I titoli europei del settore petrolifero e del gas hanno registrato rialzi martedì, mentre un’escalation del conflitto in Medio Oriente ha coinciso con il raggiungimento da parte dei prezzi del greggio dei livelli più alti dalla fine di luglio.
I futures sul Brent sono saliti del 2,1% a 99,93 dollari al barile alle 04:09 ET (08:09 GMT), portando il benchmark internazionale vicino alla soglia dei 100 dollari. Il greggio statunitense West Texas Intermediate è aumentato dell’1,4% a 94,31 dollari al barile.
L’indice STOXX Europe 600 Oil & Gas ha guadagnato lo 0,8%, collocando il comparto energetico tra i settori con le maggiori variazioni positive del mercato europeo.
Tra i singoli titoli, TotalEnergies (EU:TTE), Eni (BIT:ENI), Neste (TG:NEF) e Galp Energia (EU:GALP) hanno registrato rialzi compresi tra l’1,2% e l’1,9%. Maurel & Prom (EU:MAU) è salita dello 0,8%, mentre Equinor (TG:DNQ) ha guadagnato il 3,1% e Repsol (TG:REP) il 2,1%.
Anche le società energetiche quotate nel Regno Unito hanno registrato rialzi, con Shell (LSE:SHEL) in aumento dell’1,2% e BP (LSE:BP.) dell’1,8%.
I movimenti di mercato sono arrivati dopo una nuova escalation del conflitto in Medio Oriente, in corso da sei mesi. Le forze Houthi dello Yemen sostenute dall’Iran hanno effettuato attacchi contro diverse città saudite, mentre le forze statunitensi hanno colpito diverse petroliere iraniane. L’Iran ha inoltre preso di mira una base statunitense in Giordania e alcune navi.
Gli sviluppi si sono aggiunti alle interruzioni già esistenti che interessano le infrastrutture energetiche e le rotte marittime del Medio Oriente, aumentando l’incertezza sulle forniture petrolifere della regione.
Il Brent è salito di circa il 25% dall’inizio di agosto, mentre sono ripresi i combattimenti nella regione e sono diminuite le aspettative di una soluzione duratura del conflitto.

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