I futures sugli indici azionari statunitensi indicavano un’apertura in rialzo mercoledì, suggerendo che Wall Street potrebbe recuperare parte delle recenti perdite grazie al calo dei prezzi del petrolio e dei rendimenti dei Treasury.
I futures hanno guadagnato terreno mentre il greggio statunitense ha invertito la rotta dopo i forti rialzi delle tre sedute precedenti. I futures sul petrolio sono scivolati in territorio negativo dopo essere saliti inizialmente fino all’1,3%, raggiungendo i livelli più elevati in quasi tre settimane.
L’espansione dei riacquisti del Treasury spinge i rendimenti al ribasso
Le azioni hanno ricevuto sostegno anche dal forte calo dei rendimenti dei Treasury dopo un annuncio del Dipartimento del Tesoro statunitense relativo al programma di riacquisto del debito a più lunga scadenza.
Il dipartimento ha comunicato che, a partire dal 9 settembre, le operazioni di riacquisto destinate a sostenere la liquidità dei titoli nominali con cedola e scadenze più lunghe aumenteranno almeno del doppio.
L’interesse degli investitori potrebbe tuttavia rimanere contenuto in attesa dei verbali dell’ultima riunione di politica monetaria della Federal Reserve, che saranno analizzati alla ricerca di ulteriori indicazioni sulle prospettive dei tassi d’interesse.
Wall Street prolunga la serie negativa
Il possibile rimbalzo arriva dopo un’altra seduta negativa martedì, quando le azioni statunitensi hanno esteso le perdite registrate nelle due sessioni precedenti. Particolarmente debole il comparto tecnologico, che ha pesato sul Nasdaq.
Il Nasdaq ha perso 355,20 punti, pari all’1,3%, chiudendo a 26.289,71, mentre l’S&P 500 è sceso di 53,30 punti, o dello 0,7%, a 7.691,76. Il Dow Jones Industrial Average ha ceduto 116,38 punti, pari allo 0,2%, terminando a 53.343,40.
La recente debolezza è stata alimentata in parte dall’aumento dei rendimenti obbligazionari, con quello del Treasury a 30 anni che ha temporaneamente raggiunto il livello più alto in quasi due decenni prima di arretrare.
Inflazione e tensioni in Medio Oriente restano al centro dell’attenzione
I rendimenti dei Treasury hanno subito pressioni al rialzo a causa dei persistenti timori che il conflitto in Medio Oriente possa mantenere elevata l’inflazione.
Anche il petrolio aveva registrato un forte rialzo dopo che il presidente Donald Trump aveva dichiarato che non erano in corso né programmati colloqui tra Stati Uniti e Iran.
Trump ha inoltre affermato in un post su Truth Social che lo Stretto di Hormuz è “aperto e operativo” e che “tutte le mine marine sono state rimosse o fatte esplodere”, anche se alcune notizie hanno indicato che il traffico attraverso questa strategica via marittima rimane limitato.
Daniela Hathorn, Senior Market Analyst di Capital.com, ha osservato che l’aumento dei rendimenti dei Treasury è avvenuto “nonostante i recenti dati economici più deboli abbiano ridotto le aspettative di un imminente rialzo dei tassi da parte della Fed.”
“Al contrario, il tratto lungo della curva sta reagendo ai persistenti rischi inflazionistici, all’elevato indebitamento pubblico e alla crescente competizione per il capitale, compresa l’emissione di debito associata al boom degli investimenti nell’IA”, ha dichiarato Hathorn.
Ha aggiunto: “Questo crea un contesto scomodo per le azioni perché le condizioni finanziarie possono diventare più restrittive anche senza un aumento dei tassi da parte della Fed.”
Produzione industriale USA sotto le attese
Gli ultimi dati economici hanno mostrato che la produzione industriale statunitense è cresciuta leggermente meno del previsto a luglio.
La Federal Reserve ha comunicato un aumento mensile dello 0,2%, dopo una crescita di giugno rivista al rialzo allo 0,3%. Gli economisti prevedevano per luglio un incremento dello 0,3%, rispetto al precedente dato di giugno dello 0,1%.
I semiconduttori guidano il ribasso di martedì
I titoli tecnologici sono stati tra i più penalizzati nella seduta di martedì. I semiconduttori hanno subito forti vendite, facendo crollare del 5% il Philadelphia Semiconductor Index.
Anche i titoli legati alle reti e all’hardware informatico hanno registrato perdite consistenti, contribuendo alla sottoperformance del Nasdaq.
I produttori auriferi sono scesi insieme al prezzo dell’oro, portando il NYSE Arca Gold Bugs Index a perdere il 2,9%. Deboli anche compagnie aeree, settore immobiliare residenziale e acciaio.
Farmaceutici, healthcare ed energia hanno invece contrastato la tendenza generale, registrando rialzi significativi.

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