Le borse europee aprono in rialzo tra le speranze di progressi nei colloqui sull’Iran: DAX, CAC, FTSE100

Le principali piazze europee hanno aperto in leggero rialzo giovedì, seguendo il trend positivo dei mercati globali, sostenute dalle aspettative di una possibile risoluzione del conflitto con l’Iran.

Alle 07:05 GMT, lo Stoxx 600 guadagnava lo 0,2%, mentre il CAC 40 francese saliva dello 0,1% e il FTSE 100 britannico dello 0,2%. Il DAX tedesco registrava invece un lieve calo dello 0,1%.

Lo Stoxx 600 sta progressivamente recuperando le perdite accumulate dall’escalation del conflitto a fine febbraio. Tuttavia, i mercati europei continuano a sottoperformare rispetto a Wall Street, a causa della dipendenza dell’Europa dalle importazioni di gas naturale provenienti dal Medio Oriente, colpite da attacchi missilistici. Gli Stati Uniti, in quanto esportatori netti di energia, risultano invece meno esposti agli effetti economici del conflitto.

Proseguono gli sforzi diplomatici per raggiungere un cessate il fuoco duraturo tra Stati Uniti e Iran, mentre si avvicina la scadenza della tregua temporanea di due settimane prevista per la fine del mese.

Secondo il Wall Street Journal, Washington e Teheran hanno concordato in linea di principio di riprendere i negoziati dopo che un primo round di colloqui in Pakistan lo scorso fine settimana non ha portato a un accordo immediato. Fonti vicine al dossier hanno indicato che non sono ancora stati fissati né una data né un luogo per il prossimo incontro.

Il giornale ha inoltre riferito che il vicepresidente JD Vance guiderà la delegazione statunitense nei futuri colloqui con l’Iran.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che sono previsti per oggi nuovi colloqui tra Israele e Libano. Il Financial Times, citando fonti libanesi, ha riportato che un cessate il fuoco tra le due parti, che potrebbe mettere a rischio la tregua tra Stati Uniti e Iran, potrebbe arrivare “presto.”

Nonostante ciò, permangono tensioni, in particolare per il blocco navale statunitense dei porti iraniani. Un alto comandante militare iraniano ha avvertito Washington di non proseguire con il blocco, mentre il Comando Centrale degli Stati Uniti sostiene che nessuna nave legata all’Iran sia riuscita a eluderlo.

I prezzi del petrolio sono saliti leggermente, restando sotto i 100 dollari al barile ma comunque ben al di sopra dei livelli pre-conflitto, mentre gli investitori valutano l’impatto di una possibile chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz. Questo passaggio strategico al largo delle coste iraniane è rimasto in gran parte chiuso al traffico di petroliere per settimane, mettendo sotto pressione l’offerta globale e sostenendo i prezzi del greggio.

Nel frattempo, la stagione delle trimestrali in Europa entra nel vivo, offrendo indicazioni su come le aziende stanno affrontando le conseguenze del conflitto.

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