I prezzi del gas europeo restano vicini ai minimi di tre settimane mentre l’Iran segnala una possibile riapertura di Hormuz

Gas tap

I prezzi all’ingrosso del gas naturale in Europa e nel Regno Unito sono rimasti vicini ai minimi delle ultime tre settimane mercoledì, dopo i ribassi registrati all’inizio della settimana, mentre i mercati seguivano gli sviluppi relativi allo Stretto di Hormuz e i livelli delle scorte europee di gas.

Il contratto TTF olandese front-month di riferimento è sceso dello 0,6% a 72,90 euro per megawattora, rimanendo intorno al livello più basso dall’inizio di settembre.

Nel Regno Unito, l’equivalente contratto all’ingrosso NBP è salito dello 0,4% a 183,00 pence per therm, restando comunque vicino ai recenti minimi di diverse settimane.

L’Iran pone condizioni per la riapertura dello Stretto di Hormuz

I movimenti sono seguiti alle dichiarazioni di funzionari iraniani secondo cui Teheran potrebbe riaprire lo Stretto di Hormuz alla navigazione commerciale entro sette giorni.

L’Iran ha affermato che qualsiasi riapertura dipenderebbe da una riduzione della pressione militare statunitense e dalla revoca del blocco dei porti iraniani da parte degli Stati Uniti.

Le dichiarazioni arrivano mentre funzionari statunitensi e iraniani portano avanti contatti diplomatici a New York durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite.

La prospettiva di un aumento del traffico marittimo attraverso lo Stretto ha coinciso con un calo dei prezzi del gas naturale e del petrolio greggio rispetto ai livelli raggiunti all’inizio di settembre.

Scorte di gas dell’UE intorno al 70%

I dati di Gas Infrastructure Europe indicano che gli impianti sotterranei di stoccaggio del gas naturale nell’Unione europea sono pieni per circa il 70% della loro capacità.

Le scorte sono in fase di ricostituzione, ma rimangono circa 12 punti percentuali al di sotto del livello registrato un anno fa.

La situazione degli stoccaggi resta un elemento seguito dai mercati energetici europei in vista dell’inverno, in particolare per le possibili variazioni della domanda e dell’offerta.

I prezzi dell’energia restano un fattore per le prospettive dell’inflazione

I prezzi dell’energia continuano inoltre a essere rilevanti per le prospettive dell’inflazione e della politica monetaria nell’Eurozona.

La Banca centrale europea ha evidenziato la possibilità che le variazioni dei prezzi energetici all’ingrosso si trasmettano all’inflazione al consumo.

Ulteriori movimenti dei prezzi del gas naturale europeo resteranno quindi tra i fattori monitorati dagli investitori nella valutazione delle prospettive per l’inflazione e i tassi di interesse.

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