Le azioni europee hanno aperto in moderato rialzo mercoledì, mentre gli investitori analizzavano le conseguenze della nuova escalation tra Stati Uniti e Iran e attendevano la pubblicazione dei dati sull’inflazione statunitense.
L’indice paneuropeo STOXX 600 è salito dello 0,16% nelle prime contrattazioni. Il DAX tedesco ha guadagnato lo 0,4%, il CAC 40 francese lo 0,2% e il FTSE MIB italiano lo 0,5%, proseguendo il rialzo dopo aver toccato un massimo storico nella seduta precedente. Il FTSE 100 britannico è rimasto sostanzialmente invariato.
Le tensioni geopolitiche mantengono elevata la prudenza
Il sentiment di mercato è rimasto fragile dopo i nuovi attacchi statunitensi contro obiettivi iraniani. L’escalation è arrivata dopo che il presidente Donald Trump ha dichiarato che l’Iran aveva abbattuto un elicottero americano nei pressi dello Stretto di Hormuz.
Gli ultimi sviluppi sono seguiti ai segnali emersi all’inizio della settimana, quando Iran e Israele avevano lasciato intendere una possibile pausa nelle ostilità, alimentando temporaneamente il rialzo dei mercati europei. Tuttavia, il timore di un conflitto prolungato in una delle regioni più importanti per le forniture energetiche globali ha ridotto l’ottimismo degli investitori.
I prezzi del petrolio hanno reagito al rialzo, con il Brent in aumento di circa l’1%.
“Investors are displaying an abundance of caution as an agreed pause in attacks by Iran and Israel appears to have stalled almost before it began,” said Danni Hewson, head of financial analysis at AJ Bell.
Attenzione rivolta alla BCE
I mercati europei sono diventati sempre più sensibili agli sviluppi geopolitici in Medio Oriente, con il sentiment degli investitori che oscilla in base alle notizie provenienti dalla regione.
La forte dipendenza dell’Eurozona dalle importazioni energetiche rende l’area particolarmente vulnerabile a eventuali interruzioni delle forniture e all’aumento dei prezzi dell’energia. Per questo motivo, l’attenzione si sta spostando verso la riunione della Banca Centrale Europea prevista per giovedì, dove i responsabili della politica monetaria potrebbero adottare un tono più restrittivo se i costi energetici dovessero alimentare nuove pressioni inflazionistiche.
Attesi i dati sull’inflazione negli Stati Uniti
Gli investitori attendono inoltre la pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo statunitense relativo a maggio, che potrebbe fornire nuove indicazioni sul percorso della politica monetaria della Federal Reserve.
Secondo il sondaggio Reuters, l’inflazione annuale dovrebbe accelerare al 4,2%. Un dato superiore alle attese potrebbe rafforzare l’ipotesi di tassi d’interesse elevati per un periodo più lungo.
WH Smith e Pennon sotto pressione
Tra i singoli titoli, WH Smith (LSE:SMWH) è stato tra i peggiori performer della seduta, con un calo vicino al 16% dopo aver ridotto per la seconda volta quest’anno le proprie previsioni sugli utili.
In ribasso anche Pennon (LSE:PNN), che ha perso circa il 4% dopo la pubblicazione dei risultati annuali.
Più sui mercati europei
I mercati azionari europei continuano a essere influenzati da una combinazione di dati macroeconomici, aspettative sulle banche centrali e sviluppi geopolitici. La recente volatilità è stata alimentata principalmente dall’incertezza sui prezzi dell’energia e sull’andamento dei tassi d’interesse, mentre gli investitori monitorano attentamente inflazione, crescita economica ed eventi internazionali.

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