Gas naturale europeo ai massimi dal 2022 tra interruzioni delle forniture dal Medio Oriente e scorte ridotte

Gas tap

I prezzi del gas naturale europeo hanno registrato un forte aumento lunedì, estendendo i rialzi per la quarta seduta consecutiva, mentre le interruzioni delle forniture legate al conflitto in Medio Oriente e i livelli relativamente bassi degli stoccaggi europei continuavano a influenzare i mercati energetici.

Il contratto di riferimento sul gas naturale olandese TTF con consegna nel mese successivo è aumentato del 3,6% a 97,19 euro per megawattora (MWh), raggiungendo il livello più elevato da quasi quattro anni.

Nel Regno Unito, i futures sul gas naturale NBP hanno guadagnato il 3,7% a 239,33 pence per therm, tornando anch’essi su livelli osservati l’ultima volta nel 2022.

Gli aumenti seguono una settimana caratterizzata da rialzi dei prezzi energetici all’ingrosso, durante la quale i futures olandesi sul gas hanno guadagnato quasi il 7% e quelli britannici oltre il 6%.

Gli operatori stanno monitorando le interruzioni delle spedizioni di gas naturale liquefatto (GNL) dal Medio Oriente, la concorrenza per le forniture alternative e i livelli di gas presenti negli impianti di stoccaggio europei in vista della stagione invernale.

TTF olandese e futures britannici sul gas proseguono i rialzi

I principali prezzi di riferimento del gas naturale all’ingrosso in Europa hanno continuato ad aumentare durante la seduta di lunedì.

Il contratto TTF olandese con consegna nel mese successivo, ampiamente utilizzato come riferimento per il prezzo del gas naturale europeo, è salito del 3,6% a 97,19 euro/MWh.

La quotazione rappresenta il livello più elevato dal 2022, dopo un incremento di quasi il 7% registrato nella settimana precedente.

I futures britannici sul gas naturale NBP sono aumentati del 3,7% a 239,33 pence per therm, proseguendo il rialzo superiore al 6% della settimana precedente.

Gli aumenti simultanei riflettono le preoccupazioni riguardo alla disponibilità e al costo delle forniture di gas naturale sui mercati europei.

I prezzi del gas all’ingrosso sono influenzati da diversi fattori, tra cui le importazioni di GNL, le forniture tramite gasdotto, i livelli degli stoccaggi, le condizioni meteorologiche e la domanda delle centrali elettriche e dei consumatori industriali.

Gli ultimi movimenti sono avvenuti mentre gli operatori valutavano la possibile durata delle interruzioni delle spedizioni energetiche dal Golfo Persico.

Le interruzioni nello Stretto di Hormuz influenzano le rotte del GNL

Gli sviluppi in Medio Oriente rimangono un fattore centrale per il mercato europeo del gas.

Gli ultimi aumenti dei prezzi seguono un’escalation delle ostilità regionali, comprendente attacchi segnalati con droni e missili da parte degli Houthi contro infrastrutture energetiche e di trasporto saudite a Dammam e Shaybah.

Gli attacchi hanno contribuito ad alimentare preoccupazioni sulla sicurezza delle infrastrutture energetiche e delle rotte marittime.

Le interruzioni del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz hanno inoltre limitato i movimenti delle petroliere e delle navi metaniere lungo un importante corridoio internazionale per il trasporto dell’energia.

Lo stretto rappresenta una rotta fondamentale per le spedizioni di petrolio e GNL provenienti dal Golfo Persico.

Le restrizioni alle operazioni marittime possono influenzare i calendari delle consegne, i costi di trasporto e la disponibilità di carichi per gli acquirenti internazionali.

Secondo le informazioni di mercato riportate, le consegne di GNL mediorientale verso l’Europa rimangono inferiori di circa l’80% rispetto ai livelli di un anno prima.

La riduzione è stata attribuita alle interruzioni del traffico marittimo e alla deviazione delle navi lungo la rotta del Capo di Buona Speranza.

Le rotte più lunghe aumentano i tempi di navigazione e possono ridurre il numero di consegne effettuate dalle singole navi in un determinato periodo.

Questi sviluppi hanno accentuato le preoccupazioni sulla capacità dell’Europa di assicurarsi forniture sufficienti di GNL prima del picco della domanda invernale.

Proseguono i contatti diplomatici in un contesto di tensioni regionali

Le notizie diffuse durante il fine settimana indicavano che mediatori del Qatar si sarebbero recati a Teheran per coordinare con Washington possibili iniziative finalizzate a ridurre le tensioni nella regione.

L’attività diplomatica segue la recente escalation degli attacchi contro infrastrutture energetiche e di trasporto.

Tuttavia, i colloqui riportati non hanno ancora prodotto un accordo confermato per il ripristino delle normali condizioni di navigazione.

Funzionari iraniani hanno indicato che sarebbero necessarie determinate concessioni prima dell’avvio di negoziati formali.

I mercati energetici continuano quindi a valutare la possibilità di interruzioni prolungate delle operazioni marittime e delle consegne di GNL.

Le tempistiche e l’esito delle discussioni diplomatiche rimangono incerti, così come le potenziali conseguenze per il trasporto internazionale dell’energia.

Stoccaggi europei di gas al 74,6% della capacità

Le preoccupazioni sulle forniture sono aggravate dai livelli di gas naturale presenti negli impianti di stoccaggio europei.

Secondo i dati citati, i siti di stoccaggio sotterraneo dell’Unione europea risultano pieni per circa il 74,6% della capacità.

Si tratta del livello più basso registrato per la fine di ottobre dal 2009.

Gli stoccaggi rappresentano un’importante fonte di approvvigionamento durante l’inverno, quando la domanda per il riscaldamento aumenta generalmente e i consumi possono superare i flussi correnti di importazione e produzione.

Scorte inferiori riducono il volume di gas immagazzinato disponibile per fronteggiare aumenti inattesi della domanda o interruzioni delle forniture esterne.

Le temperature stagionali hanno iniziato a diminuire e alcuni Paesi europei avrebbero già avviato prelievi dagli impianti di stoccaggio sotterraneo.

Questi prelievi si verificano mentre la regione si avvicina al periodo di maggiore domanda stagionale per il riscaldamento.

La combinazione di scorte più basse e incertezza sulle consegne di GNL ha aumentato l’attenzione sulla disponibilità di gas in Europa nei prossimi mesi.

Gli acquirenti europei competono con l’Asia per i carichi di GNL

Le società energetiche europee sono inoltre in concorrenza con gli importatori asiatici per assicurarsi le spedizioni disponibili di GNL.

La competizione riguarda in particolare i carichi provenienti dal bacino atlantico che non sono già vincolati da contratti di fornitura a lungo termine.

Quando la domanda aumenta in diverse regioni importatrici, gli acquirenti possono dover offrire prezzi più elevati per ottenere i carichi disponibili.

La disponibilità delle spedizioni di GNL dipende anche dalla capacità produttiva, dai calendari di trasporto e dagli impegni contrattuali.

Le interruzioni delle esportazioni dal Medio Oriente possono aumentare la domanda di forniture provenienti da regioni produttrici alternative.

Per le utility europee, queste condizioni influenzano i costi di approvvigionamento e la disponibilità di gas destinato al riempimento degli stoccaggi e ai consumi.

L’entità dell’impatto sui prezzi dipenderà dai futuri flussi di GNL, dalla domanda legata alle condizioni meteorologiche e dagli sviluppi sulle rotte marittime.

Il rincaro del gas aumenta l’attenzione sui rischi inflazionistici

L’aumento dei prezzi europei del gas naturale si verifica insieme a quotazioni internazionali del petrolio elevate, aggiungendosi ai fattori energetici monitorati dalle banche centrali.

Prezzi più alti del gas all’ingrosso possono influenzare i costi della generazione elettrica, le spese di produzione industriale e le bollette energetiche delle famiglie.

L’entità e i tempi dell’impatto sull’inflazione al consumo dipendono dai sistemi nazionali di determinazione dei prezzi, dai contratti energetici, dalle misure governative e dalla durata degli aumenti all’ingrosso.

Secondo le aspettative di mercato riportate, la Banca centrale europea e la Bank of England dovrebbero mantenere invariati i rispettivi tassi di riferimento nelle prossime riunioni.

Tuttavia, i mercati monetari stanno anche scontando la possibilità di successivi aumenti dei tassi di 25 punti base prima della fine dell’anno.

Queste aspettative riflettono le preoccupazioni secondo cui l’aumento dei costi energetici potrebbe contribuire a pressioni inflazionistiche più diffuse.

Le banche centrali valuteranno l’evoluzione dei prezzi dell’energia insieme alla crescita economica, alle dinamiche salariali e agli altri indicatori di inflazione nel definire la politica monetaria.

Le forniture invernali restano al centro dell’attenzione

I prezzi europei del gas hanno raggiunto i livelli più elevati dal 2022, mentre gli operatori valutano le interruzioni delle forniture dal Medio Oriente e le scorte relativamente basse in vista dell’inverno.

Il rialzo del TTF olandese a 97,19 euro/MWh e l’aumento dei futures britannici NBP a 239,33 pence per therm riflettono gli ultimi movimenti dei mercati energetici all’ingrosso.

La riduzione segnalata delle consegne di GNL mediorientale, le interruzioni nello Stretto di Hormuz e il livello degli stoccaggi europei al 74,6% rimangono fattori rilevanti per le prospettive di approvvigionamento.

I futuri movimenti dei prezzi dipenderanno dagli sviluppi diplomatici regionali, dalle condizioni di navigazione, dalla disponibilità di GNL alternativo e dalla domanda invernale.

Gli investitori e gli operatori energetici continueranno inoltre a monitorare i possibili effetti di prezzi elevati dell’energia all’ingrosso sull’inflazione europea e sulle aspettative di politica monetaria.

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