I prezzi all’ingrosso del gas naturale in Europa sono aumentati giovedì, mentre l’intensificarsi degli attacchi contro le navi commerciali in Medio Oriente ha alimentato le preoccupazioni per le consegne di gas naturale liquefatto (GNL), superando l’effetto dell’aumento delle riserve europee in vista dell’inverno.
Il contratto di riferimento sul gas naturale TTF olandese con consegna nel mese successivo ha guadagnato il 2,8%, raggiungendo 80,20 euro per megawattora (MWh), mentre l’equivalente contratto all’ingrosso britannico è salito del 3,0% a 199,40 pence per therm.
Gli aumenti sono seguiti alle segnalazioni delle agenzie di sicurezza marittima relative a un’intensificazione degli attacchi con droni e missili contro petroliere commerciali e navi per il trasporto di energia in transito attraverso lo Stretto di Hormuz e il Mar Rosso.
L’escalation ha riacceso i timori di possibili interruzioni delle spedizioni energetiche internazionali, ponendo fine alla relativa stabilità osservata sui mercati europei del gas all’inizio della settimana.
L’aumento dei premi assicurativi contro i rischi di guerra e la possibilità che le metaniere debbano seguire rotte alternative hanno accresciuto l’incertezza sui programmi di importazione del gas in Europa.
Le modifiche alle rotte marittime potrebbero aumentare i costi di trasporto e ritardare le consegne ai terminali europei di GNL, soprattutto in caso di ulteriore deterioramento delle condizioni di sicurezza.
Il trasporto di GNL presenta ulteriori difficoltà logistiche, poiché le spedizioni dipendono da navi specializzate e infrastrutture dedicate all’importazione. Sebbene alcune spedizioni di petrolio greggio siano state deviate verso rotte alternative, gli analisti hanno avvertito che le interruzioni delle consegne di GNL possono richiedere più tempo per essere risolte.
Queste preoccupazioni hanno contribuito a una nuova pressione al rialzo sui prezzi all’ingrosso del gas europeo, mentre la regione si avvicina alla stagione invernale.
Le riserve europee di gas raggiungono il 72,83% prima dell’inverno
Gli impianti europei di stoccaggio sotterraneo del gas hanno continuato ad aumentare le proprie scorte, nonostante la crescente incertezza sulle forniture energetiche internazionali.
Secondo gli ultimi dati di Gas Infrastructure Europe, gli stoccaggi di gas naturale nell’Unione europea hanno raggiunto il 72,83% della capacità, rispetto a circa il 66% di un mese prima.
L’aumento riflette il proseguimento delle operazioni di immissione del gas negli impianti di stoccaggio in vista dell’inverno, fornendo una riserva aggiuntiva durante i periodi di maggiore domanda.
Tuttavia, le scorte attuali rimangono inferiori ai livelli registrati nello stesso periodo dello scorso anno, rendendo i mercati europei più vulnerabili a possibili interruzioni delle forniture o a un aumento inatteso dei consumi.
Le previsioni meteorologiche per l’Europa nordoccidentale sono state inoltre riviste verso temperature più basse, aumentando la possibilità che la domanda di riscaldamento residenziale e commerciale cresca prima del previsto.
Un inizio anticipato della stagione del riscaldamento potrebbe accelerare i prelievi dagli impianti di stoccaggio sotterraneo, soprattutto se il freddo dovesse coincidere con ritardi nelle importazioni di GNL.
La combinazione dei rischi geopolitici per le forniture, dell’aumento dei costi di trasporto e della prospettiva di una maggiore domanda invernale continua a influenzare i prezzi del gas europeo, nonostante il miglioramento delle scorte nell’ultimo mese.

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