L’oro resta stabile mentre il dollaro oscilla tra tensioni Iran-USA e attesa per la Fed

L’oro si è mantenuto sostanzialmente stabile lunedì, muovendosi in un intervallo ristretto mentre il dollaro statunitense mostrava un andamento incerto. Gli investitori stanno valutando timidi segnali di possibile de-escalation tra Stati Uniti e Iran, in attesa della riunione della Federal Reserve prevista più avanti nella settimana.

Il metallo prezioso ha trovato un certo supporto dopo il forte calo della scorsa settimana, con il sentiment migliorato da notizie secondo cui l’Iran avrebbe presentato una nuova proposta a Washington che include la riapertura dello Stretto di Hormuz.

L’oro spot è rimasto invariato a 4.711,0 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro sono scesi dello 0,3% a 4.725,94 dollari l’oncia alle 02:01 ET (06:01 GMT).

Anche gli altri metalli preziosi hanno mostrato movimenti limitati. L’argento spot è rimasto stabile a 75,6975 dollari l’oncia, mentre il platino ha registrato un rialzo dello 0,5% a 2.023,54 dollari l’oncia.

Incertezza persistente sui colloqui tra Stati Uniti e Iran

I tentativi di rilanciare i negoziati tra Stati Uniti e Iran si sono arenati nel fine settimana dopo che i funzionari iraniani hanno lasciato il Pakistan e Washington ha annullato l’invio di una delegazione a Islamabad.

Il presidente statunitense Donald Trump ha indicato che Teheran potrebbe avviare il contatto se desidera riprendere i colloqui, ribadendo che l’Iran non deve ottenere armi nucleari—un punto centrale del conflitto.

Tuttavia, un report di Axios ha alimentato un certo ottimismo, indicando che l’Iran avrebbe presentato una nuova proposta volta a riaprire lo Stretto di Hormuz e a porre fine alle ostilità.

Un elemento chiave della proposta riguarda il rinvio delle discussioni sul programma nucleare iraniano, un aspetto che potrebbe incontrare resistenze da parte degli Stati Uniti.

Nonostante ciò, le tensioni restano elevate, con un blocco navale ancora in vigore e l’Iran che continua a limitare il passaggio attraverso lo Stretto di Hormuz.

Le interruzioni hanno spinto i prezzi del petrolio verso l’alto, alimentando timori di inflazione persistente a livello globale e di politiche monetarie più restrittive. Un dollaro più forte in questo contesto ha pesato sugli asset non remunerativi come l’oro.

Attesa per la decisione della Federal Reserve

L’attenzione è ora rivolta alla prossima riunione della Federal Reserve, dove è ampiamente previsto che i tassi di interesse rimangano invariati.

I mercati seguiranno con attenzione le prospettive economiche della banca centrale, soprattutto alla luce dell’incertezza legata al conflitto con l’Iran.

Questa riunione dovrebbe essere anche l’ultima presieduta da Jerome Powell, il cui mandato terminerà il 15 maggio.

Nel frattempo, Kevin Warsh—nominato da Trump come successore di Powell—ha dichiarato al Congresso la scorsa settimana di non aver preso impegni per tagliare i tassi di interesse. È generalmente considerato meno accomodante rispetto a quanto i mercati si aspettassero.

La conferma di Warsh appare ora più probabile dopo che il senatore repubblicano Thom Tillis ha ritirato la sua opposizione, a seguito della decisione del Dipartimento di Giustizia di chiudere l’indagine su Powell—un’inchiesta che era stata criticata per aver cercato di esercitare pressioni sulla Federal Reserve affinché riducesse i tassi.

Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *