I futures sugli indici azionari statunitensi hanno indicato un’altra apertura negativa giovedì, mentre le rinnovate preoccupazioni sugli investimenti nell’intelligenza artificiale e un’inflazione dei prezzi alla produzione superiore alle attese hanno pesato sul sentiment del mercato.
I futures sul Nasdaq 100 hanno perso l’1,2%, segnalando ulteriori pressioni sui titoli tecnologici dopo le forti vendite della seduta precedente.
Gli investitori stanno valutando la sostenibilità della spesa destinata alle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, in particolare il crescente ricorso al debito per finanziare progetti tecnologici su larga scala.
Anche gli ultimi dati sull’inflazione hanno alimentato i timori riguardo alle prospettive dei tassi di interesse della Federal Reserve, in vista della riunione di politica monetaria prevista entro la fine del mese.
Il sentiment negativo ha seguito il ribasso di mercoledì a Wall Street, quando il Nasdaq ha ceduto l’1,9% e l’S&P 500 ha perso circa l’1,1%.
Futures tecnologici in discesa per i dubbi sugli investimenti nell’IA
I titoli tecnologici sono rimasti sotto pressione, mentre gli investitori si interrogano sulla capacità della rapida espansione delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale di generare rendimenti finanziari adeguati.
Il calo dei futures sul Nasdaq 100 ha riflesso le preoccupazioni per l’entità degli investimenti destinati allo sviluppo dell’IA e il crescente utilizzo di finanziamenti a debito.
Dan Coatsworth, responsabile dei mercati di AJ Bell, ha spiegato che le esigenze di finanziamento delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale stanno diventando motivo di preoccupazione.
“Gli investitori nel settore tecnologico sono sempre più a disagio per la quantità di debito utilizzata per finanziare lo sviluppo delle infrastrutture per l’intelligenza artificiale”, ha dichiarato Coatsworth. “Cresce il timore che i grandi nomi del settore tecnologico stiano correndo troppo velocemente e siano destinati a inciampare.”
Gli investitori sono diventati sempre più sensibili ai segnali secondo cui la crescita dei ricavi derivanti da prodotti e servizi legati all’IA potrebbe non tenere il passo con gli investimenti infrastrutturali.
Le recenti indiscrezioni sui ricavi del terzo trimestre di Anthropic hanno rafforzato queste preoccupazioni.
“Le notizie sui ricavi di Anthropic nel terzo trimestre suggeriscono che la società non stia crescendo alla velocità prevista, alimentando i timori che l’euforia per l’intelligenza artificiale possa essere difficile da sostenere”, ha aggiunto Coatsworth.
Questi sviluppi hanno contribuito a una rinnovata attenzione sulle valutazioni delle società tecnologiche e sui potenziali rendimenti degli ingenti investimenti legati all’IA.
Prezzi alla produzione USA aumentano oltre le attese a settembre
I nuovi dati sull’inflazione hanno accentuato le pressioni sui futures azionari statunitensi.
Il Dipartimento del Lavoro ha comunicato che l’indice dei prezzi alla produzione per la domanda finale è aumentato dell’1,3% a settembre, dopo un incremento dello 0,5% ad agosto, rivisto al rialzo.
Gli economisti prevedevano un aumento mensile dello 0,5%, rispetto al precedente dato di agosto pari allo 0,4%.
Su base annua, i prezzi alla produzione sono cresciuti del 6,3% a settembre, accelerando rispetto al 5,6% di agosto, dato anch’esso rivisto al rialzo.
Gli analisti si aspettavano che l’inflazione annua alla produzione rimanesse stabile al 5,4%, il tasso inizialmente comunicato per agosto.
I dati hanno indicato pressioni sui prezzi alla produzione notevolmente superiori alle previsioni.
L’aumento dei prezzi alla produzione può incidere sui costi delle imprese e contribuire potenzialmente all’inflazione al consumo, qualora le aziende trasferiscano tali rincari ai clienti.
Il rapporto è arrivato dopo i dati sull’inflazione di fondo al consumo, superiori alle attese, pubblicati mercoledì, aumentando l’incertezza sulla futura direzione dei tassi di interesse statunitensi.
Inflazione al consumo alimenta dubbi sulla politica della Fed
Il rapporto sui prezzi al consumo pubblicato mercoledì aveva già innervosito gli investitori, mostrando un’accelerazione inattesa dell’inflazione di fondo.
Il Dipartimento del Lavoro ha comunicato che l’indice dei prezzi al consumo è aumentato dello 0,6% a settembre, rispetto allo 0,4% di agosto.
L’incremento mensile è risultato in linea con le aspettative degli economisti.
L’inflazione annua al consumo è accelerata al 3,7%, rispetto al 3,4% di agosto, anch’essa in linea con le previsioni.
Tuttavia, i prezzi al consumo di fondo, che escludono alimentari ed energia, sono aumentati dello 0,3% per il secondo mese consecutivo.
Gli economisti avevano previsto un incremento mensile più contenuto, pari allo 0,2%.
L’inflazione annua di fondo ha raggiunto il 2,6% a settembre, rispetto al 2,4% di agosto, superando la previsione di consenso del 2,5%.
Il dato superiore alle attese ha suggerito che le pressioni inflazionistiche sottostanti rimangono persistenti nonostante gli sforzi per contenere la crescita dei prezzi.
Insieme al successivo aumento dei prezzi alla produzione, i dati hanno sollevato interrogativi sulla capacità della Federal Reserve di allentare la politica monetaria nel breve periodo.
Gli investitori seguiranno con attenzione la prossima riunione della banca centrale, prevista per la seconda parte di ottobre, alla ricerca di indicazioni sulla risposta dei responsabili della politica monetaria agli ultimi sviluppi inflazionistici.
Nasdaq perde l’1,9% mentre Wall Street amplia le perdite
Le azioni statunitensi hanno registrato perdite consistenti mercoledì, dopo un calo più moderato durante la volatile seduta di martedì.
I titoli tecnologici hanno guidato le vendite, portando il Nasdaq Composite a perdere 511,51 punti, pari all’1,9%, fino a 26.692,87 punti.
L’S&P 500 ha ceduto 86,51 punti, ovvero circa l’1,1%, mentre il Dow Jones Industrial Average è sceso di 48,62 punti, pari allo 0,1%, chiudendo a 51.621,48 punti.
Sebbene i principali indici abbiano recuperato parte delle perdite rispetto ai minimi di seduta prima della chiusura, sono rimasti saldamente in territorio negativo.
La flessione più marcata del Nasdaq ha riflesso la sensibilità del mercato alle preoccupazioni sulle valutazioni tecnologiche, sugli investimenti nell’IA e sulle prospettive del costo del denaro.
Il calo relativamente contenuto del Dow ha evidenziato le differenze di performance tra i settori.
Petrolio in rialzo per i rischi sull’offerta in Medio Oriente
Gli sviluppi del mercato energetico hanno aggiunto un’ulteriore fonte di pressione sulle azioni statunitensi.
I futures sul petrolio greggio USA sono aumentati di circa l’1% dopo che l’Agenzia internazionale dell’energia ha avvertito che l’escalation degli attacchi alle infrastrutture energetiche e al traffico delle petroliere in Medio Oriente potrebbe compromettere la ripresa dell’offerta mondiale di petrolio.
L’avvertimento ha alimentato i timori di possibili interruzioni nella produzione e nel trasporto di greggio.
L’aumento dei prezzi petroliferi può far crescere i costi operativi delle imprese e contribuire all’inflazione, complicando le prospettive dei tassi di interesse.
Il rincaro del greggio ha avuto un impatto particolarmente negativo sui titoli delle compagnie aeree, sensibili alle variazioni dei costi del carburante.
L’indice NYSE Arca Airline ha perso il 5,1% durante la seduta di mercoledì.
La combinazione di maggiori costi energetici e inflazione persistente ha accentuato le preoccupazioni sulla redditività delle imprese e sulle condizioni economiche.
Hardware e semiconduttori guidano i ribassi settoriali
I comparti legati alla tecnologia hanno registrato alcune delle perdite più marcate durante la seduta di mercoledì.
L’indice NYSE Arca Computer Hardware è sceso del 6,3%, riflettendo forti pressioni di vendita nel settore.
Anche i titoli dei semiconduttori e delle apparecchiature di rete hanno subito ribassi significativi, mentre gli investitori hanno ridotto l’esposizione alle società tecnologiche.
I titoli legati all’oro si sono indeboliti durante la seduta, mentre le compagnie aeree hanno risentito dell’aumento dei prezzi del petrolio.
Le società farmaceutiche e sanitarie hanno mostrato una maggiore tenuta rispetto al mercato generale, sovraperformando i comparti più direttamente esposti agli investimenti tecnologici e ai costi energetici.
Le differenze di andamento tra i settori hanno evidenziato un cambiamento nel posizionamento degli investitori in un contesto di incertezza sull’inflazione, sulla politica monetaria e sugli investimenti legati all’IA.
Con i futures sul Nasdaq 100 che indicano ulteriori perdite giovedì, Wall Street sembra destinata a proseguire la fase negativa, mentre gli investitori valutano l’accelerazione dei prezzi alla produzione e i dubbi sulla sostenibilità del ciclo di investimenti nell’intelligenza artificiale.

Leave a Reply