccato un massimo storico nella seduta precedente. Il FTSE 100 britannico è rimasto sostanzialmente invariato.

    Le tensioni geopolitiche mantengono elevata la prudenza

    Il sentiment di mercato è rimasto fragile dopo i nuovi attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani. L’escalation è arrivata dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato che l’Iran aveva abbattuto un elicottero americano nei pressi dello Stretto di Hormuz.

    Gli ultimi sviluppi sono seguiti ai segnali emersi all’inizio della settimana, quando Iran e Israele avevano lasciato intendere una possibile pausa nelle ostilità, alimentando temporaneamente il rialzo dei mercati europei. Tuttavia, il timore di un conflitto prolungato in una delle regioni più importanti per le forniture energetiche globali ha ridotto l’ottimismo degli investitori.

    I prezzi del petrolio hanno reagito al rialzo, con il Brent in aumento di circa l’1%.

    “Investors are displaying an abundance of caution as an agreed pause in attacks by Iran and Israel appears to have stalled almost before it began,” said Danni Hewson, head of financial analysis at AJ Bell.

    Attenzione rivolta alla BCE

    I mercati europei sono diventati sempre più sensibili agli sviluppi geopolitici in Medio Oriente, con il sentiment degli investitori che oscilla in base alle notizie provenienti dalla regione.

    La forte dipendenza dell’Eurozona dalle importazioni energetiche rende l’area particolarmente vulnerabile a eventuali interruzioni delle forniture e all’aumento dei prezzi dell’energia. Per questo motivo, l’attenzione si sta spostando verso la riunione della Banca Centrale Europea prevista per giovedì, dove i responsabili della politica monetaria potrebbero adottare un tono più restrittivo se i costi energetici dovessero alimentare nuove pressioni inflazionistiche.

    Attesi i dati sull’inflazione negli Stati Uniti

    Gli investitori attendono inoltre la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo statunitense relativo a maggio, che potrebbe fornire nuove indicazioni sul percorso della politica monetaria della Federal Reserve.

    Secondo il sondaggio Reuters, l’inflazione annuale dovrebbe accelerare al 4,2%. Un dato superiore alle attese potrebbe rafforzare l’ipotesi di tassi d’interesse elevati per un periodo più lungo.

    WH Smith e Pennon sotto pressione

    Tra i singoli titoli, WH Smith (LSE:SMWH) è stato tra i peggiori performer della seduta, con un calo vicino al 16% dopo aver ridotto per la seconda volta quest’anno le proprie previsioni sugli utili.

    In ribasso anche Pennon (LSE:PNN), che ha perso circa il 4% dopo la pubblicazione dei risultati annuali.

    Più sui mercati europei

    I mercati azionari europei continuano a essere influenzati da una combinazione di dati macroeconomici, aspettative sulle banche centrali e sviluppi geopolitici. La recente volatilità è stata alimentata principalmente dall’incertezza sui prezzi dell’energia e sull’andamento dei tassi d’interesse, mentre gli investitori monitorano attentamente inflazione, crescita economica ed eventi internazionali.

  • STMicroelectronics sale dopo l’upgrade di Bank of America e il target price a 86 euro (STMMI)

    STMicroelectronics sale dopo l’upgrade di Bank of America e il target price a 86 euro (STMMI)

    Le azioni STMicroelectronics (BIT:STMMI) (EU:STMPA) hanno registrato un rialzo martedì dopo che Bank of America ha migliorato la raccomandazione sul titolo da Neutral a Buy, assegnando un target price di 86 euro, pari a circa 100 dollari per azione.

    Il titolo ha guadagnato il 2,5% nelle contrattazioni di Parigi, mentre la banca d’investimento ha sostenuto che il mercato stia sottovalutando in modo significativo il potenziale di crescita degli utili della società nei prossimi anni.

    Gli analisti guidati da Didier Scemama hanno individuato quattro principali fattori a supporto della revisione positiva: la crescente esposizione alle tecnologie di interconnessione ottica per i data center, la forte presenza nel mercato dei satelliti in orbita terrestre bassa (LEO), la prevista ripresa della domanda nei settori automotive e industriale e una significativa leva operativa derivante dall’attuale capacità produttiva inutilizzata.

    “We think the market materially underestimates STM’s earnings power over the course of the next 2-3 years,” they wrote.

    Bank of America prevede un utile per azione pari a 1,57 dollari nel 2026, 3,53 dollari nel 2027 e 4,63 dollari nel 2028, valori compresi tra il 30% e il 43% sopra le attuali stime di consenso.

    Interconnessioni ottiche e fotonica al silicio al centro della crescita

    La banca considera il business delle interconnessioni ottiche uno dei principali motori di crescita per STMicroelectronics. I ricavi del segmento sono attesi in aumento da circa 670 milioni di dollari quest’anno a 2,3 miliardi di dollari entro il 2028.

    Secondo gli analisti, tale crescita sarà sostenuta dalle competenze del gruppo nella produzione di fotonica al silicio su wafer da 300 mm, nei processi specializzati e nelle tecnologie avanzate di packaging.

    Gli esperti ritengono inoltre che la quota di mercato di STMicroelectronics nella fotonica al silicio possa aumentare dall’attuale 5% a oltre il 30% nei prossimi tre anni. Amazon Web Services viene indicata come cliente di riferimento, mentre è attesa una progressiva diversificazione della base clienti.

    I satelliti LEO offrono ulteriori opportunità di espansione

    Bank of America mantiene una visione positiva anche sul mercato dei satelliti in orbita terrestre bassa, dove stima che STMicroelectronics detenga attualmente una quota di mercato di circa il 90%.

    La banca prevede ricavi cumulati pari a 3,6 miliardi di dollari tra il 2026 e il 2028, superiori all’obiettivo societario di almeno 3 miliardi di dollari. Le stime riflettono un numero maggiore di lanci, una base clienti più ampia e un contenuto elettronico crescente per satellite.

    “Our new forecasts do not assume revenues from datacenters in space, which we expect to benefit towards the end of the decade given their CPO capabilities,” the analysts added.

    L’espansione dei margini potrebbe sostenere gli utili

    Bank of America si aspetta un significativo miglioramento della redditività nei prossimi anni. Il margine lordo è previsto in crescita dal 37,3% di quest’anno al 46% entro il 2028, ben al di sopra del consenso di mercato pari al 43,3%.

    Il miglioramento dovrebbe essere favorito dalla riduzione dei costi legati alla capacità inutilizzata, da condizioni di prezzo più favorevoli e dalla maggiore incidenza delle attività a margine più elevato.

    Il target price di 86 euro si basa su una valutazione pari a 13 volte l’EV/EBITDA previsto per il 2028, un livello vicino alla fascia alta della valutazione storica del titolo. Tuttavia, Bank of America sottolinea che tale multiplo incorpora ancora uno sconto di circa il 12% rispetto ai produttori di semiconduttori diversificati, che trattano mediamente a 14,8 volte.

    “STM is currently trading at a 32% discount to diversified peers on 2028E EV/EBITDA; we do not believe such a deep discount is justified,” the analysts said.

    Più su STMicroelectronics

    STMicroelectronics è uno dei principali produttori europei di semiconduttori e fornisce componenti elettronici ai settori automotive, industriale, delle comunicazioni e dell’elettronica di consumo. Il gruppo è leader nelle tecnologie per la gestione dell’energia, i microcontrollori, i sensori e la connettività e sta ampliando la propria presenza in segmenti avanzati come la fotonica al silicio, le interconnessioni ottiche e le applicazioni spaziali.

  • UniCredit si avvicina al controllo di Commerzbank mentre crescono le adesioni all’offerta

    UniCredit si avvicina al controllo di Commerzbank mentre crescono le adesioni all’offerta

    UniCredit (BIT:UCG) ha compiuto un ulteriore passo avanti nel proprio tentativo di acquisire il controllo di Commerzbank (TG:CBK), con l’aumento delle adesioni all’offerta pubblica di scambio che avvicina sempre di più la banca italiana all’istituto tedesco.

    L’ultimo aggiornamento diffuso dal gruppo guidato da Andrea Orcel mostra una crescita delle adesioni all’operazione. Sulla base delle sottoscrizioni ricevute finora, la quota collegata all’offerta è salita al 10,9%, rispetto al 7,8% comunicato la settimana precedente. Sommando questa partecipazione al 26,7% già detenuto direttamente, la posizione complessiva di UniCredit raggiunge ora circa il 37,6% a pochi giorni dalla chiusura formale dell’operazione.

    In una nota, Piazza Gae Aulenti ha spiegato che “UniCredit’s direct participation, combined with valid acceptances, reaches approximately 37.7% and approximately 40.9% including instruments with physical settlement option. Both levels exceed the 30% threshold that UniCredit had set itself to achieve with the offering.”

    La banca ha inoltre annunciato che, a partire da domani, “communicate the number of shares tendered in the offer on a daily basis.”

    La maggioranza assoluta resta un obiettivo possibile

    L’esposizione complessiva di UniCredit verso Commerzbank potrebbe tuttavia risultare ancora più elevata. Considerando gli strumenti derivati riferiti a un ulteriore 16,4% del capitale della banca tedesca, la partecipazione economica totale salirebbe infatti a circa il 54%, una soglia che consentirebbe al gruppo italiano di ottenere la maggioranza assoluta.

    L’attenzione del mercato è ora rivolta alla possibile adesione di ulteriori investitori. Fondi istituzionali, sia attivi sia passivi, detengono ancora quote significative di Commerzbank e potrebbero influenzare l’esito finale dell’operazione.

    Un aumento delle adesioni da parte di questi investitori consentirebbe a UniCredit di incrementare ulteriormente la propria quota diretta, avvicinandosi in modo significativo alla soglia del 50%.

    L’attuale periodo di adesione terminerà il 16 giugno e sarà successivamente seguito da una proroga di due settimane, dal 20 giugno al 3 luglio.

    Le condizioni di mercato favoriscono l’operazione

    Anche l’andamento recente dei titoli sembra rafforzare l’idea che l’arrivo di offerte concorrenti sia poco probabile. Gli analisti stimano che la quota realmente contendibile del capitale di Commerzbank sia compresa tra il 10% e il 15%, mentre gli operatori ritengono limitati i margini per una modifica significativa delle condizioni dell’offerta.

    Nel frattempo, le valutazioni di mercato sono diventate più favorevoli grazie alla riduzione dello sconto implicito tra il valore dell’offerta e il prezzo di mercato delle azioni Commerzbank.

    “At yesterday’s closing prices (and without assuming further capital distributions), Commerzbank was trading at a premium of approximately 6% compared to the implied offer price,” Equita underlines.

    La società di ricerca ha confermato la raccomandazione di acquisto su UniCredit, mantenendo un target price di 87,50 euro rispetto ai 72,38 euro delle contrattazioni mattutine.

    Più su UniCredit

    UniCredit è uno dei maggiori gruppi bancari europei, con una presenza significativa in Italia, Germania e nei mercati dell’Europa centrale e orientale. Il gruppo offre servizi di banca retail, corporate e investment banking a milioni di clienti e porta avanti una strategia focalizzata su efficienza operativa, distribuzione di capitale agli azionisti e crescita selettiva nei principali mercati europei.

  • I Future di Wall Street Indicano un Avvio Positivo per la Seduta di Martedì: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I Future di Wall Street Indicano un Avvio Positivo per la Seduta di Martedì: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I future sui principali indici statunitensi erano orientati al rialzo martedì, segnalando un possibile proseguimento dei guadagni dopo una sessione precedente conclusa in territorio prevalentemente positivo, nonostante un significativo arretramento rispetto ai massimi intraday.

    Il sentiment degli investitori ha beneficiato soprattutto del forte calo dei prezzi del petrolio, con i future sul greggio statunitense in ribasso di oltre il 2%.

    Il petrolio è sceso sotto i 90 dollari al barile dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti e l’Iran potrebbero raggiungere un accordo di pace entro “due o tre giorni”.

    Trump ha inoltre affermato che lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto “immediatamente” una volta raggiunta un’intesa, sebbene precedenti dichiarazioni su un accordo imminente non abbiano ancora portato a risultati concreti.

    Gli investitori potrebbero inoltre continuare ad approfittare dei prezzi più bassi emersi dopo il sell-off registrato venerdì scorso.

    Lunedì le azioni avevano mostrato un forte rimbalzo nelle prime fasi della seduta dopo le pesanti vendite della settimana precedente. Tuttavia, i principali indici hanno progressivamente ridotto i guadagni, con il Dow Jones che è tornato in territorio negativo.

    Dopo aver registrato un rialzo massimo dell’1,8%, il Nasdaq ha chiuso in progresso di 220,23 punti, pari allo 0,9%, a 25.929,66. L’S&P 500 è salito di 21,99 punti, o dello 0,3%, a 7.405,73, mentre il Dow Jones Industrial Average ha perso 80,77 punti, pari allo 0,2%, terminando a 50.786,01.

    Il recupero iniziale di Wall Street è stato favorito dagli acquisti opportunistici successivi al crollo di venerdì, che aveva portato il Nasdaq al livello di chiusura più basso dell’ultimo mese.

    Nel corso della giornata, tuttavia, l’entusiasmo si è attenuato poiché i prezzi del petrolio sono rimasti elevati dopo le notizie di nuovi scambi di missili tra Israele e Iran durante il fine settimana.

    Successivamente il greggio ha ridotto i rialzi dopo che il presidente Trump ha affermato che Israele e Iran stavano “cercando di raggiungere un cessate il fuoco immediato”.

    “Le negoziazioni finali sulla ‘Pace’ stanno procedendo, a meno che ignoranza o stupidità non si mettano di mezzo”, ha scritto Trump su Truth Social. “Il blocco resterà in vigore, pienamente operativo ed efficace, fino a quando non sarà raggiunto un ‘Accordo Finale’. Le cose dovrebbero muoversi rapidamente.”

    Nonostante il rallentamento del mercato nel suo complesso, i titoli dei semiconduttori hanno continuato a registrare performance molto solide. L’indice Philadelphia Semiconductor è balzato del 5,6%, recuperando parte del crollo del 10,3% registrato nella seduta precedente.

    Marvell Technology (NASDAQ:MRVL) è salita del 9,6% dopo l’annuncio dell’ingresso nell’indice S&P 500 insieme alla società di servizi di produzione elettronica Flex (NASDAQ:FLEX).

    Nvidia (NASDAQ:NVDA) ha guadagnato l’1,7% dopo aver annunciato una partnership tecnologica pluriennale con SK hynix per sviluppare memorie di nuova generazione destinate alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale e accelerare la progettazione e la produzione di semiconduttori.

    L’aumento dei prezzi energetici ha inoltre favorito i titoli legati al settore petrolifero, con l’indice Philadelphia Oil Service in rialzo del 3,6%.

    Anche i produttori di petrolio e i titoli hardware hanno chiuso in forte progresso, mentre utilities e società immobiliari commerciali hanno subito pressioni a causa dell’ulteriore aumento dei rendimenti dei Treasury.

  • Le Borse Europee Avanzano grazie alle Speranze di Distensione tra Israele e Iran: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse Europee Avanzano grazie alle Speranze di Distensione tra Israele e Iran: DAX, CAC, FTSE100

    I mercati azionari europei hanno registrato prevalentemente rialzi martedì, sostenuti dall’allentamento delle tensioni tra Israele e Iran. Il dollaro statunitense si è allontanato dai massimi degli ultimi due mesi, mentre il Brent è sceso sotto i 93 dollari al barile dopo che i due Paesi hanno concordato di sospendere gli attacchi, alimentando le aspettative di un possibile progresso dei negoziati diplomatici.

    Il sentiment degli investitori ha inoltre beneficiato dei dati economici provenienti dalla Cina, che hanno mostrato una forte crescita sia delle esportazioni sia delle importazioni nel mese di maggio.

    In Europa, i dati ufficiali pubblicati da Destatis hanno evidenziato un aumento dello 0,4% della produzione industriale tedesca su base mensile ad aprile, dopo il calo rivisto dello 0,1% registrato a marzo.

    Il dato è risultato in linea con le attese del mercato e rappresenta il primo incremento mensile dell’attività industriale negli ultimi cinque mesi.

    Un altro rapporto ha mostrato che le esportazioni tedesche sono cresciute dello 0,9% ad aprile rispetto al mese precedente, accelerando rispetto all’aumento dello 0,3% registrato a marzo. Gli economisti si aspettavano invece una flessione dello 0,3%.

    L’indice francese CAC 40 ha guadagnato lo 0,7%, mentre il DAX tedesco è salito dello 0,5%. In controtendenza il FTSE 100 britannico, in calo dello 0,3%, penalizzato dalla debolezza dei titoli energetici come BP Plc e Shell.

    Tra i principali titoli in movimento, Technip (EU:TE), Airbus (EU:AIR) e Safran (EU:SAF) hanno registrato progressi dopo aver annunciato una partnership con Tereos per sviluppare un progetto di produzione di carburante sostenibile per l’aviazione in Francia.

    A Londra, Oxford Instruments (LSE:OXIG) ha perso il 6,5% nonostante risultati annuali leggermente superiori alle aspettative del mercato.

    Bellway (LSE:BWY) è salita del 3% dopo aver confermato le proprie previsioni di utile per l’esercizio fiscale 2026.

    Keller Group (LSE:KLR) ha guadagnato il 3% grazie a una variazione contrattuale da 207 milioni di dollari relativa a un importante progetto di ricostruzione autostradale negli Stati Uniti.

    GSK (LSE:GSK), invece, ha ceduto il 3,5% dopo aver annunciato l’acquisizione della società statunitense di oncologia Nuvalent per 10,6 miliardi di dollari.

  • Il Petrolio Arretra mentre i Mercati Valutano la Fragile Tregua tra Iran e Israele

    Il Petrolio Arretra mentre i Mercati Valutano la Fragile Tregua tra Iran e Israele

    I prezzi del petrolio sono scesi martedì, restituendo gran parte dei guadagni registrati nella sessione precedente dopo che Iran e Israele hanno annunciato la sospensione degli attacchi in seguito a un appello del presidente statunitense Donald Trump. Entrambe le parti hanno tuttavia precisato che le ostilità potrebbero riprendere in caso di un nuovo deterioramento della situazione.

    Alle 07:41 GMT, i futures sul Brent cedevano 1,33 dollari, pari all’1,4%, a 92,92 dollari al barile, mentre il greggio statunitense West Texas Intermediate perdeva 1,73 dollari, o l’1,9%, a 89,57 dollari al barile.

    Secondo Tamas Varga, analista di PVM Oil Associates, il mercato ha già vissuto situazioni simili in passato, quando le speranze di una svolta diplomatica hanno alimentato le aspettative che il conflitto in Medio Oriente, ormai in corso da tre mesi, potesse avvicinarsi alla conclusione.

    Nonostante le persistenti incertezze, gli operatori hanno reagito alle dichiarazioni provenienti da Teheran e Gerusalemme che indicavano la cessazione degli attacchi, almeno per il momento. L’annuncio è arrivato dopo un fine settimana caratterizzato da nuovi raid israeliani contro l’Iran e da operazioni militari in Libano, eventi che avevano contribuito a spingere il petrolio in rialzo di circa il 5% nella giornata di lunedì.

    “Nel frattempo, le scorte globali di petrolio continuano a diminuire e, man mano che i dati, siano essi settimanali o mensili, diventano disponibili, la consapevolezza di livelli pericolosamente bassi delle riserve petrolifere mondiali potrebbe intensificare la corsa ai barili disponibili, spingendo nuovamente il Brent sopra i 100 dollari”, ha dichiarato Varga.

    Le preoccupazioni sul fronte dell’offerta continuano a fornire un sostegno di fondo al mercato. Teheran ha mantenuto forti restrizioni sulla maggior parte del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, un passaggio strategico che prima del conflitto movimentava circa un quinto del commercio mondiale di petrolio greggio e gas naturale liquefatto. Parallelamente, Washington ha lasciato in vigore il proprio blocco nei confronti dei porti iraniani.

    A esercitare ulteriore pressione sui prezzi è stato anche il rallentamento della domanda proveniente dalla Cina. Le importazioni di greggio del Paese sono diminuite del 29% il mese scorso, toccando il livello più basso degli ultimi otto anni. Ad aprile, le importazioni sono scese a un minimo pluriennale di 9,3 milioni di barili al giorno, poiché le raffinerie hanno fatto ricorso alle scorte esistenti per compensare un calo ancora più marcato rispetto alla media di 11 milioni di barili al giorno registrata prima del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran.

    Separatamente, l’esercito statunitense ha riferito lunedì che le proprie forze hanno neutralizzato una petroliera scarica nel Golfo dell’Oman dopo che l’imbarcazione aveva tentato di raggiungere un porto iraniano in violazione delle misure di blocco attualmente imposte contro l’Iran.

  • L’Oro Resta Vicino ai Minimi di 11 Settimane mentre la Tregua tra Iran e Israele Riduce le Tensioni; Attesi i Dati USA sull’Inflazione

    L’Oro Resta Vicino ai Minimi di 11 Settimane mentre la Tregua tra Iran e Israele Riduce le Tensioni; Attesi i Dati USA sull’Inflazione

    I prezzi dell’oro sono rimasti sostanzialmente invariati durante le contrattazioni asiatiche di martedì, mantenendosi vicino ai minimi delle ultime 11 settimane, mentre la sospensione delle ostilità tra Iran e Israele ha attenuato parte delle preoccupazioni legate all’inflazione. Gli investitori restano inoltre in attesa dei principali dati statunitensi sui prezzi al consumo previsti nei prossimi giorni, che potrebbero fornire nuove indicazioni sul percorso dei tassi di interesse della Federal Reserve.

    L’oro spot guadagnava lo 0,1% a 4.333,40 dollari l’oncia alle 02:33 ET (06:33 GMT), mentre i futures sull’oro con scadenza agosto negli Stati Uniti cedevano lo 0,1% a 4.358,82 dollari l’oncia.

    Nella sessione precedente, il metallo prezioso era sceso al livello più basso dal 23 marzo, per poi recuperare parte delle perdite e chiudere la giornata sostanzialmente invariato.

    L’oro è rimasto sotto pressione dopo la pubblicazione, la scorsa settimana, di dati sul mercato del lavoro statunitense migliori delle attese, che hanno rafforzato le aspettative di una politica monetaria restrittiva da parte della Federal Reserve per un periodo più lungo.

    Attualmente i mercati attribuiscono circa il 70% di probabilità a un rialzo dei tassi da parte della Fed entro dicembre.

    Il sentiment degli investitori è migliorato dopo che Iran e Israele hanno concordato di interrompere gli attacchi reciproci in seguito alla nuova escalation registrata durante il fine settimana.

    Lunedì sera, il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti sono vicini a una “total victory” nella guerra con l’Iran e che i prezzi del petrolio potrebbero registrare un forte calo.

    Nonostante l’oro sia tradizionalmente considerato un bene rifugio, il metallo ha mostrato una performance deludente durante gran parte del conflitto nel Golfo. L’impatto della guerra sui mercati energetici ha infatti creato una dinamica insolita per il comparto dei metalli preziosi.

    L’aumento dei prezzi del greggio ha alimentato i timori che l’inflazione legata all’energia possa rimanere elevata, inducendo gli investitori a ridurre le aspettative di futuri tagli dei tassi da parte della Federal Reserve. Questo scenario ha sostenuto sia i rendimenti dei Treasury statunitensi sia il dollaro, riducendo l’attrattiva degli asset privi di rendimento come l’oro.

    L’indice del dollaro statunitense è sceso dello 0,2% martedì dopo aver raggiunto un massimo di due mesi nella sessione precedente.

    L’attenzione del mercato si sposta ora sui dati sull’inflazione al consumo negli Stati Uniti previsti per mercoledì e sui prezzi alla produzione in uscita giovedì. Questi indicatori potrebbero aiutare gli investitori a valutare se il recente rialzo dei prezzi del petrolio stia iniziando a tradursi in pressioni inflazionistiche più diffuse.

    Tra gli altri metalli preziosi, l’argento è salito dello 0,4% a 68,42 dollari l’oncia, mentre il platino ha guadagnato lo 0,3% a 1.767,60 dollari l’oncia.

    Sul fronte dei metalli industriali, i futures sul rame di riferimento al London Metal Exchange sono avanzati dello 0,4% a 13.666,13 dollari per tonnellata, mentre i futures sul rame statunitense hanno registrato un aumento dello 0,5% a 6,37 dollari per libbra.

  • Futures USA in Rialzo tra Ottimismo sull’Iran e Recupero dei Titoli Legati all’Intelligenza Artificiale: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    Futures USA in Rialzo tra Ottimismo sull’Iran e Recupero dei Titoli Legati all’Intelligenza Artificiale: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

    I futures sui principali indici statunitensi hanno aperto in territorio positivo martedì, sostenuti dall’allentamento delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e dal recupero dei titoli tecnologici legati all’intelligenza artificiale. A sostenere il sentiment contribuiscono anche la richiesta riservata di quotazione presentata da OpenAI e il forte rialzo premarket di Applied Digital (NASDAQ:APLD) dopo un importante accordo di locazione di lungo termine.

    Futures Positivi in Attesa dei Dati sull’Inflazione

    Alle 03:28 ET (07:28 GMT), i futures sul Dow Jones erano pressoché invariati, quelli sull’S&P 500 avanzavano dello 0,2% e quelli sul Nasdaq 100 guadagnavano lo 0,5%.

    La seduta di lunedì a Wall Street si era chiusa con risultati contrastati, in quello che gli analisti di Deutsche Bank hanno definito un mercato “cautious”. Il Dow Jones aveva perso lo 0,2%, mentre l’S&P 500 era salito dello 0,3% e il Nasdaq Composite dello 0,9%.

    I titoli dei semiconduttori sono stati tra i protagonisti della ripresa, recuperando parte delle pesanti perdite registrate dopo i risultati trimestrali di Broadcom (NASDAQ:AVGO). Il Philadelphia Semiconductor Index è balzato del 5,61%, recuperando circa metà del crollo registrato venerdì.

    L’attenzione degli investitori è ora rivolta ai dati sul commercio estero statunitense di aprile e alle vendite di case esistenti di maggio. Tuttavia, l’evento chiave della settimana resta la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) di maggio prevista per mercoledì.

    I mercati continuano a scommettere su almeno un ulteriore rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve entro fine anno, sulla scia delle preoccupazioni per l’inflazione e della solidità del mercato del lavoro statunitense.

    Trump Intravede una Soluzione al Conflitto con l’Iran

    Secondo Deutsche Bank, gli sviluppi delle ultime settimane in Medio Oriente stanno seguendo uno schema ormai familiare.

    “[I]t seems the cycle of ‘near a deal, not near a deal, escalation, de escalation, maybe back near a deal’ continues”, hanno scritto gli analisti, aggiungendo di essere tornati “back in the ‘a deal is still possible’ camp.”

    Le dichiarazioni arrivano dopo che Iran e Israele hanno annunciato la sospensione delle ostilità a seguito di un nuovo scambio di attacchi all’inizio della settimana. La tregua appare tuttavia fragile, con il premier israeliano Benjamin Netanyahu che ha ribadito l’intenzione di proseguire le operazioni contro Hezbollah in Libano.

    Il presidente Donald Trump ha dichiarato di aver avuto una “very good conversation” con Netanyahu e ha affermato che Israele e Iran dovrebbero evitare nuove ostilità per almeno una settimana. Trump ha inoltre sostenuto che una “total victory” sull’Iran potrebbe arrivare entro due settimane.

    I prezzi del petrolio hanno reagito con un calo, pur restando nettamente superiori ai livelli precedenti al conflitto. Le tensioni nello Stretto di Hormuz continuano infatti a sostenere i timori di un’accelerazione dell’inflazione e di un rallentamento della crescita globale.

    OpenAI Si Prepara alla Quotazione

    OpenAI ha annunciato di aver presentato in via riservata la documentazione necessaria per una futura quotazione in Borsa, entrando così nel gruppo delle grandi società di intelligenza artificiale candidate a un debutto sui mercati.

    In una nota, la società ha precisato che “it may be a while” prima dell’effettiva IPO, spiegando che alcune iniziative strategiche risultano più semplici da gestire come società privata. OpenAI ha inoltre sottolineato che esiste un “complicated set of tradeoffs” da valutare prima di procedere.

    L’azienda guidata da Sam Altman, nota per ChatGPT, è diventata uno dei simboli del boom dell’intelligenza artificiale che ha contribuito alla corsa dei mercati azionari verso nuovi massimi storici.

    Samsung e SK Hynix Guidano il Recupero dei Chip

    I principali produttori sudcoreani di memoria hanno registrato un forte rimbalzo dopo le pesanti perdite della seduta precedente.

    SK Hynix (USOTC:HXSCL) è balzata di oltre il 15%, sostenuta anche da un accordo pluriennale con Nvidia per la fornitura di memorie avanzate.

    Samsung Electronics (USOTC:SSNHZ) ha recuperato quasi il 9% dopo il calo del 10,2% registrato lunedì.

    Le due società erano state colpite dalle prese di profitto che hanno interessato il settore tecnologico e dell’intelligenza artificiale, alimentate dalle preoccupazioni sui tassi d’interesse e dalle indicazioni deludenti fornite da Broadcom.

    Applied Digital Balza Dopo un Accordo da Miliardi di Dollari

    Applied Digital (NASDAQ:APLD) è stata tra le migliori performance del premarket statunitense, con un rialzo superiore all’11% dopo la firma di un contratto di locazione della durata di 15 anni con un hyperscaler statunitense.

    L’accordo dovrebbe generare circa 5,2 miliardi di dollari di ricavi e riguarda 210 megawatt di capacità computazionale presso il nuovo campus AI Delta Forge 2 della società.

    Applied Digital ha dichiarato che circa il 70% dei ricavi contrattualizzati proviene ormai da hyperscaler statunitensi, evidenziando la crescente domanda di infrastrutture dedicate all’intelligenza artificiale.

    Pur senza rivelare il nome del cliente, la società ha affermato che il contratto potrebbe generare fino a 12,7 miliardi di dollari nell’arco di 30 anni qualora venisse rinnovato.