I prezzi del petrolio sono diminuiti giovedì, mentre gli investitori valutavano i continui attacchi contro le navi commerciali nei pressi dello Stretto di Hormuz e le notizie secondo cui gli Stati Uniti potrebbero allentare le sanzioni su alcune petroliere per ridurre i costi del trasporto marittimo internazionale.
Alle 03:35 ET (07:35 GMT), i futures sul Brent hanno perso l’1,9%, scendendo a 104,02 dollari al barile, mentre quelli sul West Texas Intermediate (WTI) sono diminuiti dell’1,1% a 94,04 dollari al barile.
I ribassi sono arrivati nonostante le persistenti preoccupazioni per le interruzioni delle forniture energetiche in Medio Oriente, dove gli attacchi al traffico marittimo commerciale e i combattimenti regionali hanno minacciato importanti rotte di trasporto del petrolio.
Le notizie su una possibile modifica della politica statunitense in materia di sanzioni, insieme alla ripresa della produzione e delle esportazioni in alcune importanti regioni petrolifere, hanno contribuito a esercitare pressioni al ribasso sulle quotazioni.
Gli attacchi nello Stretto di Hormuz alimentano i timori sulle forniture
Due navi commerciali sono affondate nei pressi dello Stretto di Hormuz nelle 24 ore precedenti dopo essere state colpite da proiettili in due episodi distinti, secondo funzionari marittimi citati da Reuters.
Le imbarcazioni sono state identificate come una nave portacontainer e una nave portarinfuse.
Gli incidenti hanno seguito un aumento degli attacchi contro il traffico marittimo commerciale nell’area dello stretto, alimentando le preoccupazioni per ulteriori interruzioni delle esportazioni di petrolio greggio e prodotti petroliferi dal Golfo Persico.
Lo Stretto di Hormuz rappresenta una delle principali rotte internazionali per il trasporto di energia e le restrizioni ai movimenti delle navi possono influenzare i programmi di consegna, i costi assicurativi e le tariffe di trasporto.
Le preoccupazioni per la sicurezza si sono estese anche alla regione del Mar Rosso.
I combattimenti tra Arabia Saudita e miliziani Houthi nello Yemen hanno aumentato i timori che il conflitto mediorientale possa compromettere il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb, che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden.
Ulteriori interruzioni in una delle due rotte potrebbero aumentare i costi di trasporto e complicare le consegne di greggio e prodotti raffinati ai mercati internazionali.
Washington starebbe valutando un allentamento delle sanzioni sulla flotta ombra
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump starebbe considerando una riduzione delle restrizioni nei confronti delle navi associate alla cosiddetta “flotta ombra”, utilizzata per trasportare petrolio e prodotti petroliferi provenienti da Paesi soggetti a sanzioni.
Le imbarcazioni sono comunemente associate alle spedizioni provenienti da Russia, Iran e Venezuela.
Secondo le notizie riportate, un allentamento delle sanzioni potrebbe contribuire a ridurre gli elevati costi di trasporto e ad attenuare le pressioni sui prezzi internazionali del petrolio.
Le restrizioni alle operazioni delle petroliere possono limitare la capacità di trasporto disponibile e aumentare le spese, soprattutto quando le navi sono già costrette a modificare le proprie rotte per motivi di sicurezza.
Consentire a un maggior numero di imbarcazioni di partecipare al trasporto internazionale di petrolio potrebbe migliorare la disponibilità di capacità marittima e ridurre parte di questi costi.
Tuttavia, non è ancora chiaro se l’amministrazione statunitense procederà con le misure riportate né quale forma potrebbero assumere eventuali modifiche.
La possibilità di un allentamento delle restrizioni ha comunque rappresentato un ulteriore elemento nella valutazione delle prospettive delle forniture petrolifere globali.
Aumenta la produzione russa mentre riprendono le esportazioni mediorientali
I recenti aumenti della produzione e delle esportazioni in alcune importanti regioni petrolifere hanno contribuito a limitare le pressioni rialziste sui prezzi del greggio.
Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (AIE), la produzione russa di petrolio greggio è aumentata di 65.000 barili al giorno a settembre, raggiungendo 8,43 milioni di barili giornalieri.
Tuttavia, la produzione è rimasta inferiore di 870.000 barili al giorno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
L’agenzia ha inoltre comunicato che le esportazioni di greggio dal Medio Oriente sono aumentate di 4,4 milioni di barili al giorno nel mese di settembre.
La ripresa ha riportato le esportazioni regionali a circa il 75% dei livelli precedenti allo scoppio della guerra in Iran, avvenuto alla fine di febbraio.
I dati suggeriscono che parte dei flussi di approvvigionamento petrolifero si sia ripristinata nonostante le continue tensioni geopolitiche.
L’AIE ha tuttavia avvertito che i mercati globali del diesel potrebbero rimanere caratterizzati da un’offerta limitata fino al 2027 inoltrato, a causa delle persistenti interruzioni delle forniture di greggio e dei fermi delle raffinerie.
L’agenzia ha inoltre previsto una diminuzione della domanda mondiale di petrolio pari a 2,6 milioni di barili al giorno nel corso del 2026.
Questi sviluppi relativi a domanda e offerta rimangono importanti per gli operatori che valutano le possibili conseguenze di ulteriori interruzioni in Medio Oriente.
Scorte di greggio USA in forte calo dopo le interruzioni causate dall’uragano
Dati separati dell’American Petroleum Institute (API) hanno indicato una diminuzione delle scorte statunitensi di petrolio greggio molto più consistente del previsto.
Secondo l’API, le scorte commerciali di greggio sono diminuite di 11,12 milioni di barili nella settimana conclusa il 9 ottobre.
Gli analisti avevano previsto un aumento delle scorte di circa 1,9 milioni di barili.
Il calo inatteso ha seguito le interruzioni della produzione petrolifera lungo la costa statunitense del Golfo del Messico causate dall’uragano Isaias, che aveva raggiunto la regione alla fine della settimana precedente.
Si stima che la tempesta abbia temporaneamente fermato quasi due terzi della produzione petrolifera del Golfo, riducendo la disponibilità interna di greggio.
La forte riduzione delle scorte ha suggerito condizioni di offerta più limitate nel breve periodo negli Stati Uniti, sebbene i dati API siano preliminari.
Gli investitori attendevano i dati settimanali ufficiali dell’Energy Information Administration statunitense, previsti più tardi giovedì, per verificare se le statistiche governative avrebbero confermato il calo riportato.
Nonostante la consistente diminuzione delle scorte statunitensi e i persistenti rischi per la sicurezza marittima, i prezzi del greggio sono scesi mentre i mercati valutavano la possibilità di minori restrizioni al trasporto e di un miglioramento delle condizioni di approvvigionamento.

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