Intesa Sanpaolo ottiene il via libera della BCE all’OPS su MPS da 31,4 miliardi: attesa per il voto degli azionisti

Intesa Sanpaola bank

Intesa Sanpaolo (BIT:ISP) ha ottenuto l’autorizzazione della Banca Centrale Europea ad acquisire il controllo di Banca Monte dei Paschi di Siena (BIT:BMPS), compiendo un ulteriore passo nell’operazione da circa 31,4 miliardi di euro, mentre gli azionisti dell’istituto senese si preparano a votare sulle operazioni concorrenti nell’assemblea straordinaria di giovedì 29 ottobre.

Il via libera, annunciato nella serata di martedì 27 ottobre, riguarda l’offerta pubblica volontaria di acquisto e scambio comunicata inizialmente l’8 giugno 2026 e depositata presso la Consob il 27 giugno.

Anche la Banca d’Italia ha autorizzato diverse partecipazioni indirette collegate all’operazione. Il completamento dell’acquisizione resta tuttavia subordinato a ulteriori autorizzazioni regolamentari e all’approvazione del documento d’offerta.

Il corrispettivo proposto comprende 1,25 euro in contanti e 1,6 azioni Intesa Sanpaolo di nuova emissione per ciascuna azione MPS. Ai prezzi di chiusura del 27 ottobre, il valore implicito dell’offerta risultava pari a circa 10,89 euro per azione MPS.

La BCE autorizza l’acquisizione del controllo di MPS

La Banca Centrale Europea ha concesso a Intesa Sanpaolo l’autorizzazione preventiva ad acquisire il controllo diretto di Monte dei Paschi di Siena.

Il provvedimento si estende oltre MPS e comprende diverse società bancarie e finanziarie appartenenti alla sua struttura societaria.

Tra queste figurano le partecipazioni indirette di controllo in Mediobanca (BIT:MB), Mediobanca Premier, Compass Banca e Wise Dialog Bank.

L’autorizzazione riguarda inoltre una partecipazione qualificata indiretta in Banca Progetto.

La BCE ha anche consentito a Intesa di detenere partecipazioni in MPS e nelle sue controllate per un valore superiore al 10% del patrimonio consolidato del gruppo Intesa.

La decisione rappresenta un passaggio regolamentare nell’operazione proposta, ma non coincide con il suo perfezionamento.

La Banca d’Italia approva ulteriori partecipazioni finanziarie

La Banca d’Italia ha autorizzato separatamente diverse partecipazioni indirette collegate all’acquisizione.

Tra le società interessate figurano Monte Paschi Fiduciaria, Spafid, MBPS Leasing, MBCredit Solutions, MBFacta e Mediobanca Sgr.

L’autorità ha inoltre approvato partecipazioni qualificate in Fidi Toscana e nelle società di gestione del risparmio del gruppo Generali.

Le autorizzazioni riguardano il più ampio insieme di attività bancarie e finanziarie che entrerebbero nella struttura proprietaria di Intesa Sanpaolo in caso di completamento dell’operazione.

Ulteriori via libera da parte delle autorità estere sono attesi all’inizio della prossima settimana.

Resta inoltre necessaria l’approvazione del documento d’offerta da parte della Consob prima dell’avvio dell’operazione.

Secondo quanto riportato dal quotidiano Il Messaggero, l’offerta potrebbe partire nella seconda metà di novembre, subordinatamente al completamento dei passaggi procedurali ancora necessari. La tempistica indicata non sarebbe necessariamente legata alla conclusione dell’istruttoria antitrust.

L’offerta rivista valuta MPS circa 31,4 miliardi di euro

Intesa Sanpaolo ha recentemente aumentato la componente in contanti della propria offerta da 1 euro a 1,25 euro per azione MPS.

Il rapporto di concambio rimane invariato a 1,6 azioni Intesa di nuova emissione per ogni azione MPS.

Sulla base dei prezzi di riferimento del 5 giugno, il corrispettivo aggiornato era valutato 10,341 euro per azione MPS.

Il valore rappresentava un premio del 15,3% rispetto alla quotazione del titolo senese alla data di riferimento.

In caso di adesione integrale, il valore complessivo dell’operazione è stimato in circa 31,4 miliardi di euro.

Il valore di mercato della componente azionaria continuerà a variare in funzione dell’andamento delle azioni Intesa Sanpaolo fino all’applicazione dei termini previsti dall’operazione.

MPS scambia vicino al valore implicito dell’offerta

Alla chiusura delle contrattazioni del 27 ottobre, le azioni Intesa Sanpaolo quotavano 6,022 euro.

Applicando il rapporto di concambio proposto e la componente in contanti di 1,25 euro, il corrispettivo implicito risultava pari a circa 10,89 euro per azione MPS.

Il titolo Monte dei Paschi di Siena ha chiuso a 10,954 euro, in rialzo dello 0,74% nella seduta.

La differenza tra il prezzo di mercato e il valore implicito dell’offerta risultava quindi contenuta, con le azioni MPS leggermente al di sopra del corrispettivo calcolato.

Lo scostamento limitato indica che il mercato attribuiva valutazioni sostanzialmente vicine ai due strumenti, senza tuttavia garantire il completamento dell’operazione.

L’esito resta subordinato alle decisioni degli azionisti, alle autorizzazioni regolamentari e alla procedura formale dell’offerta.

Gli azionisti MPS chiamati a votare sulle operazioni concorrenti

Per giovedì 29 ottobre è convocata un’assemblea straordinaria degli azionisti di Monte dei Paschi di Siena.

La riunione esaminerà le proposte collegate a due offerte pubbliche di scambio difensive promosse dall’amministratore delegato di MPS, Luigi Lovaglio.

Le operazioni riguardano Banco BPM e Banca Generali, insieme ai relativi aumenti di capitale e a un dividendo straordinario proposto da 4 miliardi di euro.

L’offerta migliorata di Intesa Sanpaolo è collegata al voto contrario degli azionisti su tali misure.

L’assemblea rappresenta quindi un passaggio importante per determinare se le proposte strategiche concorrenti potranno procedere.

L’esito influenzerà anche le condizioni dell’acquisizione proposta da Intesa.

Le posizioni degli azionisti in vista dell’assemblea

Un gruppo di azionisti contrari alle proposte di MPS rappresenterebbe una quota vicina al 40% del capitale della banca.

Tra questi figurano Delfin, riconducibile alla famiglia Del Vecchio, e gli interessi legati a Francesco Gaetano Caltagirone.

Edizione, la società di investimento della famiglia Benetton, detiene circa l’1,45% di MPS e si è impegnata ad aderire all’offerta di Intesa Sanpaolo.

Anche il fondo norvegese Norges e altri investitori istituzionali internazionali sono indicati tra gli azionisti contrari alle proposte.

Queste posizioni potrebbero avere un peso significativo nell’assemblea straordinaria, anche se il risultato definitivo dipenderà dalla partecipazione e dai voti espressi.

Banco BPM e Tesoro non parteciperanno al voto

Banco BPM ha deciso all’unanimità di non esercitare il diritto di voto nell’assemblea straordinaria MPS con la propria partecipazione del 3,7%.

La banca ha motivato la scelta con un conflitto di interessi collegato alle operazioni di acquisizione.

Anche il Tesoro italiano non dovrebbe partecipare alla votazione.

Queste decisioni influenzeranno la composizione degli azionisti votanti all’assemblea.

Le conseguenze sull’esito dipenderanno dalle maggioranze richieste per le deliberazioni e dalle posizioni degli altri soci.

Messina illustra le motivazioni dell’operazione

L’amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, ha descritto l’acquisizione proposta come un’operazione finalizzata alla creazione di valore, piuttosto che al consolidamento di posizioni di influenza.

Messina ha affermato che non si tratta di un “accordo di potere”, ma di un’operazione “che crea valore”.

La proposta modificherebbe inoltre i rapporti proprietari tra diverse istituzioni finanziarie italiane.

Gli accordi riportati comprendono l’acquisizione da parte di Generali di una partecipazione del 13,3% attraverso Mediobanca, con l’obiettivo di preservarne l’indipendenza.

Il più ampio assetto azionario coinvolge interessi associati a UniCredit, Delfin, Caltagirone e Benetton.

Le configurazioni proprietarie previste restano legate all’operazione complessiva e al suo eventuale perfezionamento.

Unipol e BPER coinvolte nel trasferimento delle filiali MPS

Unipol, guidata da Carlo Cimbri, ha completato un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro collegato al progetto di acquisizione di 635 filiali MPS.

Secondo gli accordi previsti, gli sportelli verrebbero trasferiti a BPER Banca in caso di successo dell’offerta di Intesa Sanpaolo.

L’operazione comporterebbe anche un aumento della partecipazione di Unipol in BPER.

L’amministratore delegato di BPER, Gianni Franco Papa, ha già confermato la disponibilità dell’istituto ad acquisire le filiali della banca senese.

Il trasferimento proposto rientrerebbe nella più ampia riorganizzazione associata all’acquisizione.

Il 27 ottobre BPER ha chiuso a 13,15 euro, in rialzo dello 0,81%, mentre Mediobanca ha terminato la seduta a 25,94 euro, con un progresso dell’1,77%.

Intesa Sanpaolo chiude in rialzo dell’1,04%

Intesa Sanpaolo ha chiuso la seduta del 27 ottobre a 6,022 euro per azione, registrando un aumento dell’1,04%.

Nonostante il rialzo giornaliero, il titolo aveva perso circa il 5,6% dall’inizio di ottobre, quando quotava 6,378 euro.

Le azioni si mantenevano al di sotto della media mobile a 50 giorni, pari a 6,53 euro, e vicino a quella a 200 giorni, situata a 6,03 euro.

Il massimo delle ultime 52 settimane era pari a 6,937 euro.

La capitalizzazione di mercato di Intesa si attestava a circa 102 miliardi di euro.

Il titolo presentava un rapporto prezzo/utili di 10,8, oppure 9,5 sulla base degli utili attesi, e una valutazione pari a 1,46 volte il patrimonio netto.

Il rendimento da dividendo riportato era del 3,2%.

Il prezzo obiettivo medio degli analisti risultava pari a 7,29 euro, circa il 21% sopra la chiusura del 27 ottobre. Si tratta di una stima di consenso e non di una previsione certa dell’andamento futuro del titolo.

Valutazione di MPS e indicatori di mercato

Monte dei Paschi di Siena ha chiuso il 27 ottobre a 10,954 euro per azione, con un rialzo dello 0,74%.

La capitalizzazione di mercato della banca era pari a circa 33,3 miliardi di euro.

MPS presentava un rapporto prezzo/utili di 9,2, che scendeva a 6,2 sulla base delle stime degli utili futuri.

Il rapporto prezzo/valore contabile era pari a 1,25, mentre il rendimento da dividendo riportato si attestava al 7,9%.

La quotazione rimaneva inferiore alla media mobile a 50 giorni di 11,49 euro, ma superiore a quella a 200 giorni di 9,91 euro.

Il prezzo obiettivo medio degli analisti era pari a 11,77 euro.

Questi indicatori costituiscono un riferimento di mercato mentre gli azionisti valutano l’acquisizione proposta e le alternative strategiche.

Prospettive per l’operazione Intesa-MPS

L’autorizzazione della BCE e i relativi via libera della Banca d’Italia rappresentano passaggi importanti nell’acquisizione proposta da Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi di Siena.

L’operazione, tuttavia, non è ancora conclusa.

L’attenzione immediata è rivolta all’assemblea straordinaria di MPS del 29 ottobre, durante la quale gli azionisti voteranno sulle offerte concorrenti, sulle relative misure patrimoniali e sul dividendo proposto.

Restano inoltre necessarie ulteriori autorizzazioni regolamentari e l’approvazione del documento d’offerta da parte della Consob.

Se i passaggi ancora previsti procederanno secondo le tempistiche indicate, l’offerta pubblica potrebbe iniziare nella seconda metà di novembre.

Per gli azionisti Intesa sarà rilevante anche l’emissione di nuove azioni prevista dal concambio, per il possibile effetto diluitivo sulle attuali percentuali di partecipazione.

L’esito del voto assembleare, dell’iter autorizzativo e delle condizioni definitive dell’offerta determinerà le successive fasi dell’acquisizione proposta.

Maggiori informazioni su Intesa Sanpaolo

Intesa Sanpaolo è un gruppo bancario italiano con sede a Torino, attivo nei servizi bancari al dettaglio, commerciali, corporate e di investimento.

Le sue attività comprendono finanziamenti, depositi, pagamenti, gestione del risparmio, assicurazioni e gestione patrimoniale.

Il gruppo serve privati, imprese e clienti istituzionali in Italia e sui mercati internazionali.

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