I prezzi del gas naturale europeo restano stabili mentre i trader valutano i rischi per l’offerta in Medio Oriente

Gas pipes

I prezzi all’ingrosso del gas naturale in Europa e nel Regno Unito sono rimasti relativamente stabili lunedì dopo diverse settimane di rialzi, mentre i trader valutavano l’intensificarsi dell’attività militare in Medio Oriente insieme ai segnali di una parziale ripresa delle forniture energetiche nella regione.

Il contratto benchmark olandese sul gas naturale con scadenza a un mese è sceso dello 0,2% a 74,50 euro per megawattora, rimanendo vicino ai recenti massimi di diverse settimane.

Nel Regno Unito, l’equivalente contratto all’ingrosso sul gas naturale è diminuito dello 0,5% a 187,00 pence per therm.

Gli sviluppi in Medio Oriente restano al centro dell’attenzione

Il governo dello Yemen riconosciuto a livello internazionale e sostenuto dall’Arabia Saudita ha annunciato una campagna militare volta a riconquistare i territori controllati dalle forze Houthi sostenute dall’Iran.

Le forze Houthi hanno successivamente lanciato missili balistici e droni d’attacco contro impianti energetici di Saudi Aramco a sud di Riyadh, aumentando le preoccupazioni per potenziali interruzioni delle infrastrutture energetiche regionali.

L’Arabia Saudita ha tuttavia parzialmente ripristinato le operazioni sull’oleodotto East-West e ha ripreso il carico delle petroliere dal porto di Yanbu, sul Mar Rosso, dopo le precedenti interruzioni, determinando una parziale ripresa delle operazioni di approvvigionamento nella regione.

Le scorte europee di gas restano inferiori allo scorso anno

I livelli delle scorte europee di gas restano un fattore rilevante per il mercato mentre la regione si avvicina al periodo invernale di maggiore domanda per il riscaldamento.

Le scorte sotterranee di gas naturale nell’Unione europea sono inferiori di circa 12 punti percentuali rispetto ai livelli registrati nello stesso periodo dello scorso anno, riducendo il margine disponibile in caso di temperature più rigide o interruzioni delle forniture.

Gli analisti di Bank of America hanno affermato che l’aumento dei prezzi dell’energia associato al conflitto in Medio Oriente sta contribuendo alle pressioni sull’inflazione e sui tassi di interesse, che a loro volta stanno frenando la crescita economica.

La banca, tuttavia, non prevede una significativa recessione causata dai costi energetici, affermando che “i prezzi dell’energia e i tassi di interesse non sono abbastanza elevati da comprimere la domanda”.

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