Il settore delle costruzioni italiano ha concluso il 2025 su basi più deboli, con un’accelerazione del calo dell’attività a fronte di una domanda in indebolimento, secondo l’ultima indagine HCOB Italy Construction PMI pubblicata mercoledì.
L’indice principale HCOB Italy Construction PMI Total Activity Index è sceso a 47,9 a dicembre, rispetto a 48,2 di novembre, segnalando il protrarsi di una fase di contrazione. Il dato indica una riduzione moderata dell’attività e rappresenta uno dei cali più significativi registrati nel corso del 2025, secondo solo alla flessione osservata in agosto.
Tutti e tre i principali comparti del settore sono rimasti in territorio negativo per il secondo mese consecutivo. L’edilizia residenziale ha evidenziato il peggior andamento, mentre il comparto commerciale si è dimostrato relativamente più resiliente, registrando la flessione più contenuta.
Anche i nuovi ordini hanno continuato a diminuire, segnando il secondo calo consecutivo. Il ritmo della contrazione è stato il più rapido degli ultimi quattro mesi, con gli operatori che hanno indicato gare d’appalto non aggiudicate e una maggiore incertezza di mercato come i principali fattori di debolezza della domanda.
Il ridimensionamento dei portafogli ordini e il completamento di alcuni progetti hanno spinto le imprese a ridurre nuovamente gli acquisti nel mese di dicembre. La contrazione dell’attività di approvvigionamento è stata la più marcata da agosto, riflettendo l’esigenza di adeguare l’utilizzo degli input a volumi di lavoro più contenuti.
Nonostante il rallentamento generale, l’occupazione ha registrato un lieve aumento anche a dicembre, mantenendo un ritmo di crescita simile a quello osservato dalla fine dell’estate. Al contrario, il ricorso ai subappaltatori è diminuito al tasso più elevato degli ultimi quattro mesi, segnalando un approccio più prudente all’utilizzo di manodopera esterna.
Le pressioni sui costi si sono intensificate, con l’inflazione dei prezzi degli input salita al livello più alto da maggio 2025. Le imprese hanno segnalato aumenti dei costi per materie prime ed energia, pur restando l’inflazione complessiva al di sotto della media di lungo periodo.
Le performance dei fornitori sono peggiorate lievemente, con tempi di consegna più lunghi a causa di carenze di alcune materie prime e di vincoli di capacità presso i venditori.
Guardando al 2026, le imprese del settore costruzioni hanno mostrato un moderato miglioramento delle aspettative sull’attività futura, sostenute dalla previsione di nuove aperture di cantieri e da maggiori investimenti. Tuttavia, il livello di ottimismo rimane contenuto rispetto agli standard storici.
Commentando i dati, Nils Müller, Junior Economist di Hamburg Commercial Bank, ha osservato che il comparto residenziale è stato il più debole, “registrando la contrazione più marcata degli ultimi quasi 18 mesi”, mentre l’attività commerciale è diminuita per la sesta volta in sette mesi e l’ingegneria civile ha segnato il quarto calo consecutivo.









