I futures di Wall Street salgono grazie ai titoli dei semiconduttori mentre restano le tensioni in Medio Oriente: Dow Jones, S&P, Nasdaq

Semiconductor

Apertura positiva attesa per i mercati statunitensi

I futures sui principali indici di Wall Street indicavano un’apertura in rialzo giovedì, dopo la chiusura contrastata della seduta precedente.

I titoli tecnologici, in particolare quelli del settore dei semiconduttori, erano destinati a guidare i rialzi dopo aver contribuito al recupero del Nasdaq nella seduta di mercoledì.

I futures sul Nasdaq 100 salivano di circa l’1%, sostenuti dai forti rialzi nel pre-market di Micron Technology (NASDAQ:MU) e SanDisk (NASDAQ:SNDK).

Gli investitori seguono gli sviluppi in Medio Oriente

Nonostante il tono positivo dei futures, i mercati continuano a monitorare attentamente l’evoluzione della crisi geopolitica.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha confermato che mercoledì le forze americane hanno effettuato una nuova serie di attacchi contro circa 90 obiettivi militari iraniani per ridurre la capacità di Teheran di colpire il traffico commerciale nello Stretto di Hormuz.

“Questa è una rappresaglia per il bombardamento di ieri delle navi da parte dell’Iran. Se accadrà di nuovo, sarà molto peggio!”, ha scritto il presidente Donald Trump su Truth Social.

Secondo le notizie, l’Iran ha risposto con attacchi diretti contro Bahrain, Kuwait e Qatar.

Parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One, Trump ha affermato che l’Iran vuole “raggiungere un accordo a tutti i costi”, mettendo però in dubbio che sia “degno di fare un accordo”.

Wall Street recupera dopo un avvio difficile

Dopo un forte ribasso iniziale, i listini statunitensi hanno recuperato terreno nel corso della seduta di mercoledì.

Il Dow Jones ha chiuso in calo di 576,76 punti (-1,1%) a 52.348,39. L’S&P 500 ha perso 21,14 punti (-0,3%) a 7.482,71, mentre il Nasdaq Composite è salito di 51,96 punti (+0,2%) a 25.870,65.

Le vendite erano iniziate dopo che Trump aveva dichiarato che il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran era “finito”.

“Per quanto mi riguarda, è finito”, ha dichiarato Trump ai giornalisti durante il vertice NATO di Ankara, definendo i negoziati con l’Iran “una perdita di tempo”.

Successivamente il presidente ha aggiunto che gli Stati Uniti “molto probabilmente” avrebbero colpito l’Iran “duramente anche questa sera”.

Petrolio e tassi restano al centro dell’attenzione

Le dichiarazioni di Trump avevano inizialmente fatto balzare di oltre il 5% i futures sul petrolio americano, alimentando nuove preoccupazioni sull’inflazione e sui tassi d’interesse.

Il successivo calo delle quotazioni del greggio ha però favorito il recupero dei mercati azionari.

Il nuovo intervento militare è arrivato dopo che il Comando Centrale statunitense aveva annunciato attacchi contro oltre 80 obiettivi iraniani in risposta agli assalti contro navi commerciali nello Stretto di Hormuz.

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno successivamente rivendicato attacchi contro basi militari statunitensi in Bahrain e Kuwait.

I settori protagonisti

Il comparto immobiliare residenziale è stato il peggiore della giornata, con il Philadelphia Housing Sector Index in calo del 3,8%.

Anche i titoli auriferi hanno registrato forti ribassi, con il NYSE Arca Gold Bugs Index in calo del 3,6%, ai minimi da oltre sette mesi.

In ribasso anche compagnie aeree, banche e società immobiliari commerciali.

Al contrario, i titoli energetici hanno beneficiato del rialzo del petrolio, mentre i produttori di semiconduttori e hardware hanno sostenuto il recupero del Nasdaq.

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