Titoli del lusso europeo in calo dopo vendite LVMH inferiori alle attese nella moda

Moet & Chandon champagne bottle

I titoli europei del settore del lusso hanno registrato ribassi martedì dopo che LVMH (EU:MC) ha comunicato una contrazione delle vendite superiore alle attese nella divisione moda e pelletteria, alimentando i dubbi sulla velocità della ripresa del comparto, soprattutto in Cina.

Alle 09:09 GMT, le azioni LVMH perdevano l’1,6%, mentre Hermès (EU:RMS) arretrava del 2,4% e Kering (EU:KER) del 2%. Moncler (BIT:MONC) cedeva l’1,5%, Dior (EU:CDI) l’1,4% e Richemont (TG:RITN) l’1,1%.

La flessione generalizzata ha seguito l’aggiornamento commerciale del terzo trimestre di LVMH, che ha evidenziato persistenti pressioni sulla domanda di prodotti Louis Vuitton in Cina e un rallentamento della crescita nel settore degli orologi e della gioielleria.

La divisione moda di LVMH registra un calo superiore alle previsioni

LVMH ha riportato una diminuzione organica del 5% delle vendite nella divisione moda e pelletteria, rispetto alla contrazione dell’1,8% prevista dagli analisti nel consenso Visible Alpha.

La divisione, che rappresenta quasi la metà dei ricavi del gruppo, comprende Louis Vuitton e altri importanti marchi della moda di lusso.

La società ha attribuito parte della debolezza a un “contesto commerciale meno favorevole” in Cina, dove la domanda di prodotti di fascia alta è rimasta contenuta.

I ricavi organici del gruppo sono aumentati dell’1% nel terzo trimestre, raggiungendo 18,5 miliardi di euro (20,68 miliardi di dollari), al netto delle oscillazioni valutarie. Il risultato è stato inferiore alle aspettative di mercato, che indicavano una crescita dell’1,3%.

Nei primi nove mesi dell’anno, LVMH ha registrato ricavi per 57,1 miliardi di euro, con una diminuzione del 2% su base riportata ma una crescita organica del 2%.

La differenza tra l’andamento riportato e quello organico riflette l’impatto delle variazioni valutarie e degli altri aggiustamenti inclusi nel calcolo della crescita organica.

La performance negativa della moda ha riacceso i dubbi sulla capacità delle aziende europee del lusso di tornare a crescere dopo un prolungato periodo di rallentamento della spesa dei consumatori.

La ripresa di Louis Vuitton potrebbe richiedere tempo

La dirigenza di LVMH ha indicato che un miglioramento della domanda di prodotti Louis Vuitton potrebbe avvenire gradualmente, anziché nell’immediato.

Interrogata sulle prospettive di ripresa del marchio, la direttrice finanziaria Cécile Cabanis ha dichiarato: “La ripresa richiede tempo e non credo che esistano molte scorciatoie.”

Le sue osservazioni suggeriscono che la società non prevede un rapido miglioramento delle condizioni commerciali.

Le prospettive di Louis Vuitton sono particolarmente importanti perché il marchio rappresenta un contributore significativo ai risultati della divisione moda e pelletteria di LVMH.

La debolezza dei consumi cinesi continua a rappresentare una sfida importante per i produttori di beni di lusso, poiché la domanda del Paese influenza i risultati dei principali marchi europei.

Gli ultimi dati indicano che la ripresa del settore rimane disomogenea, nonostante i risultati più solidi registrati in alcune altre categorie di attività.

Rallenta la crescita di orologi e gioielleria

Anche la divisione orologi e gioielleria di LVMH, che comprende Bulgari e Tiffany, ha registrato una crescita più lenta nel terzo trimestre.

Le vendite organiche sono aumentate del 6%, rispetto alla crescita del 9% registrata nel primo semestre.

Il rallentamento è significativo perché orologi e gioielleria figuravano tra le categorie più solide del mercato del lusso.

Sebbene la divisione abbia continuato a espandersi, la moderazione della crescita suggerisce che le condizioni della domanda stiano diventando meno favorevoli anche in altri segmenti di prodotto.

Il risultato ha aggiunto ulteriori dubbi sulla solidità della ripresa complessiva del comparto.

Sephora guida la crescita delle divisioni LVMH

Nonostante la debolezza della moda e il rallentamento della gioielleria, diverse attività di LVMH hanno registrato risultati commerciali positivi.

La distribuzione selettiva è stata la divisione più dinamica del gruppo, con una crescita organica dei ricavi dell’8%.

Il rivenditore di prodotti di bellezza Sephora ha continuato a guadagnare quote di mercato in diversi Paesi, sostenuto da lanci esclusivi di prodotti, comprese le novità legate a Rhode.

L’attività ha inoltre ampliato la propria presenza internazionale entrando nei mercati di Belgio e Croazia.

La divisione vini e liquori di LVMH ha registrato una crescita organica del 6%, beneficiando della continua ripresa delle vendite di champagne, soprattutto in Europa.

Anche il cognac Hennessy ha mostrato un andamento positivo nei mercati asiatici.

Nel frattempo, i ricavi della divisione profumi e cosmetici sono aumentati dell’1%, sostenuti dall’introduzione di nuovi prodotti, tra cui le fragranze J’adore Intense e Sauvage Extrait di Dior.

Le diverse performance delle divisioni hanno evidenziato la natura disomogenea della domanda dei consumatori nel settore del lusso.

Il settore del lusso continua a subire pressioni sulle valutazioni

Le aziende europee del lusso stanno attraversando un rallentamento prolungato da tre anni, con una domanda più debole e l’incertezza sui consumi cinesi che continuano a pesare sul sentiment degli investitori.

I principali gruppi del settore hanno perso complessivamente circa 330 miliardi di euro di capitalizzazione di mercato dall’inizio dell’anno.

La sola LVMH ha registrato una flessione di circa il 40% nello stesso periodo.

L’entità delle perdite riflette le preoccupazioni sulle prospettive degli utili e sulla velocità con cui potrebbe riprendersi la domanda di moda e accessori di fascia alta.

I ribassi azionari di martedì hanno mostrato come risultati deludenti di un importante operatore possano influenzare le valutazioni dell’intero mercato del lusso.

Gli investitori continueranno a monitorare i consumi cinesi, l’andamento delle vendite dei singoli marchi e i risultati delle altre società europee del settore alla ricerca di segnali di una ripresa più duratura.

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