Author: Fiona Craig

  • Fincantieri presenta un piano quinquennale con forte crescita di ricavi e utili

    Fincantieri presenta un piano quinquennale con forte crescita di ricavi e utili

    Il gruppo cantieristico italiano Fincantieri (BIT: FCT) ha annunciato martedì di attendersi una forte accelerazione della crescita con il nuovo piano industriale quinquennale che si estende fino al 2030, prevedendo un aumento dei ricavi di circa il 40% e un quasi raddoppio dell’utile operativo nel periodo.

    La strategia, denominata “F4 Fast Forward Further Future”, è incentrata in particolare sui settori della difesa e delle attività subacquee, individuati come i principali motori di sviluppo di lungo periodo. Nell’ambito del piano, Fincantieri punta ad acquisire nuovi ordini per oltre 50 miliardi di euro (58,79 miliardi di dollari), con un contributo significativo atteso dai nuovi contratti nel comparto difesa a partire dal 2026.

    Il gruppo ha inoltre precisato che fornirà maggiori dettagli sul piano strategico nei primi mesi del 2026, quando presenterà un quadro più completo degli obiettivi finanziari e operativi.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, I futures USA scendono leggermente in vista dei dati sul lavoro, mentre i mercati valutano diversi fattori

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, I futures USA scendono leggermente in vista dei dati sul lavoro, mentre i mercati valutano diversi fattori

    I futures legati ai principali indici azionari statunitensi indicano un avvio prudente della settimana, mentre gli investitori attendono una serie di dati macroeconomici chiave, in particolare il rapporto sul mercato del lavoro, pubblicato con ritardo. L’attenzione è rivolta anche a possibili cambiamenti nella struttura dei mercati, dopo indiscrezioni secondo cui il Nasdaq starebbe cercando l’autorizzazione per estendere l’orario di contrattazione, mentre il gruppo immobiliare Lennar è atteso ai conti.

    Futures in calo

    I futures azionari USA hanno registrato un ribasso nelle prime ore di scambio, riflettendo la cautela degli investitori in vista di dati economici cruciali, soprattutto sull’occupazione.

    Alle 02:45 ET, i futures sul Dow Jones perdevano 185 punti (-0,4%), quelli sull’S&P 500 cedevano 47 punti (-0,7%), mentre i futures sul Nasdaq 100 scendevano di 261 punti (-1,0%).

    Il movimento segue una seduta debole a Wall Street, che ha segnato un inizio sottotono dell’ultima settimana completa di contrattazioni del 2025. I tentativi di rimbalzo di lunedì si sono rapidamente esauriti, con gli analisti che continuano a segnalare dubbi sulla sostenibilità del rally legato all’intelligenza artificiale, rafforzati dalle recenti trimestrali deludenti di gruppi esposti al tema AI come Broadcom (NASDAQ:AVGO) e Oracle (NYSE:ORCL).

    Gli operatori hanno inoltre valutato notizie secondo cui la candidatura di Kevin Hassett, consigliere economico della Casa Bianca, alla presidenza della Federal Reserve starebbe incontrando resistenze. Hassett è considerato un sostenitore della linea del presidente Donald Trump a favore di tagli rapidi e aggressivi dei tassi, ma CNBC ha riportato preoccupazioni sulla sua vicinanza alla Casa Bianca.

    Alla chiusura di lunedì, l’S&P 500 e il Nasdaq Composite hanno registrato il calo giornaliero più marcato da oltre tre settimane.

    Attesa per i dati sull’occupazione

    L’attenzione si sposta ora sull’ondata di dati economici in uscita martedì, che potrebbe offrire indicazioni sullo stato dell’economia statunitense e influenzare le prossime decisioni della Fed.

    Il dato più atteso è il rapporto sui nonfarm payrolls di novembre del Bureau of Labor Statistics. Secondo le stime Reuters, gli economisti prevedono un aumento contenuto di 35.000 posti di lavoro. Il report includerà anche i dati di ottobre, mai pubblicati a causa del blackout informativo legato al prolungato shutdown federale.

    Sarà diffuso anche il nuovo tasso di disoccupazione. Poiché la chiusura del governo è durata 43 giorni, i dati di ottobre non sono mai stati raccolti, creando per la prima volta una lacuna nella serie storica.

    Sono attesi anche i dati sulle vendite al dettaglio e una stima preliminare dell’attività economica. Nel corso della settimana, il BLS pubblicherà anche l’indice dei prezzi al consumo di novembre, in un contesto di incertezza su quali componenti del rapporto di ottobre, annullato, saranno recuperate.

    La pubblicazione arriva dopo che la Federal Reserve ha tagliato i tassi di 25 punti base la scorsa settimana, motivando la decisione con la necessità di sostenere l’occupazione in un contesto di inflazione stabile ma ancora elevata. I policymaker, tuttavia, non disponevano dei dati più recenti, rendendo le cifre di questa settimana potenzialmente decisive.

    Nasdaq punta ad ampliare l’orario di contrattazione – media

    Secondo Bloomberg News, il Nasdaq starebbe cercando l’approvazione delle autorità di regolamentazione per estendere l’orario di contrattazione fino a 23 ore al giorno durante la settimana lavorativa.

    In una richiesta presentata alla SEC lunedì, Nasdaq ha chiesto di aggiungere una sessione notturna dalle 21:00 alle 04:00 ET, oltre alle attuali sessioni pre-market, regolare e after-hours.

    La mossa riflette la forte domanda globale di azioni USA. Il mercato azionario statunitense rappresenta circa due terzi della capitalizzazione globale, mentre le partecipazioni estere in azioni USA hanno raggiunto i 17.000 miliardi di dollari lo scorso anno.

    Il Nasdaq starebbe valutando un passaggio verso contrattazioni quasi continue cinque giorni a settimana. Il presidente Tal Cohen ha dichiarato che i colloqui con i regolatori sono in corso e che l’eventuale cambiamento potrebbe entrare in vigore nella seconda metà del 2026.

    Lennar attesa ai risultati

    Il calendario delle trimestrali è relativamente leggero, con l’attenzione concentrata sui conti di Lennar Corporation (NYSE:LEN) dopo la chiusura dei mercati.

    In una nota ai clienti, gli analisti di Vital Knowledge hanno affermato che il sentiment resta “cauto”, poiché “la flessione del settore immobiliare sembra destinata a protrarsi per diversi trimestri a causa di una domanda debole e della pressione sui margini”.

    Le stime Bloomberg indicano utili rettificati di 2,24 dollari per azione su ricavi pari a 9,1 miliardi di dollari nel quarto trimestre fiscale, con nuovi ordini netti attesi a 20.288.

    Petrolio in calo sulle speranze di pace in Ucraina

    I prezzi del petrolio sono scesi bruscamente sulle crescenti speranze di un accordo di pace tra Russia e Ucraina, che potrebbe portare a un allentamento delle sanzioni.

    Il Brent perdeva l’1,2% a 59,82 dollari al barile, mentre il WTI cedeva l’1,3% a 55,95 dollari.

    Funzionari USA hanno segnalato progressi preliminari, con l’Ucraina disposta a rinunciare all’adesione alla NATO e Washington pronta a offrire garanzie di sicurezza. Restano però irrisolte le questioni sulle concessioni territoriali.

    Un accordo potrebbe portare alla revoca delle sanzioni sul petrolio russo, aggiungendo offerta a un mercato già ben rifornito.

  • DAX, CAC, FTSE100, Borse europee in lieve calo mentre l’attenzione si sposta sulle banche centrali e sui dati USA sul lavoro

    DAX, CAC, FTSE100, Borse europee in lieve calo mentre l’attenzione si sposta sulle banche centrali e sui dati USA sul lavoro

    I mercati azionari europei hanno aperto in moderato ribasso martedì, seguendo la debolezza registrata a Wall Street durante la notte, anche se le perdite sono rimaste contenute in vista di una settimana ricca di decisioni di politica monetaria.

    Alle 08:05 GMT, il DAX tedesco cedeva lo 0,6%, il CAC 40 francese lo 0,2% e il FTSE 100 britannico lo 0,1%.

    Banche centrali sotto i riflettori

    Il sentiment è stato appesantito dal calo delle azioni statunitensi, in particolare del comparto tecnologico, che ha continuato a perdere terreno nelle contrattazioni notturne. La debolezza si è riflessa anche sui mercati asiatici, dopo le vendite innescate la scorsa settimana da previsioni deludenti e piani di spesa elevati annunciati da Broadcom (NASDAQ:AVGO) e Oracle (NYSE:ORCL).

    Nonostante ciò, in Europa l’attenzione degli investitori resta concentrata sulle prossime decisioni delle banche centrali, in un momento in cui l’anno si avvia alla conclusione. La Banca Centrale Europea dovrebbe mantenere i tassi invariati al 2% giovedì, con i dati più recenti che indicano una graduale ripresa dell’economia dell’area euro.

    Anche la Riksbank svedese e la Norges Bank norvegese terranno questa settimana le ultime riunioni di politica monetaria del 2025. Nel Regno Unito, l’esito della riunione della Bank of England appare più incerto, ma i mercati si attendono comunque un ulteriore taglio dei tassi.

    Dati sul lavoro USA al centro dell’attenzione

    Nel corso della seduta sono attesi i dati di dicembre sull’attività economica in Europa. Nel Regno Unito, intanto, il tasso di disoccupazione è salito al 5,1% nei tre mesi fino a ottobre, il livello più alto dal periodo post-pandemico.

    A livello globale, i riflettori sono puntati sul rapporto sui nonfarm payrolls statunitensi di novembre, pubblicato in ritardo. Il dato arriva dopo che la Federal Reserve ha tagliato i tassi la scorsa settimana e ha lasciato intendere un’ulteriore fase di allentamento nel 2026. Secondo un sondaggio Dow Jones, gli economisti prevedono un aumento di circa 50.000 posti di lavoro, in forte calo rispetto ai 119.000 di settembre.

    Notizie societarie

    Sul fronte societario, TotalEnergies (EU:TTE) ha annunciato la firma di un accordo ventennale per la fornitura di energia con Google, controllata di Alphabet, impegnandosi a fornire 1 terawattora di elettricità rinnovabile per alimentare i data center del gruppo in Malesia.

    Rolls-Royce (LSE:RR.) ha dichiarato di voler avviare un programma di riacquisto di azioni proprie da 200 milioni di sterline a partire da gennaio, dopo aver completato a novembre 2025 un buyback da 1 miliardo di sterline.

    Petrolio in calo sulle speranze di pace in Ucraina

    I prezzi del petrolio sono scesi, sostenuti dalle crescenti aspettative di progressi nei negoziati di pace tra Russia e Ucraina, che potrebbero portare a un allentamento delle sanzioni.

    I futures sul Brent sono scesi dello 0,8% a 60,04 dollari al barile, mentre il WTI statunitense ha perso lo 0,9% a 58,18 dollari.

    Funzionari statunitensi hanno segnalato alcuni passi avanti nei colloqui, con Kiev disposta a rinunciare alle aspirazioni di adesione alla NATO, uno dei principali punti di frizione con la Russia, mentre Washington avrebbe offerto garanzie di sicurezza all’Ucraina. Restano però irrisolte le questioni legate alle concessioni territoriali.

    Un eventuale accordo di pace potrebbe portare alla rimozione delle sanzioni statunitensi sul petrolio russo, aggiungendo ulteriore offerta a un mercato già ben fornito.

  • Stellantis evita un richiamo dopo la chiusura dell’indagine delle autorità statunitensi

    Stellantis evita un richiamo dopo la chiusura dell’indagine delle autorità statunitensi

    Stellantis (BIT:STLA) non dovrà procedere a un richiamo dei veicoli dopo che le autorità statunitensi per la sicurezza stradale hanno chiuso un’indagine su possibili difetti delle boccole del cavo del cambio che interessavano quasi 300.000 unità.

    La National Highway Traffic Safety Administration (NHTSA) ha comunicato martedì di aver concluso l’inchiesta avviata a luglio, in seguito a segnalazioni dei consumatori relative a malfunzionamenti delle boccole del cavo del selettore del cambio su alcuni modelli del gruppo automobilistico controllato da Chrysler.

    Dopo aver esaminato complessivamente 298.439 veicoli, l’autorità ha stabilito che il problema non giustifica l’avvio di un richiamo obbligatorio, chiudendo così il procedimento senza ulteriori interventi.

  • UniCredit al centro dell’attenzione dopo gli upgrade degli analisti, resta lo scetticismo su Commerzbank

    UniCredit al centro dell’attenzione dopo gli upgrade degli analisti, resta lo scetticismo su Commerzbank

    UniCredit (BIT:UCG) è sotto i riflettori nelle prime fasi di contrattazione sul FTSE MIB, dopo una serie di aggiornamenti positivi da parte degli analisti.

    Gli esperti di KBW hanno migliorato il giudizio sulla banca milanese portandolo a outperform da market perform e hanno aumentato il prezzo obiettivo a 76,88 euro dai precedenti 73,79 euro. Il confronto è con un titolo che questa mattina tratta intorno ai 70 euro, in rialzo di circa l’1,5%.

    Anche Keefe, Bruyette & Woods (KBW) ha adottato la stessa linea, alzando la raccomandazione a outperform e incrementando il target price a 76,88 euro per azione da 73,79 euro. Nonostante questi upgrade, il consenso medio degli analisti continua a collocare il prezzo obiettivo di UniCredit in un intervallo compreso tra 72 e 73 euro.

    Sul fronte societario, UniCredit ha comunicato che tra l’8 e il 12 dicembre ha acquistato complessivamente 1.212.180 azioni proprie a un prezzo medio ponderato di 66,108 euro, nell’ambito della seconda tranche del programma di riacquisto residuale di azioni proprie 2024. Alla data del 12 dicembre, gli acquisti complessivi dall’avvio della seconda tranche ammontavano a 13.888.064 azioni, pari allo 0,89% del capitale sociale, per un controvalore totale di 885,8 milioni di euro, ossia il 49,92% dell’importo complessivo della tranche.

    A seguito di tali operazioni, UniCredit detiene ora complessivamente 41.393.229 azioni proprie, pari al 2,66% del capitale.

    Intanto, in Germania resta forte l’opposizione a un’eventuale operazione su Commerzbank. In un’intervista al quotidiano Die Welt, l’amministratrice delegata Bettina Orlopp ha nuovamente ridimensionato l’ipotesi di un’acquisizione da parte di UniCredit, affermando che l’ingresso della banca italiana nel capitale del quarto istituto tedesco — attualmente al 26%, con la possibilità di salire fino al 29,9% — “non equivale a un destino già scritto”.

    Orlopp ha aggiunto che le potenziali sinergie sarebbero in gran parte teoriche e compensate da forti sovrapposizioni operative e da “elevati rischi di esecuzione”. La manager ha inoltre respinto l’idea di uno scontro personale con l’amministratore delegato di UniCredit, Andrea Orcel, descrivendo UniCredit come “un investitore significativo e, in quanto tale, coinvolto in confronti periodici. Ma si tratta di normali incontri con gli azionisti, senza informazioni privilegiate o negoziazioni riservate”.

    Nel caso arrivasse un’offerta formale, ha precisato Orlopp, il consiglio di amministrazione la valuterebbe. Fino ad allora, ha concluso, “la palla è nel campo di UniCredit”.

  • Michelin avrebbe presentato un’offerta da 1,2 miliardi di euro per Alfa Gomma

    Michelin avrebbe presentato un’offerta da 1,2 miliardi di euro per Alfa Gomma

    Il produttore francese di pneumatici Michelin (EU: ML) avrebbe presentato un’offerta da 1,2 miliardi di euro per acquisire il gruppo industriale italiano Alfa Gomma, secondo quanto riportato dal quotidiano Corriere della Sera.

    Nel frattempo, i commissari nominati dal Tribunale di Milano avrebbero scelto Lazard come advisor finanziario per gestire il processo di vendita di Alfa Gomma, riferisce il giornale.

  • L’attività economica dell’Eurozona estende la fase di crescita, ma rallenta a dicembre

    L’attività economica dell’Eurozona estende la fase di crescita, ma rallenta a dicembre

    L’attività economica dell’Eurozona ha continuato a espandersi a dicembre, segnando un intero anno di crescita per la prima volta dalla pandemia di COVID-19, secondo i dati dell’HCOB Flash PMI pubblicati martedì. Tuttavia, lo slancio si è indebolito verso la fine dell’anno, indicando un contesto economico più fragile.

    L’indice HCOB Flash PMI Composite Output dell’Eurozona è sceso a 51,9 a dicembre, rispetto a 52,8 di novembre. Pur restando sopra la soglia di 50 che separa espansione e contrazione, il dato segnala un rallentamento dell’attività complessiva.

    Il settore dei servizi ha continuato a sostenere la crescita, con l’indice PMI sceso a 52,6 da 53,6, il livello più basso degli ultimi tre mesi ma ancora coerente con una solida espansione. Il comparto manifatturiero ha invece mostrato un peggioramento, con l’indice di produzione in calo a 49,7 da 50,4, interrompendo una sequenza di nove mesi di crescita e tornando in territorio di contrazione.

    A livello nazionale, la Germania ha registrato un rallentamento della crescita della produzione ai minimi degli ultimi quattro mesi, mentre la Francia è andata vicino alla stagnazione con un’espansione solo marginale. Le altre economie dell’Eurozona hanno continuato a crescere, seppur a un ritmo inferiore rispetto a novembre.

    Le condizioni della domanda si sono indebolite. I nuovi ordini sono aumentati per il quinto mese consecutivo, ma a un ritmo più moderato, mentre i nuovi ordini all’esportazione hanno registrato il calo più marcato da marzo. La flessione è stata guidata dal settore manifatturiero, anche se anche i servizi hanno risentito di una domanda estera più debole.

    L’occupazione nell’Eurozona è cresciuta per il terzo mese consecutivo, con un ritmo leggermente superiore rispetto a novembre. La Germania ha registrato una lieve riduzione dell’occupazione, mentre la Francia ha mostrato un aumento marginale e il resto dell’area una crescita moderata.

    Le pressioni inflazionistiche sono aumentate nel corso del mese. I costi degli input sono saliti al ritmo più rapido degli ultimi nove mesi, mentre l’inflazione dei prezzi di vendita è rimasta contenuta ma in leggero aumento rispetto a novembre. Nonostante l’accelerazione mensile, le medie annuali dei costi e dei prezzi di output sono state le più basse dal 2020.

    Il clima di fiducia delle imprese si è deteriorato, con l’ottimismo complessivo sceso ai minimi degli ultimi sette mesi. La fiducia dei fornitori di servizi è diminuita in modo significativo, soprattutto in Germania, dove ha toccato il livello più basso degli ultimi due anni e mezzo. Al contrario, l’ottimismo nel settore manifatturiero è migliorato, raggiungendo il livello più alto da febbraio 2022.

    “La crescita economica ha rallentato alla fine dell’anno a causa di una lieve contrazione del settore manifatturiero e di un indebolimento dello slancio nel settore dei servizi”, ha dichiarato Cyrus de la Rubia, Chief Economist di Hamburg Commercial Bank. “Nel complesso, la traiettoria verso il nuovo anno appare piuttosto instabile”.

    De la Rubia ha aggiunto che l’inflazione nel settore dei servizi ha raggiunto il livello più alto degli ultimi nove mesi, un elemento che probabilmente ha rafforzato la decisione della Banca Centrale Europea di mantenere invariati i tassi di interesse nella riunione del 18 dicembre.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, I future USA indicano un rimbalzo iniziale dopo il sell-off di venerdì

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, I future USA indicano un rimbalzo iniziale dopo il sell-off di venerdì

    I future legati ai principali indici azionari statunitensi segnalavano un’apertura in rialzo lunedì, suggerendo un possibile rimbalzo iniziale di Wall Street dopo le forti perdite registrate alla fine della scorsa settimana.

    Alcuni investitori sembrano pronti a tornare sul mercato dopo il calo di venerdì, innescato soprattutto da una marcata vendita di titoli tecnologici. Tuttavia, l’attività complessiva potrebbe rimanere contenuta, in attesa di una serie di dati macroeconomici statunitensi di rilievo previsti nei prossimi giorni.

    Tra i principali appuntamenti figurano il rapporto sull’occupazione di novembre e i dati sulle vendite al dettaglio di ottobre, entrambi in uscita martedì, seguiti giovedì dai dati sull’inflazione dei prezzi al consumo di novembre. Queste pubblicazioni potrebbero influenzare le aspettative sul percorso futuro dei tassi di interesse dopo la decisione di politica monetaria della Federal Reserve della scorsa settimana.

    Sebbene la Fed abbia tagliato i tassi di 25 punti base, come ampiamente previsto, le nuove proiezioni hanno evidenziato divergenze significative tra i responsabili politici sull’entità di ulteriori riduzioni.

    Dopo una seduta mista giovedì, i mercati azionari hanno subito un netto ribasso venerdì. Tutti i principali indici hanno chiuso in territorio negativo, con il Nasdaq, a forte componente tecnologica, che ha registrato le perdite più marcate.

    A fine seduta, il Nasdaq ha ceduto 398,69 punti, pari all’1,7%, scendendo a 23.195,17, mentre l’S&P 500 ha perso 73,59 punti, ovvero l’1,1%, a 6.827,41. Il Dow Jones Industrial Average ha mostrato una maggiore tenuta, arretrando di 245,96 punti, pari allo 0,5%, a 48.458,05, dopo aver toccato un nuovo massimo intraday nelle prime fasi della seduta.

    Il bilancio settimanale è stato contrastato: il Dow ha guadagnato l’1,1%, mentre l’S&P 500 ha perso lo 0,6% e il Nasdaq è sceso dell’1,6%.

    La debolezza di venerdì si è concentrata soprattutto sui titoli tecnologici, come dimostrato dal forte calo del Nasdaq. Broadcom (AVGO) è stata tra i principali responsabili della flessione, crollando di oltre l’11% nonostante risultati del quarto trimestre fiscale superiori alle attese e una guidance positiva per il trimestre in corso.

    Anche altri grandi nomi del settore tecnologico hanno registrato forti ribassi, tra cui Micron Technology (NASDAQ:MU), Oracle (NYSE:ORCL), Advanced Micro Devices (NASDAQ:AMD) e Nvidia (NASDAQ:NVDA), riflettendo una continua rotazione fuori dai titoli tech.

    Il sentiment potrebbe essere stato ulteriormente appesantito dalle dichiarazioni del presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, che ha spiegato la sua decisione di votare contro l’ultimo taglio dei tassi. In un intervento pubblicato sul sito della Fed di Chicago, Goolsbee ha affermato di essere preoccupato per “un’eccessiva anticipazione dei tagli dei tassi e per il fatto di dare per scontato che l’inflazione sia transitoria”.

    “Sebbene abbia votato a favore di una riduzione dei tassi nelle riunioni di settembre e ottobre, ritengo che avremmo dovuto attendere più dati, in particolare sull’inflazione, prima di ridurre ulteriormente i tassi”, ha dichiarato.

    I titoli del comparto hardware informatico sono stati tra i peggiori della seduta, trascinando l’indice NYSE Arca Computer Hardware a un crollo del 5,2%. Anche i titoli dei semiconduttori e delle reti hanno subito forti vendite, contribuendo al netto calo del Nasdaq.

    Al di fuori del settore tecnologico, si sono registrate debolezze anche nei servizi petroliferi, nelle società di intermediazione e nel comparto siderurgico, mentre il settore farmaceutico ha mostrato alcune sacche di relativa forza.

  • DAX, CAC, FTSE100, Le Borse europee in rialzo in vista di dati USA e decisioni delle banche centrali

    DAX, CAC, FTSE100, Le Borse europee in rialzo in vista di dati USA e decisioni delle banche centrali

    Le azioni europee hanno registrato perlopiù rialzi lunedì, mentre gli investitori si preparano a una settimana ricca di dati macroeconomici statunitensi e di decisioni di politica monetaria da parte delle principali banche centrali.

    I mercati hanno in gran parte ignorato i nuovi dati provenienti dalla Germania, che mostrano un’accelerazione dell’inflazione dei prezzi all’ingrosso a novembre al ritmo più elevato degli ultimi nove mesi. I prezzi all’ingrosso sono aumentati dell’1,5% su base annua, rispetto all’1,1% di ottobre, segnando il livello più alto da febbraio.

    In tarda mattinata, il DAX tedesco guadagnava circa lo 0,3%, mentre i rialzi erano più marcati altrove, con il FTSE 100 britannico e il CAC 40 francese entrambi in progresso di circa l’1,0%.

    Sul fronte societario, i titoli del gruppo di tecnologia sanitaria Royal Philips sono scesi dopo l’annuncio di un accordo per l’acquisizione di SpectraWAVE.

    Anche Sanofi (EU:SAN) è finita sotto pressione dopo che il gruppo farmaceutico francese ha comunicato che il suo trattamento sperimentale tolebrutinib non ha raggiunto l’obiettivo primario in uno studio clinico di fase 3. La società ha inoltre indicato che una decisione regolatoria negli Stati Uniti sul farmaco, destinato a una forma di sclerosi multipla, subirà probabilmente un ulteriore rinvio.

    In calo anche Hikma Pharmaceuticals (LSE:HIK), dopo che l’amministratore delegato Riad Mishlawi ha lasciato l’incarico di comune accordo.

    I titoli della difesa hanno mostrato debolezza dopo che il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha indicato la disponibilità a rinunciare alle aspirazioni dell’Ucraina di entrare nella NATO a seguito di colloqui con gli Stati Uniti.

    In controtendenza, Sika (TG:SIKA) ha registrato rialzi dopo che il gruppo chimico specializzato ha annunciato l’intenzione di acquisire Finja per un importo non divulgato.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, I future USA avanzano leggermente mentre i mercati guardano a dati chiave e decisioni sui tassi

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, I future USA avanzano leggermente mentre i mercati guardano a dati chiave e decisioni sui tassi

    I future legati ai principali indici azionari statunitensi hanno mostrato lievi rialzi, con gli investitori che si preparano a una settimana ricca di potenziali catalizzatori di mercato. In agenda figurano numerose decisioni sui tassi di interesse da parte delle banche centrali globali, oltre alla pubblicazione di dati macroeconomici statunitensi rinviati a causa di una prolungata chiusura del governo federale. Sul fronte internazionale, tornano le preoccupazioni sul settore immobiliare cinese dopo che China Vanke non è riuscita a ottenere il sostegno necessario dei creditori per rinviare il rimborso del debito. Sul piano societario, SpaceX starebbe muovendo i primi passi verso una possibile quotazione in Borsa, mentre i prezzi del petrolio registrano lievi rialzi.

    I future puntano al rialzo

    I future azionari statunitensi hanno segnato un moderato progresso lunedì, mentre i trader entrano in una delle ultime settimane complete di contrattazioni prima delle chiusure di fine anno.

    Alle 02:48 ET, i future sul Dow Jones salivano di 126 punti, pari allo 0,3%, quelli sull’S&P 500 avanzavano di 14 punti (+0,2%) e i future sul Nasdaq 100 guadagnavano 28 punti (+0,1%).

    Wall Street aveva chiuso la settimana precedente in calo, con l’S&P 500 arretrato rispetto al massimo storico di chiusura toccato giovedì. Il sentiment è stato appesantito da trimestrali deludenti di colossi esposti all’intelligenza artificiale come Oracle (NYSE:ORCL) e Broadcom (NASDAQ:AVGO), che hanno riacceso i dubbi sulla sostenibilità degli ingenti investimenti nel settore.

    Gli investitori restano inoltre concentrati sul quadro macroeconomico, alla ricerca di indicazioni sulla futura traiettoria della politica monetaria della Federal Reserve, dopo il taglio dei tassi di 25 punti base deciso la scorsa settimana.

    In arrivo dati USA rinviati

    Maggiore chiarezza potrebbe arrivare nei prossimi giorni con la pubblicazione di una serie di indicatori economici statunitensi rinviati durante la chiusura record del governo federale.

    Martedì è atteso il rapporto sull’occupazione di novembre, con gli economisti interpellati da Reuters che prevedono una crescita contenuta di 35.000 posti di lavoro. I dati sui nonfarm payrolls di ottobre, mai pubblicati a causa dello stop delle attività governative, saranno inclusi nel report di novembre.

    È inoltre prevista la diffusione del nuovo tasso di disoccupazione, dopo che la chiusura di 43 giorni aveva impedito la raccolta dei dati di ottobre.

    “Qualsiasi dato più debole delle attese potrebbe anticipare le aspettative su un prossimo taglio dei tassi da parte della Fed”»”, hanno scritto gli analisti di ING in una nota.

    I mercati guarderanno anche a un importante indicatore mensile dell’inflazione statunitense, ampiamente utilizzato per monitorare l’andamento dei prezzi al consumo.

    Per la Fed, la solidità del mercato del lavoro è diventata una priorità maggiore rispetto alle persistenti pressioni inflazionistiche. Sebbene diversi indicatori suggeriscano un raffreddamento dell’occupazione, l’assenza di dati ufficiali completi negli ultimi mesi ha costretto decisori politici e investitori a fare maggiore affidamento su fonti alternative.

    Crollano le azioni China Vanke

    I titoli China Vanke sono scesi lunedì dopo che il gruppo immobiliare non è riuscito a ottenere il consenso necessario dei bondholder per estendere una rilevante scadenza obbligazionaria, riaccendendo i timori di una nuova crisi del debito nel settore immobiliare cinese.

    Il titolo Vanke ha perso il 2,8% a Shenzhen, dopo che le comunicazioni ufficiali hanno mostrato che la maggioranza dei creditori ha respinto la proposta di rinviare di un anno il pagamento di un bond in scadenza lunedì.

    La società dispone ora di un periodo di grazia di cinque giorni lavorativi per rimborsare 2 miliardi di yuan (280 milioni di dollari), pena il rischio di default.

    Vanke aveva già comunicato a novembre l’intenzione di rinegoziare parte del proprio debito, una mossa che ha nuovamente sollevato dubbi sulla tenuta del mercato immobiliare cinese. Essendo sostenuta dallo Stato, un eventuale default di Vanke rappresenterebbe il caso più rilevante finora, superando potenzialmente quelli di Evergrande e Country Garden.

    Anche altri titoli immobiliari cinesi hanno chiuso in calo: New World Development Co Ltd ha perso il 3,0% a Hong Kong, mentre China CITIC Construction ha ceduto l’1,0%.

    SpaceX valuta i preparativi per una possibile IPO

    Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, i dirigenti di SpaceX hanno avviato i primi contatti con le banche di Wall Street per valutare un ruolo di consulenza in vista di una possibile quotazione in Borsa.

    Le banche d’investimento dovrebbero presentare le prime proposte nelle prossime settimane. Secondo indiscrezioni recenti, una IPO potrebbe valutare SpaceX oltre 1.000 miliardi di dollari.

    Il fondatore e CEO Elon Musk ha confermato la scorsa settimana che l’ipotesi di una IPO è allo studio e, secondo il WSJ, i dipendenti sarebbero già stati informati dei preparativi.

    SpaceX è un fornitore chiave di tecnologie spaziali per il governo degli Stati Uniti e ha recentemente registrato una forte crescita anche attraverso il business di internet satellitare Starlink.

    Il petrolio torna a salire

    I prezzi del petrolio hanno registrato un lieve rialzo, recuperando parzialmente dopo i forti cali della scorsa settimana. Gli operatori hanno valutato i rischi di possibili interruzioni dell’offerta globale legate all’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Venezuela, oltre alle speculazioni su un potenziale accordo di pace tra Russia e Ucraina.

    Il Brent guadagnava lo 0,2% a 61,24 dollari al barile, mentre il WTI avanzava dello 0,3% a 57,39 dollari.

    Entrambi i benchmark avevano perso oltre il 4% la scorsa settimana, soprattutto a causa dei timori che l’offerta globale di greggio stia crescendo più rapidamente della domanda.