Le azioni europee salgono grazie all’ottimismo sui colloqui Iran-USA: DAX, CAC, FTSE100

I mercati azionari europei hanno registrato lievi rialzi giovedì, sostenuti dall’ottimismo sui prossimi colloqui tra Iran e Stati Uniti, che potrebbero contribuire ad allentare le tensioni in Medio Oriente.

Secondo alcune indiscrezioni, le due parti starebbero valutando di prolungare l’attuale cessate il fuoco di due settimane per consentire ulteriori negoziati.

Gli investitori hanno inoltre analizzato i risultati societari e gli ultimi dati economici pubblicati nella regione.

L’indice CAC 40 francese è salito dello 0,6%, mentre il FTSE 100 britannico e il DAX tedesco hanno entrambi guadagnato lo 0,7%.

A Francoforte, Zalando ha registrato un rialzo del 3,2%, SAP è salita di circa il 2,3% e Brenntag ha guadagnato quasi il 2%. Beiersdorf, MTU Aero Engines e Heidelberg Materials sono aumentate tra l’1% e l’1,3%.

Tra i ribassi, Qiagen, Merck, Deutsche Telekom, Mercedes-Benz, Daimler Truck Holding, BMW e Volkswagen hanno perso tra lo 0,5% e l’1,6%.

A Parigi, Dassault Systèmes è salita del 2,2%. Capgemini, Teleperformance, Saint-Gobain, Airbus, Publicis Groupe e Michelin hanno guadagnato tra l’1,2% e il 2%.

Kering è scesa dell’1,7%, mentre L’Oréal, ArcelorMittal, TotalEnergies ed Engie hanno registrato flessioni.

A Londra, Entain ha guadagnato il 7,5% dopo aver confermato le previsioni sui ricavi. Halma, B&M European Value Retail, Vistry Group, Frasers Group, JD Sports Fashion, Pershing Square Holdings, Rightmove e Persimmon sono salite tra il 2% e il 3,5%.

Anche Tesco ha registrato un forte rialzo dopo aver comunicato solidi risultati in termini di vendite e utili, insieme all’annuncio di un programma di riacquisto di azioni da 500 milioni di sterline.

EasyJet ha perso circa il 5% a causa dell’incertezza legata alla situazione in Medio Oriente. Airtel Africa, Convatec Group, Unite Group, Vodafone e Antofagasta sono scese tra l’1,6% e il 2%.

Sul fronte macroeconomico, i dati dell’Office for National Statistics hanno mostrato che il PIL del Regno Unito è cresciuto dello 0,5% a febbraio, superando lo 0,1% registrato a gennaio.

Gli economisti si aspettavano una crescita invariata allo 0,1%. Su base annua, il PIL è aumentato dell’1% a febbraio.

Dal lato produttivo, il settore dei servizi è cresciuto dello 0,5%, mentre la produzione nel settore delle costruzioni è aumentata dell’1%.

La produzione industriale è salita dello 0,5%, dopo i cali dello 0,1% a gennaio e dello 0,4% a dicembre. La produzione manifatturiera, invece, è diminuita dello 0,1%, invertendo l’aumento dello 0,2% registrato a gennaio.

Su base annua, la produzione industriale è scesa dello 0,4%, mentre quella manifatturiera è diminuita dello 0,5% a febbraio.

Nel frattempo, i dati finali di Eurostat hanno mostrato che l’inflazione nell’area euro è aumentata più del previsto a marzo, raggiungendo il livello più alto dalla metà del 2024.

L’indice armonizzato dei prezzi al consumo è cresciuto del 2,6% su base annua, rivisto al rialzo rispetto alla stima iniziale del 2,5%, dopo l’aumento dell’1,9% registrato a febbraio.

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