Le azioni di Salvatore Ferragamo (BIT:SFER) hanno registrato un forte calo dopo che il management ha espresso cautela sulle prospettive di breve termine, alimentando le preoccupazioni degli investitori riguardo all’evoluzione della domanda nel settore del lusso.
Nel corso della conference call sui risultati del primo semestre 2026, il membro del Consiglio di Amministrazione Ernesto Greco ha sottolineato quanto sia difficile formulare previsioni nell’attuale contesto economico.
“Fare previsioni sull’andamento del business nell’attuale contesto è estremamente difficile.”
Greco ha spiegato che il mese di luglio ha mostrato un rallentamento, pur ricordando che si tratta tradizionalmente di uno dei periodi meno rilevanti per il gruppo.
“Entrando più nel dettaglio”, ha proseguito Greco, “luglio ha mostrato un certo rallentamento”, anche se “probabilmente è il mese meno significativo per il nostro business” e “nel complesso i ricavi sono rimasti in territorio positivo, anche se la crescita è stata inferiore a quella registrata nel primo semestre dell’anno.”
Le dichiarazioni hanno pesato sul titolo, che nelle prime fasi della seduta è arrivato a perdere fino all’8%, toccando un minimo intraday di 9,155 euro.
Confronto difficile con il 2025 e contesto macroeconomico incerto
Secondo Greco, la seconda metà dell’anno dovrà confrontarsi con una base comparativa particolarmente impegnativa, dopo la forte performance registrata nella parte finale del 2025.
“La base di confronto è certamente impegnativa, perché il secondo semestre del 2025 è stato particolarmente positivo, soprattutto gli ultimi due o tre mesi”, ha aggiunto il manager, sottolineando che “dobbiamo però considerare anche i significativi progressi compiuti dalla società negli ultimi dodici mesi.”
Il rallentamento è attribuito a una minore dinamica del mercato statunitense, alla scelta di accorciare il periodo dei saldi e alle persistenti tensioni geopolitiche.
“Questo rallentamento è dovuto in parte a un minore slancio del mercato statunitense, ma anche alla decisione di accorciare il periodo dei saldi.” Inoltre, “probabilmente non aiuta nemmeno il contesto geopolitico, perché un ambiente caratterizzato da forte incertezza e turbolenza non favorisce i consumi.”
Nonostante queste difficoltà, Greco ha ribadito la visione di lungo periodo del gruppo.
“Vorrei però essere molto chiaro”, conclude Greco. “Oggi Ferragamo è focalizzata sul medio-lungo termine. Vogliamo gettare le basi per costruire un’azienda molto solida.”
Le valutazioni degli analisti restano contrastanti
BNP Paribas Exane ritiene che la debolezza del titolo possa rappresentare un’opportunità d’investimento, confermando il giudizio outperform e alzando il target price da 13,00 a 13,10 euro.
“I commenti sull’andamento corrente stanno pesando sul titolo”, spiegano gli analisti.
La banca evidenzia inoltre che il secondo trimestre ha superato le aspettative. I ricavi consolidati hanno raggiunto 259 milioni di euro, in crescita del 4,6% a cambi costanti e del 2,4% a cambi correnti. Il canale direct-to-consumer ha registrato un aumento del 6,6% a cambi costanti, mentre il canale wholesale è rimasto sostanzialmente stabile rispetto allo scorso anno.
Ferragamo ha ribadito di voler proseguire con le iniziative strategiche avviate negli ultimi dodici mesi per rafforzare il marchio e migliorare la competitività nel lungo periodo.
Redditività in miglioramento nel primo semestre
Nel primo semestre del 2026 l’utile netto di competenza del gruppo è stato pari a 1,5 milioni di euro, rispetto alla perdita rettificata di 16 milioni registrata nello stesso periodo del 2025, al netto dell’effetto dell’impairment test.
L’EBITDA è salito a 90 milioni di euro dai 73 milioni dell’anno precedente, con un margine EBITDA aumentato dal 15,3% al 19,2%.
L’EBIT è tornato positivo a 21 milioni di euro rispetto alla perdita operativa rettificata di 3 milioni del primo semestre 2025. Anche l’utile ante imposte è risultato positivo per 6 milioni di euro, contro una perdita rettificata di 24 milioni dell’anno precedente.
Il margine lordo è aumentato a 324 milioni di euro, con un’incidenza sui ricavi del 69,2%, rispetto al 67,7% dell’anno precedente, grazie alla maggiore incidenza delle vendite a prezzo pieno e a una domanda orientata verso prodotti di fascia più alta.
Le banche d’affari restano prudenti sulla valutazione
Equita ha abbassato il giudizio sul titolo da hold a reduce, aumentando però il target price del 12% a 8,20 euro.
Secondo gli analisti, l’EBIT del primo semestre ha superato le attese grazie al controllo dei costi, ma il rallentamento osservato a luglio e i continui investimenti organizzativi richiedono prudenza.
La banca riconosce i progressi ottenuti negli ultimi trimestri, ma evidenzia alcune criticità ancora aperte, tra cui la debolezza del mercato cinese, le performance inferiori delle pelletterie, la forte dipendenza da poche linee iconiche e l’incertezza sull’evoluzione dei costi operativi. Inoltre, margini e generazione di cassa rimangono inferiori agli standard del settore.
Intesa Sanpaolo ha confermato il giudizio neutral con target price di 7,90 euro, ritenendo che il buon risultato operativo e la disciplina sui costi possano favorire un rialzo delle stime di consenso sull’EBIT 2026. Tuttavia, la banca ritiene che le attuali valutazioni limitino ulteriori margini di rivalutazione del titolo.
UBS ha mantenuto la raccomandazione neutral riducendo il target price da 10,70 a 10,30 euro.
“Pur continuando a riconoscere il miglioramento del momentum della società, la forte performance del titolo (in rialzo di circa il 23% da inizio anno) suggerisce che gran parte del potenziale recupero di breve termine sia già incorporato sia nelle aspettative sia nella valutazione. Senza una revisione al rialzo delle stime per il secondo semestre e per l’esercizio 2026, sarebbe difficile giustificare un ulteriore apprezzamento del titolo dagli attuali livelli”, spiegano gli analisti.

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