Rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona vicini ai massimi pluriennali in attesa della decisione della Federal Reserve

European Union finance

I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona sono rimasti vicini ai massimi pluriennali mercoledì, mentre gli investitori attendevano la decisione di politica monetaria della Federal Reserve. I mercati scontavano un aumento dei tassi statunitensi di 25 punti base.

Il rendimento dello Schatz tedesco a due anni si è attestato al 3,25%, vicino al livello più elevato degli ultimi tre anni. Il rendimento del Bund decennale di riferimento si è mantenuto intorno al 3,544%, il massimo dal 2011.

I titoli di Stato tedeschi a più lunga scadenza hanno recuperato parte del terreno perso dopo diverse sedute di vendite. Il rendimento del titolo trentennale è sceso a circa il 3,897%, allontanandosi dal massimo degli ultimi 15 anni.

Anche il rendimento del titolo di Stato francese a 30 anni è diminuito rispetto al livello più elevato dal 2002.

I mercati attribuiscono una probabilità del 92% a un rialzo dei tassi della Fed

Le quotazioni di mercato indicavano una probabilità di circa il 92% che il Federal Open Market Committee aumentasse i tassi di interesse di 25 punti base nella riunione di mercoledì.

Una decisione di questo tipo rappresenterebbe il primo aumento dei tassi della Federal Reserve dalla metà del 2023.

Gli investitori attendono la conferenza stampa del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, per valutare se il rialzo previsto rappresenterà un intervento isolato in risposta ai rischi inflazionistici oppure l’inizio di un ciclo più ampio di restrizione monetaria.

La decisione attesa segue l’aumento dei tassi effettuato la scorsa settimana dalla Banca centrale europea, che ha portato il tasso sui depositi al 2,50%.

I prezzi dell’energia continuano a influenzare le aspettative sui tassi

L’aumento dei prezzi dell’energia ha continuato a influenzare le aspettative sull’inflazione e i mercati dei titoli di Stato.

Il Brent è rimasto sopra i 113 dollari al barile dopo gli attacchi segnalati contro le infrastrutture degli oleodotti sauditi e le interruzioni del traffico marittimo nel Mar Rosso.

Il rincaro del petrolio ha alimentato le preoccupazioni per il possibile impatto dei costi energetici sulle imprese e sui consumatori.

Le quotazioni del mercato monetario indicavano aspettative di un ulteriore aumento dei tassi della BCE di 25 punti base entro la fine dell’anno.

Gli investitori prevedevano inoltre un ulteriore inasprimento della politica monetaria da parte della Banca del Giappone venerdì.

L’andamento dei rendimenti obbligazionari europei rifletteva le aspettative sulle politiche delle banche centrali in un contesto di prezzi energetici elevati. I rendimenti tedeschi a breve termine sono rimasti vicini ai massimi pluriennali, nonostante il calo registrato su alcune scadenze più lunghe.

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