Gas naturale europeo in rialzo del 2% con focus sui rischi a Hormuz e sulle scorte

Gas storage towers

I prezzi all’ingrosso del gas naturale in Europa e nel Regno Unito sono saliti di circa il 2% lunedì, rimanendo vicini ai livelli più alti dalla fine del 2023, mentre i mercati valutano gli sviluppi nel Golfo Persico e i livelli delle scorte europee di gas in vista dell’inverno.

Il contratto benchmark olandese sul gas con scadenza a un mese ha guadagnato il 2%, scambiando intorno a 73,80 euro per megawattora, al di sotto del massimo pluriennale di 74,32 euro raggiunto la scorsa settimana.

Nel Regno Unito, l’equivalente contratto all’ingrosso NBP è salito anch’esso del 2% a circa 182,50 pence per therm, rispetto al massimo del 2023 di 183,95 pence.

I movimenti dei prezzi arrivano mentre gli operatori valutano le potenziali implicazioni degli sviluppi che interessano le rotte marittime energetiche del Medio Oriente e il ritmo di ricostituzione delle scorte europee.

L’Iran pianifica una zona soggetta a restrizioni vicino allo Stretto di Hormuz

Le autorità iraniane hanno annunciato l’intenzione di istituire nei prossimi giorni una zona soggetta a restrizioni al di fuori dello Stretto di Hormuz. L’annuncio segue le attività militari del fine settimana, durante le quali le forze statunitensi hanno colpito e messo fuori uso tre petroliere iraniane.

Gli Stati Uniti hanno dichiarato che gli attacchi sono stati condotti in risposta a un lancio di missili balistici del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica contro due navi da guerra della Marina statunitense nella regione.

Circa un quinto del traffico mondiale di gas naturale liquefatto transita attraverso lo Stretto di Hormuz, con il Qatar tra le principali fonti di queste spedizioni. Eventuali restrizioni al transito attraverso la rotta potrebbero quindi incidere sulle forniture di GNL disponibili sui mercati internazionali, compresa l’Europa.

Le utility europee sono inoltre in concorrenza con gli acquirenti asiatici per i carichi di GNL non ancora contrattualizzati provenienti dal bacino atlantico, mentre cercano forniture aggiuntive.

Scorte europee di gas a circa il 62%

Gli impianti europei di stoccaggio del gas erano pieni per circa il 62%, secondo i dati di Gas Infrastructure Europe, un livello inferiore di circa 17 punti percentuali rispetto alla media stagionale degli ultimi cinque anni.

Secondo la fonte, il rallentamento delle immissioni negli stoccaggi durante agosto è stato determinato dall’aumento della produzione di elettricità da gas durante i periodi di caldo nell’Europa meridionale, dalla manutenzione programmata dei gasdotti offshore in Norvegia e dai ritardi nelle consegne di GNL dal Qatar.

La situazione delle scorte ha aumentato l’attenzione del mercato sulla disponibilità di GNL durante l’autunno e l’inverno, in particolare qualora le interruzioni delle forniture via mare dovessero proseguire.

Prezzi dell’energia sotto osservazione in vista della riunione BCE

I prezzi del gas naturale vengono monitorati anche insieme al Brent, rimasto sopra i 90 dollari al barile, mentre i mercati europei valutano le prospettive dell’inflazione in vista della riunione della Banca Centrale Europea di giovedì.

I dati preliminari hanno mostrato un’accelerazione dell’inflazione complessiva annua dell’Eurozona al 3,3% in agosto, con la componente energetica in aumento del 14,3%.

I mercati monetari scontavano un aumento dei tassi di interesse di 25 punti base da parte della BCE nella riunione di questa settimana.

Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *