La produzione manifatturiera dell’area euro torna a crescere a gennaio, ma i segnali restano contrastanti

La produzione manifatturiera dell’area euro è tornata in territorio di crescita a gennaio, dopo il temporaneo arretramento registrato a dicembre, secondo gli ultimi dati dell’indice PMI Manifatturiero dell’area euro HCOB pubblicati lunedì.

L’indice PMI manifatturiero HCOB dell’area euro è salito a 49,5 a gennaio dal minimo di nove mesi di 48,8 toccato a dicembre. Pur restando per il terzo mese consecutivo al di sotto della soglia di 50,0 che separa espansione e contrazione, il dato segnala solo un lieve peggioramento delle condizioni complessive del settore.

Indicazioni più incoraggianti sono arrivate dalla produzione. L’indice PMI della produzione è salito a 50,5 da 48,9 di dicembre, toccando un massimo di tre mesi e indicando un ritorno alla crescita dell’output. Si tratta della decima espansione della produzione negli ultimi undici mesi, anche se il ritmo è stato descritto come contenuto.

Le condizioni della domanda restano deboli. I nuovi ordini sono diminuiti per il terzo mese consecutivo, sebbene a un ritmo più lento rispetto a dicembre. Anche i nuovi ordini dall’estero hanno continuato a calare, proseguendo una tendenza negativa iniziata a luglio dello scorso anno.

A livello nazionale, il quadro è apparso disomogeneo. Grecia (54,2), Francia (51,2) e Paesi Bassi (50,1) hanno registrato un’espansione, con la Francia che ha segnato un massimo di 43 mesi. Al contrario, Spagna (49,2), Germania (49,1), Italia (48,1) e Austria (47,2) sono rimaste in area di contrazione.

“Si possono osservare alcuni progressi nel settore manifatturiero, ma stanno avvenendo a un ritmo estremamente lento”, ha affermato Cyrus de la Rubia, capo economista di Hamburg Commercial Bank. “Al momento è difficile capire cosa possa porre fine all’attuale riduzione delle scorte, il che rende piuttosto improbabile una forte ripresa nel breve termine”.

L’indagine ha inoltre evidenziato un’intensificazione delle pressioni sui costi. L’inflazione dei prezzi degli input è accelerata raggiungendo un massimo di tre anni, probabilmente influenzata dai forti aumenti dei prezzi del gas naturale e dai maggiori costi dei metalli industriali a gennaio. Nonostante ciò, i prezzi di vendita praticati dai produttori sono rimasti pressoché invariati rispetto a dicembre, segnalando un potere di determinazione dei prezzi limitato.

L’occupazione nel settore manifatturiero ha continuato a diminuire per il trentaduesimo mese consecutivo, anche se il calo più recente è stato il più contenuto da settembre 2025. Anche l’attività di acquisto e i livelli delle scorte sono diminuiti nel corso del mese.

Guardando avanti, la fiducia delle imprese manifatturiere dell’area euro è salita al livello più alto da febbraio 2022, indicando un crescente ottimismo sulle prospettive di produzione nei prossimi dodici mesi, nonostante le difficoltà attuali.

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