I prezzi all’ingrosso del gas naturale in Europa sono diminuiti venerdì dopo che i dati sul traffico marittimo hanno mostrato che le navi che trasportano gas naturale liquefatto (GNL) continuano ad attraversare lo Stretto di Hormuz, attenuando i timori di un’immediata interruzione delle forniture nonostante il peggioramento delle tensioni in Medio Oriente.
Il contratto benchmark olandese con consegna il mese successivo è sceso del 2,3% a 48,97 euro per megawattora (MWh), dopo il forte rialzo registrato all’inizio della settimana. Nel Regno Unito, il contratto equivalente è diminuito del 2,4% a 117,90 pence per therm.
Nonostante il calo della seduta, entrambi i benchmark restano avviati a chiudere la seconda settimana consecutiva in rialzo, sostenuti dal premio al rischio geopolitico incorporato nei mercati energetici.
Le spedizioni di GNL rassicurano il mercato
La flessione dei prezzi è arrivata nonostante il persistere delle tensioni militari dopo il recente scambio di attacchi aerei tra Stati Uniti e Iran. Il venir meno della tregua del 17 giugno ha aumentato le preoccupazioni sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz, uno dei principali corridoi energetici mondiali.
Gli operatori hanno tuttavia trovato conforto nei dati satellitari e nelle informazioni dei broker marittimi, che hanno confermato il regolare transito di diverse metaniere partite dai terminal di esportazione del Qatar nelle ultime 24 ore.
Sebbene l’Iran abbia rafforzato i pattugliamenti navali e i controlli sulle comunicazioni nella zona, il traffico commerciale non è stato interrotto, riducendo i timori di un grave blocco delle forniture che i mercati avevano iniziato a scontare.
Le elevate scorte europee sostengono il mercato
A sostenere ulteriormente il mercato contribuiscono anche gli elevati livelli di stoccaggio del gas in Europa, che restano ben superiori alla media stagionale di luglio. Questa situazione offre una protezione contro gli effetti immediati delle tensioni geopolitiche.
Resta comunque elevata l’attenzione degli operatori. Un prolungamento della crisi, eventuali danni alle infrastrutture del GNL o il ritiro delle coperture assicurative per il transito delle navi nel Golfo Persico potrebbero invertire rapidamente la tendenza e riportare i prezzi oltre la soglia psicologica dei 50 euro per MWh.

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