I prezzi del gas naturale europeo sono aumentati martedì, avvicinandosi ai livelli più elevati dalla fine del 2022, mentre gli attacchi contro infrastrutture saudite e le continue difficoltà nei trasporti marittimi mediorientali hanno alimentato le preoccupazioni sulle forniture di gas naturale liquefatto.
Il contratto futures sul gas naturale olandese TTF con consegna nel mese successivo, principale riferimento europeo, ha guadagnato l’1,22%, raggiungendo 89,12 euro per megawattora (MWh).
Nel Regno Unito, i futures sul gas naturale NBP sono saliti dell’1,2% a 219,76 pence per therm, con entrambi i benchmark scambiati vicino ai livelli registrati alla fine del 2022.
Gli ultimi rialzi riflettono le preoccupazioni sulla disponibilità di gas importato mentre i Paesi europei si preparano alla stagione invernale.
Gli attacchi Houthi aumentano i timori sulle forniture energetiche mediorientali
I mercati energetici hanno reagito alle notizie di attacchi coordinati con droni e missili condotti dal movimento Houthi dello Yemen contro infrastrutture in Arabia Saudita.
Il gruppo ha dichiarato di aver preso di mira un impianto di lavorazione del petrolio di Aramco a Yanbu, il giacimento petrolifero di Shaybah e infrastrutture militari e aeroportuali ad Abha e Riyadh.
Gli attacchi segnalati hanno aumentato l’incertezza sulle rotte di trasporto energetico attraverso il Mar Rosso e il Golfo Persico.
Secondo le informazioni di mercato fornite, le spedizioni di gas naturale liquefatto attraverso lo Stretto di Hormuz rimangono fortemente limitate.
Le difficoltà nei trasporti marittimi hanno costretto alcune metaniere a seguire rotte più lunghe intorno all’Africa, allungando i tempi di consegna e riducendo i volumi di carichi spot in arrivo ai terminali europei di importazione.
Questi sviluppi hanno aumentato i timori sulla disponibilità di forniture sostitutive, soprattutto mentre gli acquirenti europei si preparano a una maggiore domanda stagionale.
Le informazioni disponibili non consentono di stabilire l’entità di eventuali danni materiali alle infrastrutture energetiche saudite né di quantificare l’impatto diretto degli attacchi sulla produzione di gas naturale.
Le scorte europee di gas restano inferiori alle medie stagionali
Le riserve europee di gas rappresentano un altro fattore importante per l’andamento dei prezzi all’ingrosso.
Gli impianti di stoccaggio sotterraneo dell’Unione europea risultavano pieni per circa il 74,1%, un livello inferiore alle medie storiche di metà ottobre.
In Germania, uno dei principali consumatori industriali di gas in Europa, il livello di riempimento era ancora più basso, pari a circa il 60% della capacità.
Questi livelli indicano una minore disponibilità di gas immagazzinato in vista del periodo invernale di prelievo dalle riserve.
Scorte più contenute possono aumentare l’importanza della continuità delle importazioni, soprattutto se temperature più basse determinano un incremento della domanda per riscaldamento e produzione di energia elettrica.
La combinazione di riserve ridotte e incertezza sulle spedizioni di GNL ha limitato le possibilità di un calo duraturo dei prezzi all’ingrosso.
Gli acquirenti europei affrontano una maggiore concorrenza per i carichi di GNL
Le consegne di GNL mediorientale in Europa risultavano inferiori di circa l’80% rispetto a un anno prima, secondo i dati di mercato forniti, a causa delle persistenti difficoltà nei trasporti marittimi.
La riduzione ha aumentato la dipendenza europea da fonti alternative di gas importato.
Le utility europee devono quindi affrontare una maggiore concorrenza da parte degli acquirenti asiatici per i carichi spot di GNL disponibili nel bacino atlantico.
La competizione per queste forniture potrebbe influenzare i prezzi all’ingrosso, soprattutto quando gli operatori cercano volumi aggiuntivi con breve preavviso.
Anche i maggiori costi di finanziamento in Europa potrebbero incidere sulla domanda industriale di energia, sebbene l’effetto delle condizioni monetarie sui consumi di gas rimanga incerto.
Per gli investitori, gli ultimi sviluppi evidenziano la sensibilità del mercato europeo del gas alle interruzioni dei trasporti marittimi, ai livelli di stoccaggio e alla concorrenza per le forniture importate.
Prezzi all’ingrosso più elevati potrebbero aumentare i costi delle imprese ad alto consumo energetico e delle utility che acquistano gas a condizioni legate al mercato, offrendo al tempo stesso potenziali benefici ai produttori che vendono a prezzi più alti.
L’impatto finanziario varierà in base ai contratti di acquisto, all’esposizione produttiva e alle strategie di copertura delle singole aziende.
Gli operatori seguiranno le condizioni del trasporto marittimo di GNL, i prelievi dagli stoccaggi europei e gli sviluppi in Medio Oriente per valutare la persistenza delle limitazioni alle forniture.
Anche l’evoluzione della domanda invernale e la disponibilità di carichi alternativi continueranno a influenzare i prezzi del gas naturale europeo.

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