Borse europee stabili ma verso un calo settimanale mentre le tensioni con l’Iran spingono il petrolio: DAX, CAC, FTSE100

The Frankfurt stock exchange prices showing on a board

Le azioni europee sono rimaste sostanzialmente invariate venerdì e si avviavano verso un modesto calo settimanale, mentre gli investitori bilanciavano una solida stagione degli utili societari con l’aumento dei prezzi del petrolio e la persistente incertezza legata al conflitto tra Stati Uniti e Iran.

Lo STOXX 600 avanzava dello 0,05% a 659,65 punti alle 0710 GMT, mantenendosi vicino ai massimi storici nonostante le perdite registrate all’inizio della settimana.

Gli utili societari hanno continuato a fornire sostegno al mercato, con le previsioni sugli utili del secondo trimestre per le principali società europee in aumento per l’ottava settimana consecutiva. Gli utili aggregati dello STOXX 600 dovrebbero ora crescere del 23,4%, trainati soprattutto dai forti incrementi nei settori dell’energia e dei materiali.

Le tensioni con l’Iran frenano il sentiment

Gli sviluppi geopolitici hanno continuato a limitare la propensione al rischio, mentre i tentativi di risolvere il conflitto tra Stati Uniti e Iran restano in una fase di stallo.

I futures sul petrolio sono saliti di circa l’1% a 87,93 dollari al barile dopo che gli Stati Uniti hanno minacciato un blocco navale dell’Iran a tempo indeterminato, riaccendendo i timori per possibili interruzioni delle forniture globali di greggio.

I negoziati tra Washington e Teheran sono rimasti bloccati, con un irrigidimento della retorica da entrambe le parti che ha ridotto le aspettative di una soluzione imminente.

Nel frattempo, i dati più deboli sull’inflazione al consumo e alla produzione negli Stati Uniti pubblicati durante la settimana hanno rafforzato le aspettative che la Federal Reserve possa evitare un ulteriore aggressivo inasprimento monetario.

Gli investitori attendevano inoltre i dati sull’occupazione e sul PIL dell’area euro previsti alle 0900 GMT per ottenere ulteriori indicazioni sullo stato di salute dell’economia regionale.

Tecnologia in rialzo, risorse di base in calo

I titoli tecnologici europei hanno guidato i guadagni settoriali con un rialzo dell’1,4%, mentre le risorse di base sono state il comparto più debole, con una flessione dell’1,6%.

Le notizie societarie sono state relativamente limitate con la stagione degli utili europei ormai vicina alla conclusione, lasciando gli sviluppi macroeconomici e geopolitici come principali fattori alla guida del mercato.

Il petrolio verso il primo rialzo settimanale in tre settimane

I mercati energetici sono rimasti uno dei principali ostacoli a un rally più ampio delle azioni europee.

Il greggio si avviava a registrare un aumento settimanale di circa il 4%, interrompendo potenzialmente una serie di due settimane consecutive in calo dopo un periodo caratterizzato da forte volatilità.

Il Brent è tornato verso i massimi delle ultime settimane mentre Washington ha assunto una posizione più aggressiva nei confronti di Teheran.

Gli Stati Uniti hanno minacciato di intensificare la politica di massima pressione economica sull’Iran, compresa la possibilità di mantenere un blocco navale se non verrà ripristinato l’accesso commerciale attraverso lo Stretto di Hormuz.

L’escalation ha ridotto le speranze di un accordo di pace immediato e ha mantenuto sotto pressione i settori europei maggiormente esposti all’aumento dei costi dell’energia e delle materie prime.

Gli investitori assimilano una settimana ricca di dati economici

I mercati europei hanno dovuto valutare anche numerosi importanti indicatori economici pubblicati durante la settimana.

Il prodotto interno lordo del Regno Unito è cresciuto dello 0,4% nel secondo trimestre, in linea con le previsioni, mentre i dati finali sull’inflazione tedesca di luglio hanno confermato un’accelerazione al 2,8% su base annua.

Negli Stati Uniti, i prezzi al consumo di luglio sono aumentati del 3,4% su base annua, in linea con le aspettative, mentre l’indice generale dei prezzi alla produzione è rimasto invariato rispetto al mese precedente.

Insieme all’inaspettata contrazione dell’occupazione statunitense riportata la settimana precedente, i segnali di rallentamento dell’inflazione hanno contribuito a ridurre i timori che la Federal Reserve debba inasprire aggressivamente la politica monetaria in vista dell’autunno.

I mercati monetari hanno quindi ridotto a circa il 35% la probabilità implicita di un aumento dei tassi Fed di 25 punti base a settembre, rispetto a quasi il 67% della settimana precedente.

La diminuzione del rischio legato ai tassi d’interesse ha fornito un certo sostegno alle azioni, anche se le persistenti tensioni sui mercati energetici hanno impedito un rally più significativo. Con le tensioni nel Golfo Persico ancora irrisolte e la stagione degli utili europei in fase conclusiva, gli investitori sono rimasti prudenti nonostante gli indici principali si mantengano vicini ai massimi storici.

Energiekontor crolla mentre NKT balza

Tra i singoli titoli, Energiekontor (TG:EKT) ha perso il 15% dopo aver ridotto le previsioni per l’intero esercizio.

NKT (TG:NKT) si è mossa nella direzione opposta, guadagnando il 10% dopo aver migliorato la propria guidance annuale.

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