I rendimenti dei titoli di Stato dell’eurozona sono rimasti venerdì vicini ai massimi pluriennali, con il rendimento del Bund tedesco a 10 anni avviato verso il maggiore aumento settimanale da marzo dopo l’ultima decisione sui tassi di interesse della Banca centrale europea.
Il movimento ha portato i rendimenti obbligazionari europei verso il quinto incremento settimanale consecutivo, mentre i mercati valutavano le pressioni inflazionistiche legate all’energia e le condizioni fiscali nella regione.
Il rendimento del Bund tedesco a 10 anni si attestava al 3,505%, vicino ai livelli registrati l’ultima volta nel 2011.
Anche i titoli di Stato francesi a più lunga scadenza hanno registrato rendimenti più elevati, con quello a 30 anni che ha raggiunto il livello più alto dal 2003. La fonte ha attribuito il movimento all’aumento dei tassi di interesse nell’area e alle preoccupazioni per il deficit strutturale della Francia.
I rendimenti a breve termine salgono dopo la decisione della BCE
Giovedì la BCE ha aumentato di 25 punti base il tasso sui depositi, portandolo al 2,50%.
Il rendimento tedesco a due anni, particolarmente sensibile alle aspettative sulla politica monetaria, ha registrato dopo la decisione il maggiore aumento giornaliero degli ultimi due mesi e venerdì si attestava al 3,181%.
Il Brent ha superato i 109 dollari al barile in un contesto di restrizioni all’offerta in Medio Oriente e di attività degli Houthi nel Mar Rosso. I mercati monetari stavano scontando un’elevata probabilità di un ulteriore aumento dei tassi della BCE entro la fine dell’anno.
Le quotazioni di mercato riflettevano inoltre aspettative secondo cui i costi di finanziamento europei potrebbero rimanere su livelli restrittivi fino alla parte finale del 2026, mentre le autorità monetarie monitorano i potenziali effetti secondari dell’aumento dei prezzi.
Attesa per i dati sull’inflazione statunitense
I mercati obbligazionari europei attendevano inoltre i dati di agosto sull’indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti, che saranno pubblicati dal Bureau of Labor Statistics.
Il dato segue l’indice dei prezzi alla produzione statunitense pubblicato giovedì, che ha mostrato un aumento dell’inflazione all’ingrosso al 5,4%.
Un dato CPI superiore alle attese potrebbe aumentare le aspettative del mercato per un rialzo dei tassi della Federal Reserve nella riunione del 15-16 settembre, con possibili effetti sui rendimenti dei titoli di Stato a livello internazionale.

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