Le borse europee hanno registrato rialzi mercoledì mattina, mentre i prezzi del petrolio greggio sono scesi in seguito alla riapertura di un oleodotto dell’Arabia Saudita e agli sviluppi dei colloqui diplomatici tra Stati Uniti e Iran.
L’indice paneuropeo STOXX 600 ha guadagnato lo 0,4%, portandosi vicino ai massimi delle ultime due settimane.
Il DAX tedesco e il FTSE MIB italiano sono saliti entrambi dello 0,4%, mentre il CAC 40 francese e il FTSE 100 britannico hanno guadagnato lo 0,5%.
I movimenti sono coincisi con la discesa dei futures sul Brent sotto i 100 dollari al barile.
L’Arabia Saudita riavvia l’oleodotto East-West
L’Arabia Saudita ha riavviato l’oleodotto East-West, lungo 1.200 chilometri, dopo i recenti attacchi con droni, secondo quanto riportato da Reuters.
Lo sviluppo potrebbe consentire la ripresa delle spedizioni di greggio dal porto di Yanbu, sul Mar Rosso.
I prezzi del petrolio sono inoltre scesi mentre gli investitori hanno seguito gli sviluppi diplomatici tra Stati Uniti e Iran all’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che un accordo con l’Iran è vicino dopo discussioni prolungate che hanno coinvolto funzionari statunitensi e iraniani.
I funzionari iraniani hanno continuato a porre condizioni per la riapertura dello Stretto di Hormuz, tra cui la revoca delle sanzioni statunitensi e dei blocchi navali.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian dovrebbe intervenire all’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel corso della giornata di mercoledì.
Xi Jinping a Washington per colloqui con gli Stati Uniti
Anche il presidente cinese Xi Jinping dovrebbe arrivare a Washington mercoledì per colloqui bilaterali con il presidente Trump, nella sua prima visita nella capitale statunitense da oltre un decennio.
Gli operatori di mercato seguiranno i colloqui per eventuali sviluppi riguardanti l’attuale tregua sui dazi e la possibile cooperazione tra i due Paesi, anche nel settore dell’intelligenza artificiale.
Attenzione su gas naturale e PMI dell’Eurozona
I prezzi del gas naturale europeo restano un altro elemento seguito dai mercati, con l’attenzione rivolta ai livelli delle scorte e alle loro potenziali implicazioni per i costi energetici in vista dell’inverno.
La Banca centrale europea ha precedentemente indicato i prezzi dell’energia come uno dei fattori che influenzano le prospettive dell’inflazione.
Gli investitori attendono inoltre i dati preliminari dell’indice dei responsabili degli acquisti (PMI) dell’Eurozona relativi a settembre.
I dati PMI forniranno ulteriori indicazioni sull’attività del settore privato nell’area valutaria, comprese Germania e Francia, dopo i recenti cambiamenti dei costi energetici e della politica monetaria.

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