Il gas europeo verso il miglior rialzo settimanale da luglio mentre si aggrava lo stallo nello Stretto di Hormuz

Liquid natural gas tanker

I prezzi del gas naturale europeo si avviavano verso i maggiori rialzi settimanali dalla fine di luglio, mentre l’escalation delle tensioni nel Golfo Persico e il persistente stallo diplomatico sullo Stretto di Hormuz hanno riacceso i timori per le forniture energetiche in vista dell’inverno.

Il contratto britannico front-month era sulla buona strada per registrare un aumento settimanale di quasi il 10%, scambiando intorno a 145 pence per therm. Si tratterebbe della migliore performance su cinque sedute dal 20 luglio.

I futures olandesi front-month, principale riferimento per il mercato del gas dell’Europa continentale, hanno seguito un andamento simile. I prezzi si avviavano verso un rialzo settimanale di quasi il 9%, scambiando vicino a 59,50 euro per megawattora.

Entrambi i contratti hanno raggiunto massimi di diverse settimane all’inizio della settimana, toccando i livelli intraday più elevati dal 24 luglio prima che alcune prese di profitto interrompessero temporaneamente il rally.

Lo stallo nello Stretto di Hormuz riaccende i timori sulle forniture

Un periodo di relativa calma sui mercati europei del gas durante l’estate, favorito da una gestione ordinata della manutenzione dei gasdotti norvegesi, ha rapidamente lasciato spazio a nuovi timori sulle conseguenze di un’interruzione prolungata delle rotte marittime mediorientali.

Il principale catalizzatore è stato il mancato accordo tra Washington e Teheran sull’accesso commerciale marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz.

Le aspettative di un’intesa provvisoria sul transito si sono indebolite dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha introdotto condizioni più severe, tra cui la richiesta di un risarcimento finanziario da parte dell’Iran per le perdite legate al conflitto regionale, sollevando inoltre la possibilità di un blocco navale.

L’Iran ha risposto sostenendo che le restrizioni alla navigazione commerciale attraverso la strategica via d’acqua resteranno in vigore fino a quando Washington non rimuoverà le sanzioni economiche e non sbloccherà gli asset iraniani congelati.

Le interruzioni del GNL del Qatar aumentano la pressione sull’Europa

Le persistenti restrizioni hanno ridotto le consegne di gas naturale liquefatto proveniente dal Qatar verso i terminali di importazione europei.

Di conseguenza, le utility sono state costrette a cercare carichi sostitutivi di GNL sul mercato spot proprio nel momento in cui l’Europa dovrebbe concentrarsi sulla ricostituzione delle scorte in vista della stagione invernale.

L’interruzione assume particolare rilevanza perché il Qatar è uno dei principali fornitori del mercato globale del GNL. Restrizioni prolungate nello Stretto di Hormuz potrebbero quindi intensificare la concorrenza tra acquirenti europei e asiatici per i carichi alternativi disponibili.

Le scorte europee di gas restano insolitamente basse

Le tensioni geopolitiche arrivano in un momento delicato per la sicurezza energetica europea.

Secondo i dati di Gas Infrastructure Europe, gli impianti di stoccaggio sotterraneo dell’Unione europea si trovano soltanto al 59% della capacità operativa, un livello storicamente basso per la metà di agosto.

Le scorte sono inferiori di circa 12 punti percentuali rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e rimangono significativamente al di sotto della media stagionale degli ultimi cinque anni.

Il deficit rende il mercato europeo del gas maggiormente vulnerabile a forti oscillazioni dei prezzi qualora il clima più freddo dovesse arrivare prima del previsto durante l’autunno.

Le ondate di caldo rallentano il riempimento degli stoccaggi

Gli sforzi europei per ricostituire le scorte sono stati complicati anche dalle intense ondate di caldo che hanno interessato l’Europa meridionale e centrale.

Le temperature elevate hanno aumentato la domanda di elettricità per il condizionamento, costringendo le utility a utilizzare maggiori quantità di gas naturale per la produzione di energia invece di destinarle agli stoccaggi sotterranei.

Questa dinamica ha rallentato il ritmo di riempimento delle riserve proprio mentre le difficoltà nel trasporto del GNL stanno aumentando l’incertezza sulle forniture future.

Il premio geopolitico potrebbe persistere fino alla stagione invernale

I mercati delle materie prime hanno perso parte del loro slancio verso la fine della settimana dopo dati sull’inflazione statunitense sostanzialmente in linea con le attese, ma i rischi sulle forniture continuano a limitare il potenziale ribasso dei prezzi del gas europeo.

Fino a quando le navi metaniere non potranno nuovamente transitare senza ostacoli attraverso lo Stretto di Hormuz e il ritmo delle iniezioni negli stoccaggi europei non accelererà, gli operatori probabilmente continueranno ad applicare un consistente premio per il rischio geopolitico ai contratti del gas.

Con le scorte insolitamente basse per questo periodo dell’anno, gli sviluppi nel Golfo Persico e la velocità di ricostituzione delle riserve europee resteranno fattori determinanti per i prezzi con l’avvicinarsi della stagione invernale.

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