I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona salgono leggermente in attesa dell’inflazione e dell’intervento di Lagarde

Eurozone sign

I mercati obbligazionari restano prudenti prima dei principali appuntamenti

I rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona hanno registrato un lieve rialzo mercoledì, mentre gli investitori hanno mantenuto un atteggiamento prudente in vista della pubblicazione dei dati preliminari sull’inflazione di giugno e dell’atteso intervento della presidente della Banca Centrale Europea, Christine Lagarde, al Forum BCE di Sintra.

Il rendimento del Bund tedesco decennale, riferimento per l’area euro, è salito al 2,9%, rispecchiando la fase di pausa osservata anche nei mercati obbligazionari globali. Anche i rendimenti dei titoli francesi, italiani e spagnoli sono rimasti all’interno di intervalli ristretti, con gli operatori riluttanti ad assumere nuove posizioni prima dei principali catalizzatori della giornata.

L’inflazione sarà decisiva per le aspettative sulla BCE

L’attenzione del mercato è rivolta ai dati preliminari sull’inflazione dell’Eurozona relativi a giugno, con gli economisti che prevedono un rallentamento dell’inflazione annua dal 3,2% al 3,0%.

Un dato inferiore alle attese potrebbe sostenere il mercato obbligazionario, dopo il forte sell-off registrato nel trimestre precedente quando la BCE è stata costretta ad aumentare i tassi d’interesse per contrastare l’impennata dell’inflazione alimentata dall’energia.

Sebbene i prezzi del petrolio siano tornati sui livelli precedenti al conflitto e il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz si sia in gran parte normalizzato, le pressioni inflazionistiche di fondo continuano a rappresentare una preoccupazione per i responsabili della politica monetaria.

I riflettori puntati sull’intervento di Christine Lagarde

Gli investitori attendono ora l’intervento di Christine Lagarde al Forum BCE di Sintra per ottenere ulteriori indicazioni sulle prossime mosse della politica monetaria.

Gli operatori analizzeranno attentamente le sue dichiarazioni alla ricerca di segnali su un possibile avvio di un ciclo di allentamento monetario oppure di indicazioni secondo cui i tassi restrittivi dovranno rimanere elevati più a lungo per mantenere sotto controllo le aspettative d’inflazione.

Gli sviluppi globali restano un fattore chiave

A contribuire alla prudenza dei mercati sarà anche il primo intervento internazionale del nuovo presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh.

Dopo la sua recente svolta verso una posizione più restrittiva, gli investitori monitoreranno con attenzione eventuali indicazioni che possano influenzare i mercati obbligazionari globali, poiché una Fed più aggressiva tende spesso a spingere al rialzo anche i rendimenti europei.

Sul fronte geopolitico, le notizie secondo cui il presidente statunitense Donald Trump avrebbe rinviato un’azione militare su larga scala contro l’Iran, privilegiando il proseguimento dei colloqui diplomatici a Doha, hanno limitato gli acquisti di beni rifugio, lasciando i rendimenti sostanzialmente stabili nella prima parte della seduta.

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