Intesa Sanpaolo registra una crescita dell’utile del 7,6% e annuncia un piano di remunerazione agli azionisti da 8,8 miliardi di euro

Intesa Sanpaolo SpA (BIT:ISP) ha presentato lunedì solidi risultati annuali, riportando un aumento del 7,6% dell’utile netto 2025 a 9,3 miliardi di euro e delineando un piano di distribuzione complessiva di 8,8 miliardi di euro agli azionisti tramite dividendi e riacquisti di azioni, rafforzando la propria posizione tra le banche più redditizie d’Europa.

Il gruppo bancario con sede a Milano ha proposto dividendi complessivi per 6,5 miliardi di euro relativi al 2025. Di questi, 3,2 miliardi sono già stati distribuiti come dividendo intermedio a novembre, mentre i restanti 3,3 miliardi saranno pagati a maggio 2026. La banca ha inoltre comunicato di aver ottenuto l’autorizzazione dalla Banca Centrale Europea per avviare un programma di buyback da 2,3 miliardi di euro, previsto a partire da luglio 2026.

I ricavi operativi sono cresciuti dello 0,6% su base annua a 27,3 miliardi di euro, sostenuti dall’aumento del 6,3% delle commissioni nette a 10 miliardi e dalla crescita del 4,6% dei proventi assicurativi a 1,8 miliardi. Il margine di interesse è invece diminuito del 5,9% a 14,8 miliardi di euro, in seguito al calo dei tassi Euribor, pur rimanendo superiore ai livelli del 2023.

Il controllo dei costi ha continuato a supportare la redditività: i costi operativi sono scesi dello 0,6% a 11,5 miliardi di euro, portando il margine operativo a 15,8 miliardi, in aumento dell’1,5% rispetto al 2024. Il rapporto costi/ricavi è migliorato al 42,2% dal 42,7%.

Nel corso dell’esercizio, Intesa Sanpaolo ha destinato oltre 1 miliardo di euro dell’utile ante imposte al rafforzamento del bilancio, includendo circa 650 milioni di euro in ulteriori rettifiche su crediti e 285 milioni di accantonamenti e altri oneri. La qualità del credito ha mostrato un netto miglioramento, con crediti deteriorati netti scesi a 0,8 miliardi di euro da 1,1 miliardi a fine 2024. Il rapporto NPL si è attestato allo 0,8% su base netta e all’1,5% su base lorda secondo la metodologia dell’Autorità Bancaria Europea. Il costo del rischio è stato pari a 41 punti base, o 26 punti base escludendo le rettifiche aggiuntive.

La generazione di capitale è rimasta solida. Il Common Equity Tier 1 ratio ha raggiunto il 13,9% al 31 dicembre, in aumento di circa 110 punti base nel corso del 2025, nonostante l’impatto di 40 punti base legato all’implementazione di Basilea 4 e di 20 punti base dovuto al prelievo una tantum sugli extraprofitti. Dopo la deduzione del buyback pianificato, il CET1 ratio si colloca al 13,2%.

Sul fronte commerciale, la banca ha erogato circa 86 miliardi di euro di finanziamenti a medio e lungo termine nel 2025, con un incremento del 23% rispetto al 2024. Ha inoltre accompagnato circa 2.850 imprese italiane nel ritorno allo stato di bonis, contribuendo a tutelare circa 14.250 posti di lavoro.

Per il 2026, Intesa Sanpaolo prevede un utile netto intorno ai 10 miliardi di euro e ha confermato un payout ratio del 95%, composto per il 75% da dividendi in contanti e per il 20% da riacquisti di azioni. Il gruppo ha infine indicato di aver generato 4,9 miliardi di euro di imposte nel 2025, che salgono a 5,5 miliardi includendo il prelievo straordinario imputato al capitale.

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