I futures sugli indici azionari statunitensi hanno registrato un moderato rialzo giovedì, mentre gli investitori attendono un altro importante dato sull’inflazione e valutano una nuova serie di trimestrali tecnologiche. Cisco Systems (NASDAQ:CSCO) è scesa nelle contrattazioni after-hours nonostante risultati solidi sostenuti dalla domanda legata all’intelligenza artificiale, mentre il produttore di apparecchiature per semiconduttori Applied Materials (NASDAQ:AMAT) pubblicherà i conti dopo la chiusura. Sullo sfondo resta inoltre l’incertezza geopolitica, con Stati Uniti e Iran che presentano versioni contrastanti sul controllo dello Stretto di Hormuz mentre i negoziati per la riapertura della strategica via marittima rimangono bloccati.
I futures USA avanzano leggermente
I futures legati ai principali indici di Wall Street erano moderatamente positivi giovedì, mentre i mercati continuavano a valutare i dati sull’inflazione di luglio e le recenti trimestrali del settore tecnologico.
Alle 02:58 ET (06:58 GMT), i futures sul Dow guadagnavano 26 punti, pari allo 0,1%, mentre quelli sull’S&P 500 salivano di 6 punti, anch’essi dello 0,1%. I futures sul Nasdaq 100 avanzavano di 29 punti, pari allo 0,1%.
La seduta regolare di mercoledì si è conclusa con un andamento contrastato per i principali indici statunitensi. L’S&P 500 e il Nasdaq Composite, maggiormente orientato alla tecnologia, hanno chiuso in rialzo, mentre il Dow Jones Industrial Average ha registrato un lieve calo.
L’attenzione degli investitori si è concentrata sui dati che hanno mostrato un leggero rallentamento dell’inflazione annua al consumo negli Stati Uniti il mese scorso, sostanzialmente in linea con le previsioni, anche se il tasso complessivo è rimasto elevato. I numeri hanno rafforzato le aspettative secondo cui la Federal Reserve manterrà invariati i tassi d’interesse nella riunione di settembre, anziché aumentare ulteriormente il costo del denaro per contrastare l’inflazione.
I rendimenti dei Treasury sono diminuiti dopo la pubblicazione dei dati, mentre il dollaro statunitense si è indebolito rispetto a un paniere delle principali valute.
I profitti di Cisco salgono grazie alla domanda AI
Le azioni Cisco Systems sono scese nelle contrattazioni estese di mercoledì nonostante il gruppo specializzato in apparecchiature di rete abbia presentato solidi risultati trimestrali.
Gli analisti citati da Reuters hanno sottolineato che le aspettative degli investitori erano diventate particolarmente elevate prima della pubblicazione dei conti. Le azioni Cisco sono salite di oltre il 60% quest’anno, sostenute dalla forte domanda di infrastrutture di rete necessarie allo sviluppo dell’intelligenza artificiale.
L’amministratore delegato Chuck Robbins ha dichiarato al Wall Street Journal che Cisco non registrava da tre decenni una domanda così diffusa sull’intero portafoglio. La società ha ricevuto ordini per miliardi di dollari dai principali gruppi tecnologici, che stanno investendo ingenti capitali nell’espansione delle proprie capacità AI.
Robbins ha definito il boom dell’AI la “transizione tecnologica più rapida” mai osservata da Cisco, secondo il WSJ.
Cisco ha registrato nel trimestre conclusosi a luglio un utile di 3,86 miliardi di dollari, pari a 0,97 dollari per azione. I ricavi sono aumentati a 17,25 miliardi di dollari dai 14,67 miliardi dell’anno precedente, superando le aspettative di Wall Street.
Per l’esercizio fiscale 2027, Cisco prevede ricavi compresi tra 72,2 e 73,4 miliardi di dollari, superiori alle stime del mercato. Gli ordini di infrastrutture AI provenienti dai clienti hyperscaler dovrebbero raggiungere 7,5 miliardi di dollari.
Attesa per i risultati di Applied Materials
Nel settore dei semiconduttori, l’attenzione si sposta ora su Applied Materials, che pubblicherà gli ultimi risultati finanziari dopo la chiusura di giovedì.
Secondo le stime di consenso Bloomberg, la società dovrebbe registrare nel terzo trimestre fiscale un utile rettificato di 3,42 dollari per azione su vendite nette pari a 9,02 miliardi di dollari.
Per il trimestre in corso, gli analisti prevedono indicazioni per vendite nette di 9,62 miliardi di dollari e un utile rettificato di 3,72 dollari per azione.
I rapidi investimenti nell’intelligenza artificiale stanno alimentando la domanda di chip sempre più sofisticati, favorendo i fornitori di apparecchiature per semiconduttori come Applied Materials. I processori AI avanzati richiedono infatti maggiori quantità di wafer di silicio e strumenti produttivi sempre più complessi.
A maggio, Applied Materials aveva previsto una crescita superiore al 30% nella divisione delle apparecchiature per chip e un aumento di oltre il 50% dei ricavi legati al packaging nel 2026. Il CEO Gary Dickerson ha dichiarato agli investitori che la società vede “una base eccezionalmente solida per una crescita sostenuta dei ricavi e degli utili su più anni.”
Stati Uniti e Iran si contendono il controllo dello Stretto di Hormuz
Al di fuori delle trimestrali, gli sviluppi in Medio Oriente continuano a condizionare il sentiment dei mercati, soprattutto a causa dei timori per possibili interruzioni delle forniture petrolifere regionali.
Giovedì, il comandante di un’organizzazione paramilitare iraniana ha affermato che lo Stretto di Hormuz è “sotto il controllo dell’Iran”, secondo Al Jazeera. La dichiarazione ha contestato quanto affermato mercoledì dal presidente statunitense Donald Trump, secondo cui Washington controllerebbe la strategica via marittima.
I negoziati tra Washington e Teheran si sono nuovamente bloccati, mentre entrambe le parti continuano a fornire versioni contrastanti sul controllo dello stretto. Prima dell’inizio della guerra alla fine di febbraio, circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio transitava attraverso questa rotta.
Una fonte iraniana ha riferito a Reuters che i negoziati per ripristinare un accordo quadro di pace firmato a giugno non hanno compiuto progressi, mentre il proseguimento delle ostilità sembra aver compromesso l’intesa.
Nonostante l’incertezza sull’offerta, giovedì i futures sul Brent hanno registrato un lieve calo, poiché i timori sulle prospettive della domanda globale hanno parzialmente compensato le preoccupazioni per le limitazioni dell’offerta.
I mercati attendono il PPI statunitense
L’attenzione si concentra ora sull’indice dei prezzi alla produzione statunitense di luglio, che potrebbe fornire ulteriori indicazioni sull’andamento dell’inflazione prima della riunione della Federal Reserve di settembre.
Dopo la pubblicazione del CPI di mercoledì, l’inflazione annua dei prezzi alla produzione dovrebbe rallentare al 4,9% dal 5,5%. Su base mensile, il PPI dovrebbe invece aumentare dello 0,2% dopo il calo dello 0,3% registrato a giugno.
Oltre alla volatilità dei prezzi dell’energia legata al conflitto con l’Iran, gli analisti probabilmente valuteranno se i rapidi investimenti nelle infrastrutture AI stiano contribuendo a pressioni più ampie sui prezzi.
Con i dati CPI e PPI disponibili, gli economisti potranno inoltre affinare le previsioni per il prossimo indice core dei prezzi delle spese per consumi personali, una delle misure dell’inflazione sottostante preferite dalla Federal Reserve.

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