Le azioni Mediobanca (BIT:MB) hanno perso il 7,5% lunedì dopo che Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) ha aumentato la componente in contanti della propria offerta pubblica su Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS) e ha definito la propria posizione in merito a una potenziale fusione tra MPS e Mediobanca.
Intesa ha invitato gli azionisti di MPS a votare contro la proposta di fusione con Mediobanca e le relative operazioni di scissione. La banca ha affermato di preferire che un’eventuale integrazione tra MPS e Mediobanca avvenga dopo la conclusione della propria offerta pubblica.
Intesa ha tuttavia rinunciato alla condizione che avrebbe collegato l’approvazione dell’operazione con Mediobanca all’efficacia della propria offerta. Di conseguenza, la mancata approvazione della fusione da parte degli azionisti di MPS non determinerebbe, di per sé, la decadenza dell’offerta di Intesa.
Intesa aumenta la componente in contanti a €1,25 per azione
Intesa ha aumentato la componente in contanti della propria offerta per MPS da €1,00 a €1,25 per azione. La componente azionaria resta invariata a 1,6 azioni Intesa per ogni azione MPS.
La banca ha dichiarato che non rinuncerà alle altre condizioni previste per l’efficacia dell’offerta pubblica.
Intesa ha precisato che tali condizioni saranno considerate non soddisfatte qualora gli azionisti di MPS approvino determinate delibere durante l’assemblea straordinaria prevista per il 29 ottobre.
Tra queste figurano questioni relative alle offerte pubbliche su Banco BPM (BIT:BAMI) e Banca General (BIT:BGN), i relativi aumenti di capitale o una riduzione volontaria del capitale destinata a finanziare una distribuzione straordinaria.
Intesa ha affermato che, qualora una di tali delibere venga approvata, invocherà il mancato soddisfacimento delle relative condizioni e la propria offerta su MPS diventerà inefficace.

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