Le azioni Stellantis NV (BIT:STLAM) hanno ceduto il 2,8%, attestandosi a 4,364 euro, dopo che Berenberg e Morgan Stanley hanno declassato il titolo e ridotto i rispettivi obiettivi di prezzo per il gruppo automobilistico.
Martedì Berenberg ha abbassato il proprio giudizio su Stellantis da Buy (Acquistare) a Hold (Mantenere), riducendo l’obiettivo di prezzo di circa il 35%, da 7,80 a 5,10 euro.
La banca ha citato un miglioramento limitato della redditività operativa a fronte della ripresa dei volumi di vendita, in particolare in Nord America, dove i margini non sono aumentati allo stesso ritmo delle consegne.
Berenberg prevede inoltre che la prosecuzione della riduzione delle scorte inciderà sui volumi di vendita nella seconda metà dell’anno.
Nella seduta precedente, Morgan Stanley aveva declassato Stellantis da Equal-Weight (Peso in linea) a Underweight (Sottopesare), abbassando l’obiettivo di prezzo da 5,70 a 4,50 euro.
La banca ha motivato la revisione con una ripresa del mercato statunitense che, secondo la sua analisi, si è arrestata, oltre che con l’aumento delle pressioni concorrenziali.
Quota di mercato europea e andamento del titolo
La quota di mercato di Stellantis in Europa è diminuita da circa il 20% nel 2021 a circa il 15% nel primo semestre del 2026.
Il materiale di partenza attribuisce questa riduzione alla strategia del gruppo nel settore dei veicoli elettrici e alla concorrenza dei veicoli elettrici cinesi a prezzi più contenuti.
Le azioni della società si sono avvicinate al minimo intraday di 4,35 euro, che rappresenta anche il minimo delle ultime 52 settimane.
Alla quotazione di 4,364 euro, il titolo si trovava oltre il 58% al di sotto del massimo a 52 settimane di 10,494 euro.
I due declassamenti riflettono le valutazioni di Berenberg e Morgan Stanley sulle prospettive degli utili di Stellantis, sul ritmo della ripresa in Nord America e sugli effetti della riduzione delle scorte sui volumi di vendita.
Gli obiettivi di prezzo aggiornati e le relative valutazioni rappresentano opinioni degli analisti e non previsioni comunicate dalla società.

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