Eni amplia il programma di buyback dopo un forte primo trimestre

Eni SpA (BIT:ENI) ha aumentato di circa il 90% il proprio piano di riacquisto di azioni per il 2026, portandolo a 2,8 miliardi di euro, dopo aver registrato nel primo trimestre risultati operativi e flussi di cassa superiori alle attese. La società ha dichiarato che la performance ha superato le indicazioni fornite per l’intero esercizio.

Parallelamente, Eni ha rivisto al rialzo del 20% la previsione di flusso di cassa operativo per l’anno, portandola a 13,8 miliardi di euro, grazie a una solida performance sottostante e a un contesto più favorevole dei prezzi delle materie prime.

Andamento di utili e produzione

L’EBIT rettificato proforma del primo trimestre si è attestato a 3,54 miliardi di euro, in lieve calo rispetto ai 3,68 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. La flessione è stata attribuita principalmente all’apprezzamento dell’euro dell’11% rispetto al dollaro e all’assenza di un provento straordinario registrato nel business power nel primo trimestre 2025.

L’utile netto rettificato attribuibile agli azionisti è sceso a 1,30 miliardi di euro rispetto a 1,41 miliardi dell’anno precedente, mentre l’aliquota fiscale di gruppo è migliorata, passando dal 47,1% al 42,2%.

La produzione di petrolio e gas è cresciuta del 9% su base annua, raggiungendo 1,80 milioni di barili equivalenti al giorno, grazie all’avvio e al ramp-up di progetti in Norvegia, Congo e Messico, oltre a nuove produzioni in Angola.

Esplorazione e sviluppo dei progetti

Eni ha riportato risultati significativi nelle attività esplorative, aggiungendo circa 1 miliardo di barili equivalenti di nuove risorse scoperte dall’inizio dell’anno. Le scoperte sono state effettuate in Angola, Costa d’Avorio, Libia, Egitto e Indonesia.

In Indonesia, la società ha annunciato la scoperta di gas e condensati Geliga nel bacino di Kutei, con stime preliminari di circa 5 trilioni di piedi cubi di gas e 300 milioni di barili di condensati in situ. Inoltre, sono state prese le decisioni finali di investimento per due progetti gas offshore profondi nell’area di East Kalimantan, denominati South Hub e North Hub, circa 18 mesi dopo l’approvazione iniziale nel 2024.

Andamento delle divisioni

La divisione biofuel Enilive ha registrato una crescita significativa, con un EBIT rettificato proforma in aumento del 45% su base annua a 138 milioni di euro, sostenuto da condizioni di mercato più favorevoli nel settore della raffinazione biologica. La divisione ha inoltre approvato nuovi investimenti, tra cui la conversione degli impianti della raffineria di Sannazzaro e la costruzione di una nuova bioraffineria a Priolo in joint venture con Q8.

Plenitude, la divisione dedicata alle energie rinnovabili e alla vendita di energia, ha registrato un EBIT rettificato proforma di 213 milioni di euro, in calo rispetto ai 241 milioni dell’anno precedente. La capacità rinnovabile installata è salita a 5,9 GW, rispetto ai 4,1 GW dell’anno precedente.

Eni ha inoltre confermato l’intenzione di separare Plenitude a seguito di una riorganizzazione della struttura azionaria che coinvolge Ares Management, operazione che comporterà la sua uscita dal perimetro di consolidamento del gruppo.

Posizione finanziaria

Al 31 marzo, l’indebitamento netto prima dei leasing era pari a 10,85 miliardi di euro, con un rapporto di leva proforma del 15%, evidenziando una struttura finanziaria solida mentre il gruppo continua a investire sia nelle attività tradizionali sia nella transizione energetica.

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