I future sui principali indici statunitensi indicavano un avvio in ribasso per la seduta di giovedì, con gli investitori pronti a prendere profitto dopo i rialzi registrati nelle due sessioni precedenti.
A pesare sul sentiment è soprattutto il comparto tecnologico, con i future sul Nasdaq 100 in calo dell’1,1% nelle contrattazioni pre-market.
TSMC trascina al ribasso il settore dei chip
Tra i principali titoli sotto pressione figura Taiwan Semiconductor (NYSE:TSM), le cui azioni quotate negli Stati Uniti hanno perso il 4,4% prima dell’apertura.
Il mercato ha accolto con cautela i risultati del secondo trimestre, superiori alle attese, concentrandosi invece sull’aumento previsto degli investimenti in conto capitale.
“Anche se l’espansione della capacità produttiva è giustificata dall’ampio divario tra domanda e offerta, gli azionisti vorranno che TSMC mantenga una certa disciplina mentre cerca di soddisfare il crescente numero di ordini”, ha dichiarato Dan Coatsworth, responsabile dei mercati di AJ Bell.
Il petrolio torna sopra gli 80 dollari
L’aumento dei prezzi del greggio ha contribuito al clima di prudenza, con i future sul petrolio WTI tornati sopra gli 80 dollari al barile.
Il rialzo è seguito ai nuovi attacchi militari statunitensi contro diversi obiettivi in Iran e alla successiva risposta di Teheran con attacchi contro basi militari americane nei Paesi del Golfo.
L’Iran ha inoltre minacciato di colpire “tutte le infrastrutture della regione” qualora il presidente Donald Trump desse seguito alle minacce di attaccare centrali elettriche e ponti iraniani.
Wall Street ha chiuso in rialzo mercoledì
Nonostante la perdita di slancio nella seconda parte della seduta, gli indici statunitensi hanno concluso la giornata in territorio positivo.
Il Nasdaq ha guadagnato 162,22 punti (+0,6%) a 26.269,23, lo S&P 500 è salito di 28,81 punti (+0,4%) a 7.527,40, mentre il Dow Jones ha aggiunto 150,37 punti (+0,3%) chiudendo a 52.658,64.
L’inflazione rafforza le attese sui tassi
A sostenere il mercato sono stati i dati sui prezzi alla produzione, risultati inferiori alle attese.
Il Dipartimento del Lavoro ha comunicato che il Producer Price Index è diminuito dello 0,3% a giugno, dopo un incremento dello 0,6% rivisto per maggio.
Su base annua, l’inflazione alla produzione è rallentata al 5,5% dal 6,0%.
Dopo il recente rallentamento dell’inflazione al consumo, questi dati hanno rafforzato l’idea che la Federal Reserve possa mantenere invariati i tassi.
“I trader stanno rapidamente riducendo le scommesse su un rialzo dei tassi”, ha affermato Chris Low, capo economista di FHN Financial. “I Fed funds futures indicano ora una probabilità del 9% di un rialzo questo mese e scontano pienamente un aumento entro dicembre. Ieri era settembre.”
Performance contrastata tra i settori
La prudenza è comunque rimasta elevata a causa dell’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran.
In un’intervista a Fox News, il presidente Donald Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti potrebbero colpire centrali elettriche e ponti iraniani la prossima settimana “a meno che non si siedano al tavolo delle trattative.”
Tra i migliori settori si sono distinti i broker finanziari, con l’indice NYSE Arca Broker/Dealer in rialzo del 2,1% a un nuovo massimo storico.
Positiva anche la performance delle compagnie aeree, mentre software, banche e retail hanno chiuso in progresso.
In calo, invece, i comparti hardware, networking e semiconduttori.

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