Futures stabili mentre le speranze di colloqui con l’Iran e la stagione degli utili guidano i mercati: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

I futures legati ai principali indici statunitensi sono rimasti poco mossi, mentre gli investitori monitoravano la possibilità di una ripresa dei negoziati di pace tra Stati Uniti e Iran. Le aspettative di una possibile de-escalation del conflitto hanno contribuito a mantenere i prezzi del petrolio sotto i 100 dollari al barile, nonostante Washington continui a imporre un blocco sui porti iraniani. Nel frattempo, la stagione degli utili prosegue, con diverse banche statunitensi che indicano come l’economia americana si sia dimostrata resiliente nonostante le pressioni legate alla guerra.

Futures stabili

I futures azionari statunitensi sono rimasti deboli mercoledì, mentre gli investitori seguivano gli sviluppi nei negoziati di pace in Medio Oriente e un’ondata di risultati societari.

Alle 03:28 ET, i futures su Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq 100 risultavano sostanzialmente invariati.

Nonostante la volatilità recente legata alla guerra con l’Iran e alla chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz, uno dei principali punti di passaggio del commercio globale, le azioni statunitensi hanno continuato a salire nel complesso. L’S&P 500 ha chiuso martedì vicino ai massimi storici, mentre il Nasdaq Composite ha registrato un rialzo del 14% nelle ultime 10 sedute, segnando la serie positiva più lunga dal 2021.

Le aspettative sulla stagione degli utili sono elevate e sono state ulteriormente rafforzate dai commenti delle banche di Wall Street, che hanno evidenziato come i consumatori americani continuino a spendere e a ricorrere al credito. Questo quadro suggerisce un’economia resiliente nonostante i possibili effetti negativi di uno shock energetico legato all’Iran.

“È ancora troppo presto nella stagione degli utili del primo trimestre per trarre conclusioni definitive, ma finora siamo rimasti colpiti dalla resilienza delle aziende americane”, hanno dichiarato gli analisti di Vital Knowledge in una nota.

Trump segnala nuovi colloqui con l’Iran

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha indicato che i negoziati tra Washington e Teheran potrebbero riprendere nei prossimi due giorni, dopo un primo ciclo di colloqui tenutosi in Pakistan lo scorso fine settimana.

Anche il vicepresidente JD Vance, che ha guidato la delegazione americana a Islamabad, ha espresso ottimismo sullo stato delle trattative.

Tuttavia, gli Stati Uniti continuano a mantenere il blocco sui porti iraniani, con funzionari militari americani che affermano che il commercio marittimo da e verso il Paese è completamente fermo. Trump ha imposto queste restrizioni all’inizio della settimana, dopo che i colloqui in Pakistan non hanno portato a un accordo immediato per un cessate il fuoco permanente, anche se gli esperti avevano già ridimensionato le aspettative su una rapida intesa.

Il blocco ha alimentato le preoccupazioni per i flussi di petrolio attraverso il Golfo Persico, già ridotti durante il conflitto. Tuttavia, il Wall Street Journal ha riportato che oltre 20 navi commerciali sono recentemente riuscite ad attraversare lo Stretto di Hormuz, segnalando un possibile miglioramento della situazione.

Prezzi del petrolio sotto i 100 dollari

Con la crescente speranza di una distensione prolungata, i prezzi del petrolio sono rimasti sotto i 100 dollari al barile.

Alle 03:16 ET, il Brent è salito dello 0,3% a 95,10 dollari al barile, mentre il WTI statunitense è sceso dello 0,2% a 91,12 dollari.

Il calo dei prezzi ha contribuito a un indebolimento del dollaro statunitense, che durante il conflitto aveva svolto un ruolo di bene rifugio. Un indice che misura il dollaro rispetto a un paniere di valute si trova ora solo leggermente sopra i livelli precedenti all’inizio della guerra a fine febbraio.

Tuttavia, i prezzi del petrolio restano ben al di sopra dei livelli pre-bellici, riflettendo l’impatto delle interruzioni nello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita circa un quinto del petrolio mondiale.

Secondo Reuters, il mercato potrebbe anche perdere ulteriore offerta dopo la decisione degli Stati Uniti di non estendere una deroga di 30 giorni alle sanzioni sul petrolio iraniano via mare, in scadenza questa settimana. Una deroga simile sulle esportazioni russe non è stata rinnovata dopo la scadenza dello scorso fine settimana.

Attenzione sui risultati bancari

Gli investitori si concentrano ora su nuovi risultati delle banche statunitensi, con Bank of America (NYSE:BAC) e Morgan Stanley (NYSE:MS) attese più tardi oggi.

La volatilità dei mercati ha sostenuto i ricavi da trading delle grandi banche. I desk di trading di istituti come JPMorgan Chase tendono a beneficiare dell’aumento dei movimenti sui mercati, che spinge i clienti a ribilanciare i portafogli e aumentare le operazioni di copertura.

JPMorgan (NYSE:JPM), ha registrato un aumento del 20% dei ricavi da trading nei tre mesi al 31 marzo, in linea con concorrenti come Goldman Sachs (NYSE:GS).

Nonostante il contesto volatile, i dirigenti bancari hanno anche evidenziato un contesto ancora favorevole per le operazioni di fusione e acquisizione, con aspettative elevate per un 2026 caratterizzato da grandi operazioni, in particolare nei settori dell’intelligenza artificiale e dello spazio.

Utili europei sotto osservazione

In Europa, anche i risultati societari sono stati al centro dell’attenzione.

Hermès (EU:RMS) ha registrato un rallentamento della crescita delle vendite trimestrali a causa della domanda indebolita dal conflitto in Medio Oriente. Anche Kering (EU:KER) ha riportato vendite più deboli, pur segnalando un miglioramento della domanda. Insieme ai dati di LVMH, questi risultati indicano possibili difficoltà per il settore del lusso.

Le azioni di Hermès e Kering sono scese nettamente.

Al contrario, ASML (EU:ASML) ha sostenuto il mercato europeo, alzando le previsioni di vendita grazie al boom dell’intelligenza artificiale.

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