Le borse europee sono rimaste venerdì vicine ai minimi degli ultimi due mesi e si avviavano verso il maggiore calo settimanale da aprile, mentre gli investitori valutavano l’aumento dei tassi di interesse e dei prezzi dell’energia.
Lo Stoxx Europe 600 guadagnava lo 0,3%, ma rimaneva vicino al livello più basso delle ultime otto settimane. L’indice era avviato verso un calo settimanale superiore al 2%, che rappresenterebbe la peggiore performance settimanale degli ultimi cinque mesi.
Il DAX tedesco saliva dello 0,3%, il CAC 40 francese guadagnava lo 0,5% e il FTSE 100 britannico avanzava dello 0,1%.
Il Brent ha raggiunto il massimo degli ultimi quattro mesi a 109,97 dollari al barile e si avviava verso un rialzo settimanale di quasi il 13%. Il mercato petrolifero continuava a risentire delle restrizioni al traffico delle petroliere nel Golfo Persico dopo gli scontri militari tra le forze statunitensi e le unità navali iraniane.
Le forze Houthi allineate con l’Iran hanno inoltre preso il controllo del porto yemenita di Mocha durante la notte, aumentando le preoccupazioni per le rotte marittime nel Mar Rosso e le esportazioni petrolifere dell’Arabia Saudita.
La BCE porta il tasso sui depositi al 2,50%
I mercati europei hanno continuato a valutare la decisione di giovedì della Banca centrale europea di aumentare di 25 punti base il tasso sui depositi, portandolo al 2,50%, il livello più alto dall’aprile 2025.
L’inflazione complessiva dell’eurozona è salita al 3,3% in agosto, con la componente energetica in aumento del 14,3%.
I mercati monetari attribuivano una probabilità superiore al 90% a un ulteriore rialzo dei tassi della BCE entro la fine dell’anno. Si tratta di aspettative di mercato e non di una decisione di politica monetaria già definita.
L’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato e dei costi degli input ha coinciso durante la settimana con ribassi dei titoli growth sensibili ai tassi, delle società industriali e dei titoli dei beni di consumo discrezionali.
Attesa per l’inflazione statunitense
Gli investitori attendevano inoltre l’indice dei prezzi al consumo statunitense di venerdì per ulteriori indicazioni sulla prossima decisione della Federal Reserve.
Il dato sull’inflazione segue il rapporto sull’occupazione statunitense, che ha mostrato un aumento di 162.000 posti di lavoro non agricoli.
Un dato sull’inflazione superiore alle attese potrebbe aumentare le aspettative del mercato per un rialzo dei tassi della Federal Reserve nella riunione del 15-16 settembre. L’esito della riunione rimane subordinato alla valutazione delle condizioni economiche da parte della Fed.

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