I prezzi del petrolio hanno proseguito il recente calo giovedì, dopo le notizie secondo cui l’Arabia Saudita stava adottando misure per mantenere le esportazioni di greggio nonostante le interruzioni delle forniture in Medio Oriente. Entrambi i principali benchmark sono rimasti sopra i 100 dollari al barile.
Alle 08:18 GMT, i futures sul Brent perdevano lo 0,9%, attestandosi a 104,85 dollari al barile, mentre quelli sul West Texas Intermediate (WTI) scendevano dello 0,6% a 101,85 dollari.
La flessione ha seguito le notizie relative agli interventi dell’Arabia Saudita per affrontare le interruzioni delle spedizioni petrolifere attraverso il Mar Rosso, dove l’avanzata delle forze Houthi lungo la costa occidentale dello Yemen ha aumentato le preoccupazioni per l’accesso allo Stretto di Bab el-Mandeb.
Il passaggio marittimo collega il Mar Rosso al Golfo di Aden e rappresenta una rotta importante per le esportazioni petrolifere saudite.
Secondo Reuters, l’Arabia Saudita stava offrendo ulteriori carichi di greggio alle raffinerie asiatiche attraverso trasferimenti da nave a nave nei pressi del porto di Sohar, in Oman, consentendo la prosecuzione di parte delle esportazioni nonostante le tensioni militari nella regione.
Bloomberg ha inoltre riferito che l’Arabia Saudita puntava a ripristinare entro pochi giorni circa metà della capacità del proprio oleodotto est-ovest. Le operazioni erano state sospese la settimana precedente in seguito agli attacchi degli Houthi.
Gli analisti di UBS hanno indicato che questi sviluppi potrebbero consentire all’Arabia Saudita di aumentare le esportazioni di petrolio.
Sviluppi diplomatici e interruzioni del traffico marittimo sotto osservazione
Reuters ha riferito che rappresentanti degli Stati Uniti e degli Houthi, sostenuti dall’Iran, si sono incontrati in Oman durante il fine settimana.
Nel corso dei colloqui, gli Houthi hanno ribadito il proprio impegno a rispettare il cessate il fuoco del 2025 e hanno promesso di non attaccare navi statunitensi o israeliane, secondo quanto riportato dall’agenzia.
Separatamente, mercoledì sera il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ribadito la propria affermazione secondo cui l’Iran starebbe cercando un accordo di pace. Ha dichiarato che gli Stati Uniti si trovavano “si spera, verso la fine” della guerra.
Washington e Teheran sono tuttavia rimaste divise sulla questione dello Stretto di Hormuz, dove il traffico marittimo ha continuato a mantenersi su livelli molto inferiori rispetto a quelli precedenti al conflitto.
I dati di Kpler, citati da Reuters, hanno mostrato che mercoledì soltanto tre navi mercantili adibite al trasporto di materie prime hanno attraversato lo Stretto di Hormuz, rispetto alle 12 di martedì.
Anche il traffico attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb è diminuito, con 21 navi transitate mercoledì, contro le 24 del giorno precedente.
Le misure riportate per mantenere le esportazioni petrolifere saudite hanno coinciso con il calo dei prezzi del greggio di giovedì, sebbene le interruzioni delle principali rotte marittime e l’incertezza legata al conflitto abbiano continuato a influenzare le prospettive dell’offerta.

Leave a Reply