Author: Fiona Craig

  • Petrolio volatile tra nuove forniture russe di diesel e attacchi in Arabia Saudita

    Petrolio volatile tra nuove forniture russe di diesel e attacchi in Arabia Saudita

    I prezzi del petrolio hanno registrato oscillazioni lunedì, mentre gli investitori valutavano la possibilità di un aumento delle forniture russe di diesel e le nuove preoccupazioni per i trasporti energetici dopo gli attacchi in Arabia Saudita e nello Stretto di Hormuz.

    I futures sul Brent hanno recuperato le perdite iniziali, salendo di 69 centesimi, pari allo 0,7%, a 105,41 dollari al barile alle 09:23 GMT. Il greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) è aumentato di 57 centesimi, ovvero dello 0,6%, a 92,42 dollari al barile.

    I movimenti delle quotazioni sono seguiti alle notizie di ulteriori attacchi contro infrastrutture energetiche e di trasporto in Medio Oriente, oltre alle dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump su un incremento delle esportazioni russe di diesel.

    Attacchi in Arabia Saudita e interruzioni nello Stretto di Hormuz

    Il movimento Houthi, sostenuto dall’Iran, ha rivendicato un attacco contro l’aeroporto internazionale di Riyadh avvenuto sabato, che avrebbe provocato 13 morti e oltre 300 feriti. Ulteriori attacchi sono stati segnalati domenica.

    Gli episodi hanno aumentato le preoccupazioni per la sicurezza regionale e per il trasporto delle forniture energetiche attraverso il Medio Oriente.

    Nel corso del mese sono stati inoltre segnalati nuovi attacchi contro navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz, con possibili conseguenze sulla ripresa delle esportazioni regionali di greggio osservata a settembre.

    Secondo lo United Kingdom Maritime Trade Operations (UKMTO), una petroliera è stata colpita da un drone nei pressi di Sohar, in Oman, mentre un’altra nave ha subito danni durante l’attraversamento dello Stretto di Hormuz.

    La rotta marittima rappresenta un importante collegamento per il trasporto internazionale di petrolio e il protrarsi degli incidenti di sicurezza potrebbe influenzare il traffico navale e i costi di trasporto.

    Goldman Sachs alza le previsioni sul Brent per dicembre

    Goldman Sachs ha aumentato la propria previsione sul prezzo del Brent per dicembre da 85 a 90 dollari al barile, indicando un premio per il rischio geopolitico stimato in poco più di 20 dollari al barile.

    La banca ha inoltre aggiornato le proprie aspettative sui prezzi del greggio statunitense.

    “Prevediamo che i prezzi del WTI, insolitamente bassi rispetto al Brent a causa degli elevati costi di trasporto tra Stati Uniti ed Europa, si attesteranno in media a 81 dollari a dicembre 2026 e a 73 dollari nel 2027”, hanno dichiarato gli analisti di Goldman Sachs.

    Secondo la banca, la differenza tra le quotazioni del Brent e del WTI riflette in parte gli elevati costi di trasporto del greggio statunitense verso i mercati europei.

    Separatamente, le società energetiche Shell, Chevron e BP stavano lavorando per riportare il personale sulle piattaforme offshore e ripristinare la produzione nel Golfo del Messico dopo che l’uragano Isaias aveva raggiunto la costa nelle prime ore di sabato.

    Esportazioni russe di diesel e prezzi del gasolio

    I futures europei sul gasolio hanno perso il 4,3%, scendendo a 1.419,50 dollari per tonnellata, dopo l’annuncio di Trump di venerdì secondo cui la Russia avrebbe fornito immediatamente oltre 300.000 tonnellate di diesel, equivalenti a circa 2,25 milioni di barili, agli Stati Uniti e ai mercati internazionali.

    Il presidente ha inoltre indicato che ulteriori spedizioni potrebbero seguire.

    Gli analisti hanno tuttavia espresso dubbi sull’entità del possibile aumento delle esportazioni russe, a causa dei danni subiti dalle infrastrutture di raffinazione del Paese.

    “L’impatto immediato dell’accordo è discutibile, poiché la capacità di raffinazione della Russia è stata fortemente ridotta”, ha dichiarato Tamas Varga, analista di PVM.

    “Tuttavia, Mosca ha revocato parzialmente il divieto sulle esportazioni di diesel, consentendo l’immissione sul mercato internazionale di 500.000 tonnellate (circa 3,7 milioni di barili), equivalenti approssimativamente a un giorno di consumo statunitense e a circa il 13% della domanda globale.”

    Le cifre citate da Varga indicano che la Russia ha autorizzato ulteriori esportazioni di diesel, anche se rimangono incerti i tempi e l’effettiva entità delle consegne.

    Proposta di cessate il fuoco energetico tra Russia e Ucraina

    Domenica Trump ha inoltre annunciato che Russia e Ucraina avrebbero raggiunto un accordo per un cessate il fuoco energetico.

    Il presidente ucraino Volodymyr Zelenskiy ha dichiarato di essere in attesa di ulteriori dettagli sull’intesa proposta, mentre la Russia non aveva commentato l’annuncio.

    L’assenza di conferme da parte di entrambi i governi ha lasciato aperti interrogativi sulla possibilità che il cessate il fuoco comporti un’effettiva sospensione degli attacchi contro le infrastrutture energetiche.

    Nel frattempo, il direttore esecutivo dell’Agenzia internazionale dell’energia, Fatih Birol, ha invitato i Paesi membri a valutare la necessità di ulteriori rilasci di diesel.

    Birol ha inoltre affermato che i Paesi che non hanno ancora consegnato integralmente i quantitativi promessi dovrebbero accelerare le operazioni, dando priorità alle forniture di diesel.

    I mercati del petrolio e dei prodotti raffinati si trovano quindi di fronte a sviluppi contrastanti, con il possibile aumento della disponibilità di diesel russo controbilanciato dalle preoccupazioni per la sicurezza delle rotte marittime mediorientali e dagli effetti dei recenti attacchi alle infrastrutture energetiche.

  • Petrolio in calo, mercati in attesa dell’inflazione USA e delle trimestrali bancarie tra tensioni geopolitiche: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street Futures

    Petrolio in calo, mercati in attesa dell’inflazione USA e delle trimestrali bancarie tra tensioni geopolitiche: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street Futures

    I prezzi del petrolio sono diminuiti lunedì dopo l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump relativo a una proposta di cessate il fuoco energetico tra Russia e Ucraina, sebbene nessuno dei due Paesi abbia confermato un accordo. Gli investitori guardano inoltre ai prossimi dati sull’inflazione statunitense, all’inizio della stagione delle trimestrali e alle persistenti tensioni in Medio Oriente.

    I futures sul Brent con consegna a dicembre hanno perso l’1,8%, scendendo a 102,84 dollari al barile e annullando parte del rialzo di quasi il 3% registrato nella settimana precedente.

    Trump ha annunciato quello che ha definito un immediato “cessate il fuoco energetico” tra Russia e Ucraina, prospettando una possibile riduzione delle interruzioni delle forniture russe di carburante. Tuttavia, le operazioni militari sono proseguite durante il fine settimana, con attacchi ucraini segnalati contro le infrastrutture energetiche russe e nuovi bombardamenti russi contro la rete elettrica ucraina.

    Il presidente statunitense ha inoltre chiesto all’Ucraina di interrompere gli attacchi alle raffinerie russe e proposto un aumento delle esportazioni di diesel dalla Russia verso gli Stati Uniti e i mercati internazionali.

    La fattibilità di ulteriori forniture russe rimane incerta, considerando i danni segnalati agli impianti di raffinazione nazionali e la necessità di garantire l’approvvigionamento interno.

    Una precedente iniziativa di cessate il fuoco annunciata da Washington a settembre non aveva portato a un accordo confermato tra Mosca e Kyiv.

    Attesa per i dati sull’inflazione statunitense

    Gli investitori si preparano alla pubblicazione, mercoledì, dell’indice dei prezzi al consumo (CPI) degli Stati Uniti, che potrebbe influenzare le aspettative sulla prossima decisione della Federal Reserve in materia di tassi di interesse.

    Le previsioni citate indicano che l’inflazione complessiva su base annua potrebbe accelerare al 3,7%, mentre l’inflazione di fondo, che esclude alimentari ed energia, dovrebbe rallentare al 2,5%.

    Le quotazioni di mercato indicano attualmente una probabilità di circa il 18% di un aumento dei tassi di interesse questo mese, riflettendo aspettative ridimensionate di ulteriori restrizioni monetarie.

    I dati saranno esaminati per verificare se l’aumento dei costi energetici stia influenzando anche i prezzi al consumo in altri settori.

    Un’inflazione superiore alle attese potrebbe modificare le aspettative sulle future decisioni della Federal Reserve, mentre una moderazione dell’inflazione di fondo fornirebbe ulteriori indicazioni sull’attenuazione delle pressioni sui prezzi.

    Al via la stagione delle trimestrali bancarie USA

    Le principali banche statunitensi inizieranno a pubblicare i risultati del terzo trimestre martedì, dando avvio a una stagione in cui circa il 70% delle società dell’S&P 500 dovrebbe presentare i propri conti durante ottobre.

    Gli analisti prevedono una crescita media degli utili per azione di circa il 30%, con le imprese che beneficiano degli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale responsabili di oltre la metà dell’incremento stimato.

    Gli investimenti in conto capitale dei principali operatori di cloud computing, comunemente definiti hyperscaler, dovrebbero aumentare del 116% rispetto all’anno precedente.

    Gli investitori valuteranno se questa spesa si stia traducendo in maggiori ricavi e profitti per i produttori di semiconduttori, i fornitori di infrastrutture cloud e altre aziende tecnologiche.

    I risultati trimestrali potrebbero inoltre riflettere gli effetti di circa 69 miliardi di dollari di rimborsi tariffari nel terzo trimestre, mentre gli analisti prevedono un contributo più contenuto dagli investimenti azionari delle società.

    Le indicazioni prospettiche delle imprese forniranno ulteriori informazioni sulle aspettative di crescita degli utili e sugli investimenti, in particolare tra le società esposte alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale.

    Negoziati tra Iran e Stati Uniti ancora senza soluzione

    Gli sviluppi geopolitici in Medio Oriente rimangono un altro elemento di attenzione per i mercati finanziari ed energetici.

    I negoziati tra Iran e Stati Uniti sulla riapertura dello Stretto di Hormuz si sono bloccati dopo che Teheran ha giudicato insufficiente la risposta di Washington alle proprie proposte.

    Mohsen Rezaei, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, ha dichiarato che l’Iran ha sospeso ulteriori risposte attraverso i mediatori qatarioti, in attesa di chiarimenti sugli elementi ancora irrisolti della proposta iraniana articolata in sette condizioni.

    L’Iran ha indicato che il normale traffico marittimo potrebbe riprendere entro sette giorni qualora le sue condizioni venissero soddisfatte. Teheran ha tuttavia affermato che lo stretto rimarrà chiuso al traffico statunitense finché persisteranno le divergenze.

    La controversia diplomatica si inserisce in un contesto segnato dalle notizie di un attacco all’aeroporto internazionale King Khalid di Riyadh, che avrebbe provocato 12 morti e 309 feriti.

    I dati sulle vittime riportati non sono stati verificati in modo indipendente nelle informazioni fornite.

    Secondo le notizie riportate, Trump starebbe inoltre valutando nuove operazioni militari contro l’Iran, aumentando l’incertezza sulle prospettive dei negoziati.

    Prima del conflitto, attraverso lo Stretto di Hormuz transitava circa un quinto dei flussi mondiali di petrolio e gas naturale liquefatto. Il prolungamento delle restrizioni alla navigazione potrebbe influenzare le forniture e i prezzi internazionali dell’energia.

    La proposta sulle esportazioni russe di diesel incontra ostacoli operativi

    La proposta di Trump di aumentare le esportazioni russe di diesel rappresenta un ulteriore elemento da considerare per il mercato dei carburanti.

    Tuttavia, i ripetuti attacchi ucraini alle raffinerie russe avrebbero ridotto la capacità di lavorazione, sollevando interrogativi sui quantitativi aggiuntivi di diesel disponibili per l’esportazione.

    Gli attacchi ucraini avrebbero inoltre interessato infrastrutture tecnologiche russe, compresi centri dati gestiti da Yandex, provocando interruzioni di alcuni servizi online.

    La capacità della Russia di incrementare le esportazioni di carburante dipenderà dall’operatività delle raffinerie, dalla domanda interna e dall’evoluzione del conflitto.

    Per i mercati finanziari, la combinazione di accordi di cessate il fuoco non confermati, negoziati irrisolti sullo Stretto di Hormuz, dati sull’inflazione statunitense e pubblicazioni dei risultati societari mantiene diversi sviluppi al centro dell’attenzione durante la settimana.

  • Borse europee in rialzo mentre il petrolio scende dopo la proposta di tregua tra Russia e Ucraina di Trump: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee in rialzo mentre il petrolio scende dopo la proposta di tregua tra Russia e Ucraina di Trump: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee hanno registrato rialzi lunedì, mentre i prezzi del petrolio sono diminuiti dopo la proposta di cessate il fuoco relativa alle infrastrutture energetiche di Russia e Ucraina annunciata dal presidente statunitense Donald Trump. Gli investitori guardano inoltre all’avvio della stagione delle trimestrali e ai prossimi dati sull’inflazione negli Stati Uniti.

    L’indice paneuropeo Stoxx Europe 600 ha guadagnato lo 0,5% nelle prime contrattazioni, mostrando una maggiore stabilità dopo le oscillazioni registrate durante la settimana precedente.

    Il DAX tedesco e il CAC 40 francese sono entrambi saliti dello 0,5%, mentre il FTSE 100 di Londra ha registrato un progresso dello 0,6%. L’IBEX 35 spagnolo ha segnato la performance migliore tra i principali indici europei, avanzando dell’1,4%.

    Le quotazioni petrolifere sono diminuite dopo che Trump ha annunciato nel fine settimana quello che ha definito un immediato “cessate il fuoco energetico” tra Russia e Ucraina. Tuttavia, l’annuncio non è stato accompagnato da conferme di un’effettiva interruzione degli attacchi contro le infrastrutture energetiche.

    I futures sul Brent con consegna a dicembre hanno perso l’1,8%, scendendo a 102,84 dollari al barile e annullando parte del rialzo di circa il 3% registrato nella settimana precedente a causa delle tensioni geopolitiche.

    La proposta di Trump comprende anche un aumento delle esportazioni russe di diesel verso gli Stati Uniti e i mercati internazionali. Rimangono tuttavia interrogativi sulla capacità della Russia di incrementare le forniture, considerando gli effetti degli attacchi con droni ucraini sulle sue infrastrutture di raffinazione.

    I ripetuti attacchi contro le raffinerie russe hanno inciso sulla capacità di lavorazione interna, aumentando l’incertezza sulla disponibilità di ulteriori quantitativi di diesel da esportare, pur continuando a soddisfare la domanda nazionale.

    Le operazioni militari sono proseguite durante il fine settimana nonostante l’annuncio della tregua.

    La Russia ha effettuato nuovi attacchi contro le infrastrutture elettriche ucraine, mentre attacchi ucraini avrebbero colpito strutture situate più in profondità nel territorio russo, compresi centri dati gestiti dalla società tecnologica Yandex.

    Secondo le informazioni riportate, gli attacchi hanno provocato interruzioni di alcuni servizi internet e bancari a livello regionale.

    Gli operatori di mercato hanno mantenuto un atteggiamento prudente anche alla luce di una precedente iniziativa di cessate il fuoco annunciata da Washington a settembre, che non aveva portato a una sospensione confermata degli attacchi.

    Oltre agli sviluppi geopolitici, gli investitori si preparano all’inizio della stagione di pubblicazione dei risultati societari del terzo trimestre.

    Le principali banche statunitensi presenteranno i propri conti trimestrali martedì, fornendo le prime indicazioni sull’andamento delle attività e sulle condizioni finanziarie.

    Gli investitori europei esamineranno inoltre le previsioni delle società per valutare come le imprese stiano gestendo i costi di finanziamento e le variazioni dei prezzi dei fattori produttivi.

    L’attenzione si sposterà successivamente sui dati relativi all’indice dei prezzi al consumo (CPI) degli Stati Uniti, in programma mercoledì.

    I dati sull’inflazione forniranno ulteriori informazioni sull’andamento delle pressioni sui prezzi nell’economia statunitense in vista della prossima riunione di politica monetaria della Federal Reserve.

    Gli investitori analizzeranno il rapporto per valutare se la banca centrale potrebbe mantenere un orientamento monetario restrittivo oppure lasciare invariati i tassi di interesse.

    Gli sviluppi del mercato energetico, la pubblicazione dei risultati societari e i dati sull’inflazione statunitense resteranno tra i principali elementi osservati dai mercati nel corso della settimana.

  • Stellantis e Renault in rialzo dopo l’intesa tra UE e Cina sulle esportazioni di auto ibride

    Stellantis e Renault in rialzo dopo l’intesa tra UE e Cina sulle esportazioni di auto ibride

    Le azioni dei produttori automobilistici europei hanno registrato rialzi lunedì dopo che l’Unione europea e la Cina hanno raggiunto un’intesa preliminare finalizzata a ridurre le esportazioni cinesi di veicoli ibridi e ibridi plug-in verso il mercato europeo.

    Il commissario europeo al Commercio, Maros Sefcovic, ha annunciato il risultato al termine di due giorni di negoziati a Pechino, indicando che l’accordo potrebbe ridurre di oltre la metà le esportazioni cinesi di automobili ibride verso l’UE.

    Secondo Sefcovic, l’intesa potrebbe comportare una diminuzione di diversi milioni di veicoli importati nell’Unione europea nell’arco di quattro anni. Il commissario non ha tuttavia fornito dettagli sulle modalità di attuazione delle restrizioni proposte.

    I titoli automobilistici europei hanno registrato progressi dopo l’annuncio. Stellantis (BIT:STLAM) e Renault (EU:RNO) hanno guadagnato entrambe oltre il 2%, mentre Volkswagen (TG:VOW3) e Porsche (TG:PAH3) sono salite di più dell’1%.

    L’intesa arriva in un contesto di pressioni sul settore automobilistico europeo, legate ai dazi statunitensi e alla crescente concorrenza dei produttori cinesi, fattori che hanno pesato sul comparto negli ultimi due anni.

    Sefcovic ha descritto l’accordo come una misura iniziale per affrontare gli squilibri commerciali tra UE e Cina.

    “Siamo ancora lontani dalla conclusione. Si tratta di un primo passo fondamentale, ma soltanto di un primo passo, nel processo di riequilibrio”, ha dichiarato.

    Il deficit commerciale dell’Unione europea nei confronti della Cina ha superato un miliardo di euro al giorno, secondo i dati citati durante le discussioni.

    I leader dell’Unione europea esamineranno i risultati dei negoziati durante un vertice previsto a Bruxelles giovedì prossimo.

    I colloqui hanno inoltre portato ad accordi riguardanti i dazi sulle esportazioni europee e le procedure cinesi per il rilascio delle licenze di esportazione.

    La Cina ha accettato di ridurre i dazi all’importazione su circa 4 miliardi di euro di esportazioni dell’UE, tra cui componenti automobilistici, olio d’oliva e calzature.

    Le due parti hanno inoltre raggiunto un’intesa per agevolare il rilascio delle licenze cinesi di esportazione relative alle terre rare e ai magneti permanenti, materiali utilizzati in diversi settori industriali europei.

    Bernd Lange, presidente della commissione per il Commercio internazionale del Parlamento europeo, ha affermato che l’approccio adottato per le importazioni di veicoli ibridi dovrebbe essere esteso ad altri comparti. Ha inoltre sollecitato un utilizzo più efficace degli strumenti di difesa commerciale già disponibili nell’UE.

    Il ministro del Commercio cinese, Wang Wentao, ha respinto l’ipotesi che la Cina sia responsabile delle difficoltà economiche dell’Unione europea.

    Secondo il ministero del Commercio di Pechino, Wang ha dichiarato che la Cina “non è la causa principale” dei problemi dell’UE, ma un partner nella loro soluzione.

    I negoziati si svolgono mentre i governi europei esprimono preoccupazione per l’aumento delle importazioni di veicoli cinesi e per le riduzioni occupazionali nell’industria automobilistica europea.

    Volkswagen ha annunciato tagli occupazionali che interessano circa 100.000 posti di lavoro, secondo i dati riportati.

    Le importazioni di veicoli ibridi plug-in nell’UE sono aumentate dell’86% nell’anno conclusosi a settembre, mentre i relativi prezzi sono diminuiti del 20%. Attualmente, oltre la metà di questi veicoli importati proviene dalla Cina.

    Sebbene l’intesa preliminare indichi possibili cambiamenti nei flussi commerciali, non sono ancora stati precisati i tempi, i meccanismi di attuazione e la portata definitiva delle restrizioni proposte.

  • MPS, consiglio straordinario sulle operazioni di acquisizione in vista del voto degli azionisti del 29 ottobre

    MPS, consiglio straordinario sulle operazioni di acquisizione in vista del voto degli azionisti del 29 ottobre

    Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS) ha convocato per lunedì alle ore 18:00 una riunione straordinaria del consiglio di amministrazione per esaminare la propria strategia di fusioni e acquisizioni, dopo il rilancio dell’offerta di Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) e l’opposizione manifestata da diversi azionisti di riferimento al piano presentato dall’amministratore delegato Luigi Lovaglio.

    La riunione precede l’assemblea straordinaria degli azionisti prevista per il 29 ottobre, durante la quale saranno sottoposte al voto le proposte relative a Banco BPM (BIT:BAMI) e Banca Generali (BIT:BGN).

    Ad agosto, Lovaglio aveva presentato una strategia basata su due offerte di acquisizione separate, una per Banco BPM e l’altra per Banca Generali, con l’obiettivo dichiarato di contrastare l’acquisizione di MPS da parte di Intesa Sanpaolo.

    Il piano comprende inoltre la distribuzione di un dividendo straordinario da 4 miliardi di euro, da corrispondere in parte in contanti e in parte attraverso azioni Generali.

    Per ottenere l’approvazione delle operazioni proposte è necessario il voto favorevole di almeno due terzi dei voti espressi durante l’assemblea degli azionisti.

    Intesa Sanpaolo ha aumentato di 0,25 euro per azione la propria offerta, subordinando il miglioramento economico al rigetto integrale, da parte degli azionisti di MPS, della strategia alternativa elaborata da Lovaglio.

    Diversi investitori di riferimento della banca senese hanno già comunicato la propria contrarietà alle proposte dell’amministratore delegato.

    Delfin, primo azionista di MPS con una partecipazione del 17,5%, e il gruppo Caltagirone, titolare del 13,5% del capitale, hanno manifestato l’intenzione di votare contro il piano.

    Anche la famiglia Benetton, che detiene l’1,45%, e Praude Asset Management, con una quota dello 0,72%, hanno espresso una posizione contraria.

    Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Enasarco, l’ente previdenziale degli agenti e rappresentanti di commercio, avrebbe espresso il proprio sostegno all’offerta di Intesa Sanpaolo.

    Lo stesso quotidiano ha indicato che anche Giorgio Girondi potrebbe assumere una posizione analoga, senza tuttavia riportare una decisione definitiva.

    In vista dell’assemblea di ottobre, gli azionisti attendono inoltre le raccomandazioni dei consulenti di voto Institutional Shareholder Services (ISS) e Glass Lewis.

    Un ulteriore elemento riguarda la posizione di Crédit Agricole nell’operazione proposta su Banco BPM. Il gruppo bancario francese, che possiede circa il 30% di Banco BPM, ha dichiarato la propria contrarietà all’offerta avanzata da MPS.

    Secondo l’agenzia di informazione finanziaria Radiocor, Lovaglio potrebbe valutare due possibili alternative alla luce dell’opposizione degli azionisti.

    La prima consisterebbe nel ritirare le proposte di acquisizione prima dell’assemblea. La seconda prevederebbe la ricerca di ulteriore tempo per ottenere il sostegno necessario alla strategia.

    Nessuna delle due ipotesi risulta tuttavia confermata come decisione della banca o del suo amministratore delegato.

    Negli ultimi giorni sono inoltre circolate indiscrezioni su altre possibili soluzioni, tra cui l’ingresso di un ulteriore investitore o la distribuzione di dividendi di importo significativo. Anche queste alternative rimangono, al momento, ipotesi non confermate.

    Il consiglio di amministrazione straordinario è chiamato a esaminare la posizione della banca in vista del voto del 29 ottobre, mentre l’eventuale realizzazione delle operazioni proposte resta subordinata alle necessarie approvazioni degli azionisti.

  • FTSE MIB supera i 50.000 punti con rialzi per banche, Stellantis e Inwit

    FTSE MIB supera i 50.000 punti con rialzi per banche, Stellantis e Inwit

    La Borsa di Milano ha aperto in rialzo la seduta di lunedì, con l’indice FTSE MIB che ha superato la soglia dei 50.000 punti, sostenuto dagli acquisti sui titoli bancari e dal progresso di Stellantis nelle prime fasi delle contrattazioni.

    Il principale indice di Piazza Affari ha registrato un incremento dello 0,64% in apertura, raggiungendo quota 50.063 punti, per poi accelerare fino a un rialzo dello 0,9% a 50.193 punti. Venerdì l’indice aveva terminato la seduta a 49.746 punti.

    L’andamento positivo si è verificato mentre gli investitori seguivano la diminuzione delle quotazioni del Brent, dopo l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump relativo a una tregua energetica tra Russia e Ucraina.

    Alle 9:17, secondo i dati riportati dall’ANSA, la maggior parte dei titoli del FTSE MIB risultava in territorio positivo, con il comparto bancario tra i principali contributori al rialzo dell’indice.

    Inwit (BIT:INW) ha registrato il maggiore incremento tra i titoli del listino principale, avanzando del 2,56%. Secondo quanto riferito da Teleborsa, i principali azionisti della società di infrastrutture per le telecomunicazioni, Ardian e Oak Holdings, starebbero lavorando a una possibile offerta finalizzata al delisting.

    Ardian detiene una partecipazione di circa il 32% in Inwit, mentre Oak Holdings controlla approssimativamente il 39% del capitale. L’eventuale operazione risulta ancora in fase di valutazione e non è stata confermata alcuna offerta formale.

    Stellantis (BIT:STLAM) ha guadagnato il 2,2% in concomitanza con l’avvio del Salone dell’Auto di Parigi, mentre diversi istituti di credito italiani hanno registrato aumenti delle quotazioni.

    Banca Mediolanum (BIT:BMED) è salita dell’1,6%, seguita da Intesa Sanpaolo (BIT:ISP), in progresso dell’1,55%. Banco BPM (BIT:BAMI) ha registrato un incremento dell’1,5%, mentre Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS) ha guadagnato l’1,29%.

    Il rialzo delle azioni MPS è arrivato in vista di una riunione straordinaria del consiglio di amministrazione prevista a Siena.

    Tra i titoli in calo, Technoprobe (BIT:TPRO) ha ceduto l’1,35%, registrando la maggiore flessione percentuale tra le società evidenziate nelle prime contrattazioni.

    Il gruppo assicurativo Unipol (BIT:UNI) ha perso lo 0,73% nella prima giornata del suo aumento di capitale, mentre Lottomatica (BIT:LTMC) ha registrato una diminuzione dello 0,45%.

    Variazioni più contenute per altre società a elevata capitalizzazione. Eni (BIT:ENI) ha ceduto lo 0,02%, mentre STMicroelectronics (BIT:STMMI) ha perso lo 0,05%.

    Iveco (BIT:IVG) ha registrato una flessione dello 0,28%, dopo il rilancio dell’offerta pubblica di acquisto da parte di Tata Motors a 14,40 euro per azione.

    Nelle prime fasi della seduta, il FTSE MIB ha quindi registrato rialzi per la maggior parte dei suoi componenti, con banche, Stellantis e Inwit tra i titoli che hanno contribuito al superamento della soglia dei 50.000 punti.

  • Inwit guadagna il 3% in Borsa dopo indiscrezioni su trattative per finanziare una possibile OPA

    Inwit guadagna il 3% in Borsa dopo indiscrezioni su trattative per finanziare una possibile OPA

    Le azioni di Inwit (BIT:INW) hanno registrato un rialzo del 3% nella seduta di lunedì, dopo che Reuters ha riferito di discussioni tra i principali azionisti della società italiana di infrastrutture per le telecomunicazioni e alcuni istituti bancari per finanziare una possibile operazione finalizzata al delisting.

    Secondo quanto riportato da Reuters, la società francese di private equity Ardian, titolare di una partecipazione del 32% in Inwit, e Oak Holdings 1, che controlla circa il 39% del capitale, starebbero valutando un’offerta per acquisire le azioni ancora detenute dagli azionisti di minoranza.

    L’agenzia di stampa ha citato due fonti vicine al dossier, secondo le quali gli azionisti sarebbero impegnati in colloqui con alcune banche per definire le modalità di finanziamento di un’eventuale operazione.

    Oak Holdings 1 è sostenuta da investitori tra cui Global Infrastructure Partners (GIP), Vodafone e KKR. GIP fa parte del gruppo statunitense di gestione degli investimenti BlackRock.

    Una delle fonti ha inoltre indicato che Mubadala, società di investimento con sede ad Abu Dhabi, dovrebbe acquisire una partecipazione in Inwit nell’ambito della possibile operazione.

    Le discussioni sarebbero tuttavia ancora in corso e, al momento, non è stato annunciato alcun accordo definitivo né presentata un’offerta formale di acquisizione.

    Ardian, GIP, Vodafone, KKR e Mubadala hanno preferito non commentare le indiscrezioni riportate.

    Inwit, il principale operatore italiano di infrastrutture per le reti mobili, è quotata alla Borsa di Milano dal 2015.

    La società era già stata al centro di indiscrezioni relative a una possibile acquisizione lo scorso febbraio, quando un articolo della stampa francese aveva indicato un potenziale interesse da parte di Ardian e del gruppo di investimento Brookfield per un’operazione di delisting.

    Le nuove indiscrezioni emergono mentre Inwit è coinvolta in controversie contrattuali con i suoi due principali clienti, Telecom Italia (TIM) e Fastweb, controllata dal gruppo svizzero Swisscom.

    Entrambi gli operatori di telecomunicazioni hanno avviato procedure per la cessazione degli accordi esistenti con Inwit, nell’ambito dei rispettivi tentativi di rinegoziare condizioni contrattuali più favorevoli.

    Nel frattempo, la capitalizzazione di mercato della società ha registrato una diminuzione nell’arco degli ultimi dodici mesi.

    Secondo i dati di LSEG, il valore di mercato di Inwit è sceso di circa il 27% nell’ultimo anno, attestandosi a 7,1 miliardi di dollari, equivalenti a circa 6,3 miliardi di euro, alla chiusura della seduta di venerdì.

    Le discussioni sul finanziamento della possibile acquisizione rimangono in una fase preliminare e non vi sono conferme che gli azionisti procederanno con un’offerta formale per rilevare le partecipazioni di minoranza.

  • Medco Energi raggiunge un accordo per acquisire il 10% di quattro blocchi petroliferi e di gas di Eni in Indonesia

    Medco Energi raggiunge un accordo per acquisire il 10% di quattro blocchi petroliferi e di gas di Eni in Indonesia

    PT Medco Energi Internasional (USOTC:PTGIF) ha raggiunto un accordo con Eni (BIT:ENI) per acquisire una partecipazione del 10% in quattro blocchi petroliferi e di gas situati nel bacino di Kutai, nella provincia del Kalimantan Orientale, in Indonesia.

    L’accordo riguarda i blocchi Muara Bakau, Ganal, West Ganal ed East Ganal, secondo quanto comunicato lunedì dalla società energetica indonesiana.

    I quattro blocchi sono gestiti da Searah, una joint venture tra il gruppo energetico italiano Eni e la società malese Petronas.

    L’operazione proposta comprende partecipazioni in asset già in produzione, progetti in fase di sviluppo e aree destinate all’esplorazione di idrocarburi nel bacino di Kutai.

    Tra gli asset interessati dall’accordo figura il giacimento di gas Geliga, le cui risorse sono stimate in circa 5.000 miliardi di piedi cubi di gas naturale e 300 milioni di barili di condensato.

    L’acquisizione consentirebbe a Medco Energi di ampliare la propria presenza nelle attività petrolifere e del gas nel Kalimantan Orientale attraverso partecipazioni di minoranza nei quattro blocchi.

    L’annuncio segue un accordo separato sottoscritto in ottobre tra Eni e Pertamina Hulu Energi, la controllata dedicata alle attività upstream della compagnia energetica statale indonesiana Pertamina.

    In base a tale intesa, Pertamina Hulu Energi ha concordato l’acquisizione di partecipazioni in tre blocchi petroliferi e di gas situati nel Kalimantan Orientale.

    Nel comunicato fornito non sono stati resi noti i termini finanziari dell’operazione proposta da Medco Energi né una data prevista per il completamento dell’acquisizione.

  • Futures di Wall Street in rialzo, i titoli tecnologici tentano il recupero in attesa dei dati sull’inflazione: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    Futures di Wall Street in rialzo, i titoli tecnologici tentano il recupero in attesa dei dati sull’inflazione: Dow Jones, S&P, Nasdaq

    I futures sugli indici azionari statunitensi indicavano un’apertura positiva venerdì, suggerendo che Wall Street potrebbe recuperare parte delle perdite registrate nella seduta precedente, mentre i titoli tecnologici mostravano segnali di stabilizzazione e i prezzi del petrolio arretravano.

    I futures sul Nasdaq 100 hanno guadagnato lo 0,7%, segnalando un rinnovato interesse degli investitori per il settore tecnologico dopo le vendite di giovedì, alimentate in parte dalle preoccupazioni per i ricavi riportati da OpenAI.

    Sebbene l’ottimismo legato all’intelligenza artificiale continui a sostenere alcuni segmenti del settore tecnologico, gli investitori rimangono prudenti riguardo alle valutazioni e alle aspettative finanziarie alla base del boom degli investimenti nell’IA.

    Anche il calo dei prezzi del petrolio ha contribuito a migliorare il sentiment del mercato, sebbene l’aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi abbia limitato l’entusiasmo per una ripresa più ampia.

    Gli operatori si stavano inoltre preparando alla pubblicazione di importanti dati sull’inflazione negli Stati Uniti e all’inizio della stagione delle trimestrali societarie, previsti per la prossima settimana.

    Inflazione e trimestrali bancarie potrebbero determinare la direzione dei mercati

    Il Dipartimento del Lavoro statunitense pubblicherà la prossima settimana i dati sui prezzi al consumo e alla produzione, fornendo nuove indicazioni sulle pressioni inflazionistiche nell’economia.

    I rapporti saranno monitorati attentamente per capire se l’inflazione stia rallentando abbastanza da attenuare i timori di ulteriori aumenti dei tassi di interesse.

    Nel frattempo, la stagione delle trimestrali prenderà il via con i risultati di importanti istituzioni finanziarie statunitensi, tra cui Citigroup (NYSE:C), JPMorgan Chase (NYSE:JPM), Wells Fargo (NYSE:WFC) e Bank of America (NYSE:BAC).

    Gli investitori analizzeranno la redditività delle banche, l’attività creditizia e le indicazioni fornite dal management per valutare le condizioni generali dell’economia.

    Daniela Hathorn, senior market analyst di Capital.com, ha sottolineato l’importanza della combinazione tra risultati aziendali e andamento dell’inflazione per i mercati azionari.

    “Utili solidi, accompagnati da un’inflazione in rallentamento, offrirebbero il contesto più favorevole per i mercati azionari”, ha dichiarato Hathorn.

    L’analista ha inoltre avvertito che i mercati potrebbero subire nuove pressioni qualora l’inflazione rimanesse elevata e le aspettative sugli utili aziendali peggiorassero.

    “Al contrario, pressioni persistenti sui prezzi, unite a indicazioni deludenti da parte delle aziende, potrebbero mettere in evidenza la vulnerabilità di un mercato sempre più dipendente da un gruppo relativamente ristretto di società tecnologiche per sostenere il proprio rialzo.”

    Le sue osservazioni hanno evidenziato la concentrazione dei recenti guadagni di mercato tra le principali aziende tecnologiche e i potenziali rischi qualora i risultati finanziari non riuscissero a giustificare le aspettative degli investitori.

    Nasdaq in calo dell’1,3%, il settore tecnologico guida le perdite di giovedì

    Le Borse statunitensi hanno chiuso prevalentemente in ribasso giovedì, ampliando le modeste perdite registrate nella seduta precedente.

    Il Nasdaq Composite, fortemente orientato al settore tecnologico, ha perso 345,35 punti, pari all’1,3%, chiudendo a 27.193,34 punti e allontanandosi ulteriormente dal massimo storico di chiusura raggiunto martedì.

    L’S&P 500 è sceso di 36,41 punti, ovvero dello 0,5%, a 7.765,36 punti.

    Il Dow Jones Industrial Average si è mosso in controtendenza rispetto al mercato generale, guadagnando 51,77 punti, pari allo 0,1%, e terminando la seduta a 51.231,64 punti.

    Sebbene il Nasdaq abbia recuperato rispetto ai minimi intraday, le vendite sono rimaste concentrate nei settori legati alla tecnologia.

    La flessione ha riflesso una combinazione di preoccupazioni per le tensioni geopolitiche, l’aumento dei prezzi dell’energia e l’incertezza sulle prospettive finanziarie delle aziende operanti nell’intelligenza artificiale.

    Petrolio in forte rialzo per le nuove tensioni in Medio Oriente

    La debolezza iniziale dei mercati giovedì è stata provocata da un forte aumento dei prezzi del greggio, in un contesto di timori per una possibile escalation del conflitto con l’Iran.

    I futures sul petrolio statunitense sono saliti dopo che NBC News ha riferito che il presidente Donald Trump e i suoi consiglieri per la sicurezza nazionale avevano discusso la possibilità di riprendere operazioni militari su larga scala contro l’Iran nelle prossime settimane.

    Citando un funzionario statunitense e un’altra persona a conoscenza delle discussioni, il rapporto indicava che tra le opzioni considerate figuravano attacchi militari prima delle elezioni di metà mandato del mese prossimo.

    Successivamente, i prezzi del petrolio hanno ridotto i guadagni dopo che Trump ha escluso un attacco degli Stati Uniti contro l’Iran prima delle elezioni.

    Le dichiarazioni hanno favorito un breve tentativo di recupero delle azioni statunitensi, attenuando i timori di un’immediata escalation militare.

    Tuttavia, durante la seduta i prezzi del greggio sono rimasti sensibilmente più elevati a causa dei continui attacchi alle petroliere in Medio Oriente e dei timori di interruzioni della produzione energetica nel Golfo del Messico legate agli uragani.

    La volatilità ha evidenziato la sensibilità dei mercati finanziari agli sviluppi geopolitici e alle possibili interruzioni delle forniture petrolifere globali.

    Prezzi energetici più elevati possono aumentare le pressioni inflazionistiche e i costi operativi, creando ulteriori difficoltà per aziende e consumatori.

    Il rapporto sui ricavi di OpenAI pesa sul settore tecnologico

    Le pressioni di vendita si sono intensificate nella parte finale della seduta di giovedì dopo un articolo del Financial Times riguardante i ricavi annualizzati di OpenAI.

    Secondo il quotidiano, che ha citato documenti finanziari condivisi con gli investitori, i ricavi annualizzati di OpenAI sarebbero stati inferiori di circa 20 miliardi di dollari rispetto al livello precedentemente indicato dalla società.

    Il rapporto ha sollevato interrogativi sulle aspettative di ricavo nel settore dell’intelligenza artificiale, contribuendo a un calo più ampio dei titoli tecnologici.

    Le preoccupazioni degli investitori sono state particolarmente evidenti tra le società di semiconduttori, che hanno beneficiato delle aspettative di investimenti sostenuti nelle infrastrutture per l’IA.

    Il Philadelphia Semiconductor Index è crollato del 3,4% durante la seduta, riflettendo una marcata debolezza nel settore dei chip.

    Anche i titoli dell’hardware informatico hanno registrato forti ribassi, con il NYSE Arca Computer Hardware Index in calo del 2,5%.

    Le società attive nelle reti informatiche e nel settore biotecnologico hanno subito perdite significative, accentuando il clima negativo tra i comparti orientati alla crescita.

    Al contrario, i produttori di petrolio hanno guadagnato terreno, poiché l’aumento dei prezzi del greggio ha migliorato le prospettive a breve termine dei ricavi energetici.

    Il recupero tecnologico alla prova dei rendimenti obbligazionari e dei dati economici

    Il rafforzamento dei futures di venerdì ha suggerito che gli investitori stessero cercando opportunità per recuperare parte delle perdite della seduta precedente, soprattutto tra le aziende tecnologiche.

    Il calo dei prezzi del petrolio ha offerto ulteriore sostegno, riducendo le preoccupazioni immediate per l’inflazione legata all’energia.

    Tuttavia, il rialzo dei rendimenti dei Treasury statunitensi rimane un potenziale ostacolo per i mercati azionari, in particolare per i titoli growth, le cui valutazioni sono sensibili alle aspettative sui tassi di interesse.

    Gli operatori probabilmente manterranno inoltre un atteggiamento prudente in vista dei dati sull’inflazione e delle trimestrali societarie della prossima settimana.

    La combinazione di dati economici, sviluppi geopolitici e risultati aziendali potrebbe determinare se la recente volatilità di Wall Street continuerà oppure lascerà spazio a una ripresa più duratura.

    Per i titoli tecnologici, gli investitori valuteranno se l’ottimismo sull’intelligenza artificiale sarà sufficiente a compensare le preoccupazioni per la crescita dei ricavi, le valutazioni e la concentrazione dei rialzi di mercato.

  • Borse europee in rialzo grazie al calo del petrolio e all’allentamento dei rendimenti obbligazionari francesi: DAX, CAC, FTSE100

    Borse europee in rialzo grazie al calo del petrolio e all’allentamento dei rendimenti obbligazionari francesi: DAX, CAC, FTSE100

    Le Borse europee hanno registrato un deciso rialzo venerdì, recuperando terreno dopo due sedute consecutive di ribassi, grazie alla diminuzione dei prezzi del petrolio e all’allentamento dei rendimenti dei titoli di Stato francesi, fattori che hanno contribuito a migliorare il sentiment degli investitori.

    La ripresa è arrivata dopo le dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, secondo cui Washington non lancerà attacchi militari contro l’Iran prima delle elezioni di metà mandato previste per il mese prossimo e i colloqui con Teheran continuano a essere produttivi.

    Le dichiarazioni hanno contribuito ad attenuare i timori immediati di un’escalation in Medio Oriente, favorendo una flessione dei prezzi del greggio e sostenendo i mercati azionari europei.

    Gli investitori hanno accolto positivamente anche il calo dei rendimenti dei titoli di Stato francesi, che avevano precedentemente raggiunto i livelli più elevati degli ultimi decenni a causa delle preoccupazioni per le prospettive fiscali del Paese.

    L’indice tedesco DAX ha guadagnato l’1,3%, mentre il FTSE 100 britannico è salito dell’1,2%. Il CAC 40 francese ha registrato un progresso dell’1%, evidenziando un rialzo diffuso tra i principali mercati europei.

    Prezzi dell’energia e inflazione restano al centro dell’attenzione

    La diminuzione dei prezzi del petrolio ha offerto un certo sollievo ai mercati europei, dove le preoccupazioni per i costi energetici e l’inflazione hanno pesato sul sentiment degli investitori.

    Il governatore della Banca di Francia, Emmanuel Moulin, ha attribuito le pressioni inflazionistiche nell’Eurozona interamente agli shock energetici, descrivendo il loro contributo come pari al “100 per cento”.

    Moulin ha inoltre dichiarato di non aver osservato effetti inflazionistici di secondo impatto, suggerendo che l’aumento dei prezzi dell’energia non abbia ancora provocato rincari generalizzati dei salari e di altri beni e servizi.

    Le sue osservazioni hanno evidenziato l’importanza dei mercati energetici nel determinare le prospettive dell’inflazione regionale e le aspettative sulla politica monetaria.

    Una diminuzione duratura dei prezzi del petrolio potrebbe contribuire ad attenuare le pressioni inflazionistiche, anche se le prospettive generali restano sensibili agli sviluppi geopolitici e alle condizioni dell’offerta energetica.

    Si attenuano le tensioni sui titoli francesi, ma permangono i rischi fiscali

    Anche i titoli di Stato francesi hanno attirato l’attenzione dopo che i rendimenti sono scesi dai recenti massimi pluridecennali.

    La flessione ha contribuito ad alleviare le pressioni sui mercati finanziari europei, sebbene le preoccupazioni per i conti pubblici francesi rimangano irrisolte.

    Durante una conferenza stampa giovedì, il commissario europeo per gli Affari economici Valdis Domrovskis ha esortato la Francia ad adottare una legge di bilancio prudente per il 2027.

    Secondo Domrovskis, una pianificazione fiscale responsabile sarà fondamentale per rassicurare i mercati finanziari in vista delle elezioni presidenziali francesi del prossimo anno.

    Le dichiarazioni hanno sottolineato la continua attenzione alla situazione fiscale della Francia, soprattutto dopo il recente aumento dei costi di finanziamento del governo.

    Sebbene il calo dei rendimenti obbligazionari abbia sostenuto la ripresa di venerdì, gli investitori continuano a monitorare i negoziati sul bilancio e le possibili conseguenze per i mercati europei del debito.

    Porsche sale nonostante il calo delle consegne di veicoli

    Tra i singoli titoli, la casa automobilistica tedesca Porsche (TG:PAH3) ha registrato un rialzo nonostante abbia comunicato una diminuzione delle consegne globali.

    La società ha dichiarato che le consegne nei primi nove mesi del 2026 sono diminuite del 16% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

    Sebbene i dati abbiano evidenziato un indebolimento dei volumi di vendita, le azioni Porsche sono avanzate insieme al recupero generale delle Borse europee.

    L’annuncio non ha fornito ulteriori elementi per spiegare la reazione positiva del titolo.

    Hexagon guadagna terreno dopo l’acquisizione di Rocscience per 535 milioni di dollari

    Anche il gruppo svedese di tecnologia industriale Hexagon AB (TG:0QJ0) ha registrato un rialzo dopo aver annunciato un accordo per acquisire la società canadese di software Rocscience.

    L’operazione attribuisce a Rocscience una valutazione di 535 milioni di dollari, su base priva di liquidità e debiti.

    L’acquisizione amplierà il portafoglio di tecnologie industriali e soluzioni software di Hexagon.

    Gli investitori hanno reagito positivamente all’annuncio, sostenendo il titolo durante la seduta di venerdì.

    Le società non hanno fornito ulteriori dettagli finanziari sul contributo atteso agli utili o sui costi di integrazione nelle informazioni diffuse.

    Sika e Tryg avanzano grazie agli sviluppi societari

    Il produttore svizzero di prodotti chimici speciali Sika (TG:SIKA) ha registrato forti guadagni dopo aver annunciato l’acquisizione della società britannica di prodotti per la sistemazione degli spazi esterni Azpects Group.

    L’operazione aggiunge una nuova attività alle operazioni di Sika, anche se i termini finanziari non sono stati divulgati nell’annuncio.

    Anche la compagnia assicurativa scandinava Tryg (TG:T2V1) ha registrato un deciso rialzo dopo la pubblicazione dei risultati finanziari del terzo trimestre.

    La società ha riportato un utile ante imposte superiore alle aspettative degli analisti, sostenendo la fiducia degli investitori nella sua performance reddituale.

    I rialzi di Porsche, Hexagon, Sika e Tryg hanno contribuito al clima positivo sui mercati azionari europei.

    Le Borse europee recuperano dopo due sedute negative

    L’avanzata di venerdì ha riflesso una combinazione di minori preoccupazioni geopolitiche, prezzi energetici più bassi e un allentamento delle pressioni sui mercati obbligazionari governativi.

    Le dichiarazioni secondo cui i colloqui tra Stati Uniti e Iran rimangono produttivi hanno contribuito a ridurre i timori immediati di un’escalation militare, mentre il calo dei rendimenti dei titoli francesi ha fornito ulteriore sostegno.

    Anche gli sviluppi societari hanno influenzato gli scambi, con acquisizioni e risultati superiori alle attese che hanno attirato l’interesse degli investitori.

    Nonostante il recupero, i mercati restano esposti alle incertezze legate alle tensioni in Medio Oriente, all’inflazione europea e alle prospettive fiscali della Francia.

    Gli investitori continueranno a valutare se il miglioramento del sentiment potrà proseguire con l’evolversi degli sviluppi politici ed economici.