Prezzi del gas naturale europeo in calo dopo le dichiarazioni di Trump, si attenuano i timori immediati sulle forniture

Gas tap

I prezzi all’ingrosso del gas naturale in Europa sono diminuiti venerdì, allontanandosi dai massimi delle ultime due settimane dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha indicato che Washington non lancerà attacchi militari contro l’Iran prima delle elezioni di metà mandato del Congresso previste a novembre.

Il contratto futures di riferimento sul gas naturale olandese con consegna nel mese successivo ha perso l’1%, scendendo a 78,00 euro per megawattora (MWh), dopo essersi avvicinato alla soglia degli 80 euro nelle sedute precedenti.

In Gran Bretagna, il corrispondente contratto all’ingrosso sul gas è diminuito dell’1,0%, attestandosi a 193 pence per therm.

Nonostante il ribasso, entrambi i contratti rimanevano avviati verso il secondo incremento settimanale consecutivo, riflettendo le persistenti incertezze sulle spedizioni energetiche dal Medio Oriente e sulle prospettive delle forniture europee durante l’inverno.

Le dichiarazioni di Trump hanno attenuato i timori immediati di un’ulteriore escalation militare che coinvolga l’Iran, anche se il conflitto regionale continua a influenzare i trasporti marittimi e i mercati energetici.

Il presidente statunitense ha indicato che non saranno effettuati attacchi militari contro obiettivi iraniani prima delle elezioni di metà mandato di novembre.

Le sue dichiarazioni sono state seguite da una moderazione dei prezzi del gas, sebbene i rischi legati alla navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz rimangano un elemento importante per gli operatori energetici.

Secondo i dati di monitoraggio riportati da Reuters, nella settimana precedente gli attacchi con missili e droni contro navi commerciali e unità destinate al trasporto di energia nei pressi dello Stretto di Hormuz hanno raggiunto il totale settimanale più elevato dall’inizio del conflitto regionale.

Il protrarsi degli attacchi ha complicato gli sforzi per ripristinare il normale transito delle spedizioni di gas naturale liquefatto (GNL) attraverso lo stretto, una rotta importante per le esportazioni energetiche dal Golfo Persico.

Le preoccupazioni per la sicurezza hanno inoltre contribuito all’aumento dei costi assicurativi legati ai rischi di guerra e all’allungamento delle rotte marittime, con alcune navi costrette a circumnavigare l’Africa.

Queste interruzioni possono aumentare le spese di trasporto e influenzare i tempi di consegna del GNL ai mercati importatori, compresa l’Europa.

Parallelamente agli sviluppi geopolitici, gli operatori europei del gas hanno continuato a valutare le previsioni meteorologiche e i livelli di stoccaggio regionali in vista della stagione invernale.

Gli aggiornamenti delle previsioni meteorologiche indicano temperature autunnali più basse nell’Europa nordoccidentale, con la possibilità di anticipare la domanda di riscaldamento residenziale e commerciale.

Le temperature inferiori potrebbero inoltre aumentare il consumo di gas naturale per la produzione di elettricità, a seconda delle condizioni generali del mercato energetico.

Gli impianti sotterranei di stoccaggio del gas dell’Unione europea risultavano pieni al 73%, rispetto al 66% registrato circa un mese prima.

Sebbene le scorte siano aumentate nell’ultimo mese, il livello di riempimento segnalato rimane inferiore alle medie storiche per questo periodo dell’anno.

Il volume relativamente limitato di gas immagazzinato potrebbe aumentare l’esposizione dell’Europa a interruzioni delle forniture o a periodi di domanda inaspettatamente elevata durante l’inverno.

Gli operatori regionali delle reti del gas hanno indicato che le infrastrutture esistenti mantengono una flessibilità sufficiente per soddisfare la domanda nella fase iniziale della stagione di riscaldamento.

Tuttavia, hanno anche avvertito che eventuali limitazioni alle importazioni di GNL potrebbero ridurre i livelli di stoccaggio europei al di sotto del 30% entro la fine dell’inverno.

Una situazione di questo tipo renderebbe la regione più vulnerabile a periodi prolungati di freddo verso la conclusione della stagione di riscaldamento.

Le proiezioni restano subordinate ai futuri volumi di importazione, alle condizioni meteorologiche e all’andamento dei consumi.

Il calo dei prezzi all’ingrosso del gas registrato venerdì riflette quindi un’attenuazione dei timori geopolitici immediati, piuttosto che una risoluzione dei rischi di approvvigionamento che interessano i mercati energetici europei.

Gli sviluppi delle rotte marittime mediorientali, la disponibilità di GNL, le previsioni meteorologiche e i livelli delle scorte continueranno probabilmente a influenzare i prezzi del gas europeo nei prossimi mesi.

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