Il settore dei servizi in Italia si avvicina alla stagnazione a causa delle tensioni in Medio Oriente

Il settore italiano dei servizi ha mostrato una crescita molto limitata ad aprile, mentre le aziende hanno continuato a fare i conti con l’aumento dei costi e il calo della domanda internazionale, secondo i dati pubblicati mercoledì da S&P Global.

L’indice PMI dei servizi in Italia elaborato da S&P Global è salito a 49,8 ad aprile da 48,8 di marzo, restando comunque sotto la soglia di 50 che separa la crescita dalla contrazione. Si tratta della prima volta dalla fine del 2023 in cui il settore registra due mesi consecutivi di calo dell’attività.

Andamento divergente tra i diversi comparti dei servizi

Le performance sono risultate molto differenti tra i vari segmenti. I servizi software e di comunicazione hanno registrato una forte crescita, mentre i servizi rivolti ai consumatori hanno evidenziato un netto peggioramento.

Le aziende hanno attribuito la debolezza dell’attività all’incertezza legata al conflitto in Medio Oriente, agli elevati costi operativi e alla domanda contenuta.

La domanda estera rallenta bruscamente

I nuovi ordini hanno mostrato soltanto un lieve aumento, rimanendo ben al di sotto delle medie storiche.

Le vendite all’estero sono diminuite al ritmo più rapido degli ultimi dieci mesi, con molte imprese che hanno segnalato una minore fiducia dei clienti e una riduzione del potere d’acquisto collegata alla guerra in Medio Oriente.

L’occupazione cresce lentamente mentre continuano a diminuire gli ordini arretrati

L’occupazione nel settore dei servizi è aumentata leggermente ad aprile, anche se il ritmo delle assunzioni è rimasto inferiore alla media storica dell’indagine.

Nel frattempo, il lavoro inevaso è diminuito per il tredicesimo mese consecutivo, con il ritmo di riduzione più elevato dall’agosto 2024.

Accelerano le pressioni sui costi ma le aziende limitano gli aumenti dei prezzi

Le pressioni sui costi di produzione sono aumentate per il terzo mese consecutivo, raggiungendo il livello più elevato dall’inizio del 2023.

Le imprese hanno indicato l’aumento dei costi energetici, del carburante e dei salari come principali fattori dell’incremento delle spese.

Nonostante ciò, soltanto il 14% delle aziende ha aumentato i prezzi ad aprile, determinando un rallentamento dell’inflazione delle tariffe rispetto a marzo, poiché molte società hanno preferito assorbire i maggiori costi per non scoraggiare la clientela.

La fiducia resta positiva ma inferiore alla media storica

Le aspettative per i prossimi dodici mesi sono rimaste positive, ma ancora al di sotto della tendenza storica della serie.

Le aziende hanno indicato che le preoccupazioni legate al conflitto in Medio Oriente continuano a pesare sul sentiment e sulle prospettive della domanda futura.

L’indice PMI composito dell’Italia di S&P Global, che combina i dati di manifattura e servizi, è salito a 50,5 ad aprile da 49,2 di marzo, segnalando una crescita marginale dell’attività del settore privato.

I dati dell’indagine sono stati raccolti tra il 9 e il 27 aprile 2026.

Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *