I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona sono rimasti vicini ai massimi pluriennali mercoledì, mentre gli investitori valutavano l’aumento dei prezzi dell’energia e le aspettative di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea nella riunione di politica monetaria di giovedì.
Il rendimento del Bund tedesco decennale di riferimento si è attestato intorno al 3,382%, rimanendo vicino al livello più alto dall’agosto 2011 raggiunto nella seduta precedente.
Sulla parte più breve della curva dei rendimenti, il tasso dello Schatz tedesco a due anni si è attestato intorno al 2,984%, vicino ai livelli più alti degli ultimi due anni.
I mercati monetari stavano scontando un aumento dei tassi di interesse della BCE di circa 25 punti base nella riunione di giovedì. Gli operatori stavano inoltre valutando le possibili implicazioni dell’aumento dei costi delle importazioni energetiche per l’inflazione e per il futuro orientamento della politica monetaria.
I prezzi dell’energia sono rimasti al centro dell’attenzione sui mercati obbligazionari europei. Il Brent è stato scambiato poco al di sotto dei 100 dollari al barile dopo un’escalation in Medio Oriente e gli sviluppi riguardanti le rotte marittime nel Golfo Persico.
Anche i prezzi europei del gas naturale sono rimasti elevati. I futures sul gas naturale all’ingrosso Dutch TTF sono stati scambiati vicino ai livelli più alti dal 2022, in un contesto caratterizzato da ritardi nelle consegne di gas naturale liquefatto e da timori riguardanti il ripristino delle scorte prima della stagione invernale.
I movimenti sono seguiti agli attacchi condotti martedì dalle forze Houthi dello Yemen sostenute dall’Iran contro diverse città dell’Arabia Saudita.
Gli sviluppi hanno incluso anche attacchi statunitensi contro diverse petroliere iraniane e un attacco missilistico iraniano contro una base militare statunitense in Giordania.
Oltre alla decisione della BCE sui tassi di interesse prevista per giovedì, gli operatori del mercato obbligazionario attendono i dati statunitensi sull’indice dei prezzi alla produzione (PPI) e sull’indice dei prezzi al consumo (CPI), in programma più avanti nella settimana.

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