Saipem in rialzo dopo risultati trimestrali in linea con le attese

Le azioni di Saipem (BIT:SPM) sono salite del 3,7% mercoledì, dopo la pubblicazione dei risultati del primo trimestre, sostanzialmente in linea con le aspettative degli analisti.

La società ha registrato ricavi pari a 3,53 miliardi di euro, circa il 3% al di sotto del consenso, con il management che ha attribuito la differenza a fattori temporali e di mix dei progetti, piuttosto che a una debolezza della domanda.

Sul fronte della redditività, l’EBITDA adjusted si è attestato a 434 milioni di euro, superando le attese del 2%, mentre l’EBIT adjusted, pari a 157 milioni, è risultato inferiore del 10% rispetto alle stime a causa di maggiori ammortamenti, saliti a 277 milioni.

Per quanto riguarda le divisioni, Asset-Based Services ha riportato un EBITDA adjusted di 333 milioni di euro, superiore del 3% alle previsioni, con margini in crescita al 16,5%, grazie a una solida esecuzione dei progetti in Nord Africa e Asia Pacifico.

La divisione Energy Carriers ha registrato un EBITDA adjusted di 29 milioni di euro, superiore del 18% rispetto al consenso grazie a un migliore controllo dei costi. Offshore Drilling ha generato 72 milioni di euro di EBITDA adjusted, in linea con le attese ma in calo su base annua a causa di attività di manutenzione programmata.

Gli ordini acquisiti nel trimestre sono stati pari a 1,67 miliardi di euro, con un book-to-bill di 0,5x e un backlog totale sceso a 29,6 miliardi dai 31,5 miliardi del trimestre precedente. Il management prevede un’accelerazione delle aggiudicazioni a partire dal secondo trimestre, in particolare nella divisione Asset-Based Services.

Sul fronte finanziario, l’indebitamento netto post-IFRS16 è sceso a 23 milioni di euro dai 272 milioni del quarto trimestre, grazie a una solida generazione di cassa, con free cash flow pari a 199 milioni dopo i pagamenti dei leasing.

Saipem ha confermato la guidance per il 2026, con ricavi attesi intorno a 15,5 miliardi di euro ed EBITDA pari a circa 1,9 miliardi. Tuttavia, il management ha evidenziato i rischi legati a una possibile prolungata chiusura dello Strait of Hormuz, che potrebbe influire su logistica, inflazione e tempistiche dei progetti, pur sottolineando opportunità di crescita nel medio termine legate agli investimenti globali nel settore energetico.

Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *