La società accelera il percorso di ristrutturazione
Le azioni del produttore di yacht di lusso The Italian Sea Group (BIT:TISG) hanno perso circa il 6% mercoledì dopo che la società ha annunciato l’intenzione di richiedere la protezione del tribunale nei confronti dei creditori, intensificando un processo di ristrutturazione finanziaria che pesa sul gruppo da diversi mesi.
Il consiglio di amministrazione ha approvato la presentazione dell’istanza prevista dal Codice della crisi d’impresa, che consentirà alla società di beneficiare di misure protettive sotto la supervisione del tribunale mentre prepara un piano di risanamento volto a garantire la continuità aziendale. Secondo la società, anticipare questa decisione era necessario perché ulteriori ritardi avrebbero potuto ridurre le opzioni disponibili per la ristrutturazione.
Le difficoltà finanziarie continuano ad aumentare
The Italian Sea Group, proprietaria dei marchi Admiral, Tecnomar e Perini Navi, aveva avviato a marzo una procedura di composizione negoziata della crisi dopo una serie di problematiche finanziarie e di governance.
All’inizio dell’anno la società aveva comunicato che le perdite legate all’indebitamento avevano ridotto il capitale sociale al di sotto della soglia minima prevista dalla legge. In quell’occasione il management aveva indicato tra le possibili soluzioni la cessione di attività e la rinegoziazione di alcuni contratti commerciali.
La decisione del tribunale aumenta la pressione
La situazione si è ulteriormente complicata il mese scorso quando il Tribunale di Firenze ha revocato parzialmente le misure protettive nei confronti di cinque clienti, consentendo loro di esercitare i diritti contrattuali, compresa la possibilità di risolvere gli accordi in essere.
Al 31 maggio il gruppo presentava un indebitamento finanziario netto consolidato di circa 178,7 milioni di euro, composto da oltre 154,6 milioni di debiti bancari e appena 7,5 milioni di disponibilità liquide. L’indebitamento finanziario netto della capogruppo superava i 179,6 milioni di euro.
La società ha inoltre comunicato passività scadute per 266,8 milioni di euro, comprendenti debiti bancari e finanziari, debiti commerciali, esposizioni verso società di factoring e debiti tributari e previdenziali.
Proseguono le richieste dei creditori
Dall’avvio della procedura di ristrutturazione a marzo, The Italian Sea Group ha ricevuto 30 decreti ingiuntivi da parte dei creditori per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro.
Di questi, 22 sono già stati definiti per un importo complessivo di circa 408.000 euro, mentre i restanti sono oggetto di contestazione, di trattativa oppure saranno affrontati nell’ambito delle più ampie negoziazioni per la ristrutturazione.

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