Le Borse europee hanno registrato ribassi mercoledì, mentre gli investitori valutavano l’aumento dei prezzi dell’energia, i nuovi sviluppi in Medio Oriente e le aspettative di un rialzo dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea.
L’indice paneuropeo STOXX 600 è sceso dello 0,4%. I titoli industriali, dei beni di consumo discrezionali e dei settori growth sensibili ai tassi di interesse sono stati tra quelli in calo, mentre i comparti dell’energia e della difesa hanno registrato rialzi.
Il DAX tedesco ha perso lo 0,4%, il CAC 40 francese è sceso dello 0,6% e il FTSE 100 di Londra ha ceduto lo 0,2%.
Brent vicino a 100 dollari tra gli sviluppi in Medio Oriente
I futures sul Brent sono saliti dell’1,6% a 99,49 dollari al barile, portando il benchmark petrolifero internazionale vicino alla soglia dei 100 dollari.
L’aumento è seguito agli attacchi condotti martedì dalle forze Houthi dello Yemen sostenute dall’Iran contro diverse città dell’Arabia Saudita.
Gli sviluppi hanno incluso anche attacchi statunitensi contro diverse petroliere iraniane e un attacco missilistico iraniano contro una base militare statunitense in Giordania.
I mercati petroliferi stanno inoltre monitorando le interruzioni alla navigazione intorno allo Stretto di Hormuz e gli attacchi alle infrastrutture regionali, mentre gli operatori valutano le possibili conseguenze sulle forniture energetiche del Medio Oriente.
L’aumento del prezzo del greggio può determinare maggiori costi energetici e di produzione per imprese e famiglie europee, aggiungendosi ai fattori inflazionistici valutati dagli investitori e dai responsabili della politica monetaria.
I mercati attendono la decisione della BCE sui tassi
I mercati monetari stavano scontando un aumento di circa 25 punti base dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea nella riunione di giovedì, che porterebbe il tasso sui depositi al 2,50%.
Le aspettative di un rialzo dei tassi sono seguite ai dati preliminari sull’inflazione dell’Eurozona, che hanno mostrato un’accelerazione dell’inflazione complessiva dei prezzi al consumo, compreso un aumento a doppia cifra della componente energetica.
I rendimenti dei principali titoli di Stato europei sono rimasti vicini ai massimi pluriennali, mentre i mercati valutavano la possibile evoluzione dei tassi di interesse e dell’inflazione.
Dopo la decisione della BCE di giovedì, gli investitori seguiranno anche i dati sull’inflazione statunitense in programma più avanti nella settimana.

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