I prezzi dell’oro sono saliti durante la sessione asiatica di giovedì, sostenuti dalla persistente debolezza del dollaro statunitense, mentre gli investitori continuano a monitorare la possibilità di nuovi colloqui per un cessate il fuoco tra Washington e Teheran.
Il metallo è rimasto vicino ai massimi di un mese raggiunti nella sessione precedente, poiché le aspettative di un allentamento delle tensioni nel conflitto con l’Iran hanno migliorato il sentiment di rischio e ridotto le preoccupazioni legate a un’inflazione persistente.
L’oro spot è salito dello 0,9% a 4.835,09 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro hanno guadagnato lo 0,7% a 4.857,05 dollari l’oncia alle 01:21 ET (05:21 GMT).
Anche altri metalli preziosi hanno registrato rialzi. L’argento è balzato del 2,4% a 80,8165 dollari l’oncia, mentre il platino è salito dell’1,6% a 2.147,21 dollari l’oncia, con entrambi vicini ai massimi mensili.
Debolezza del dollaro sostiene i metalli; attenzione ai negoziati con l’Iran
L’oro e gli altri metalli hanno beneficiato della continua debolezza del dollaro, mentre il miglioramento del sentiment di rischio ha ridotto la domanda per il biglietto verde come bene rifugio.
Il dollaro è sceso ai minimi di sei settimane giovedì, anche a causa di dati sull’inflazione alla produzione più deboli del previsto pubblicati all’inizio della settimana.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha indicato che nuovi colloqui con l’Iran potrebbero svolgersi a breve e ha suggerito che una soluzione al conflitto in Medio Oriente potrebbe essere vicina. Ha inoltre affermato che sono previsti colloqui separati tra Israele e Libano a Washington.
Tuttavia, queste dichiarazioni arrivano mentre emergono notizie su un aumento del dispiegamento militare statunitense nella regione e sull’entrata in vigore completa di un blocco navale contro l’Iran.
Nonostante ciò, il cessate il fuoco tra le due parti sembra reggere.
I mercati restano concentrati sulla possibilità di ulteriori negoziati, soprattutto con la scadenza dell’attuale tregua prevista per il 21 aprile.
Il rame sale grazie alla crescita cinese più forte
Tra i metalli industriali, anche il rame ha registrato un aumento dopo dati economici migliori del previsto dalla Cina, il principale importatore mondiale.
I futures di riferimento sul rame al London Metal Exchange sono saliti dello 0,5% a 13.350,33 dollari la tonnellata, mentre i futures sul rame al COMEX hanno guadagnato lo 0,8% a 6,1250 dollari la libbra.
I dati pubblicati giovedì hanno mostrato che l’economia cinese è cresciuta del 5% nel primo trimestre, superando le aspettative e indicando un solido inizio del 2026.
La crescita è stata trainata principalmente dalle esportazioni, con una domanda estera per i beni manifatturieri cinesi rimasta robusta. Questa tendenza dovrebbe continuare nei prossimi mesi, sostenendo la domanda di rame.
Tuttavia, la Cina deve ancora affrontare alcune difficoltà legate al conflitto con l’Iran. L’aumento dei prezzi dell’energia potrebbe pesare sulla domanda interna, mentre le interruzioni nelle catene di approvvigionamento globali potrebbero influenzare negativamente le esportazioni.

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