I prezzi del gas europeo salgono, il contratto britannico verso il terzo rialzo mensile

Oil and gas pipeline

I prezzi all’ingrosso del gas naturale in Europa e nel Regno Unito sono saliti mercoledì, mentre gli operatori continuavano a monitorare gli sviluppi geopolitici in Medio Oriente e le condizioni delle forniture di gas in vista dell’inverno nell’emisfero settentrionale.

Il contratto benchmark olandese sul gas con scadenza al mese successivo è salito dell’1,1% a 73,33 euro per megawattora, estendendo i guadagni dopo un precedente arretramento.

Nel Regno Unito, il contratto all’ingrosso day-ahead sul gas è aumentato del 3,5% a 187,24 pence per therm.

I prezzi del gas britannico verso un rialzo del 7,3% a settembre

Il contratto britannico sul gas all’ingrosso era avviato a chiudere settembre con un rialzo del 7,3%, che rappresenterebbe il terzo aumento mensile consecutivo.

Le informazioni fornite indicano la domanda del settore elettrico e i flussi regionali di esportazione tra i fattori che hanno influenzato il mercato britannico del gas durante il mese.

In confronto, il contratto benchmark olandese era avviato a chiudere settembre sostanzialmente invariato, dopo un mese durante il quale i flussi di GNL e le variazioni delle previsioni meteorologiche hanno contribuito ai movimenti dei prezzi.

Gli stoccaggi europei di gas restano inferiori ai livelli di un anno fa

Le scorte di gas negli impianti di stoccaggio sotterranei europei erano inferiori di circa 12 punti percentuali rispetto ai livelli registrati nello stesso periodo dello scorso anno, secondo le informazioni fornite.

Il livello più basso degli stoccaggi ha mantenuto l’attenzione del mercato sui potenziali rischi per le forniture mentre l’Europa si avvicina alla stagione invernale.

I mercati europei del gas sono inoltre sensibili alle variazioni dei flussi globali di gas naturale liquefatto, con la concorrenza degli acquirenti asiatici per i carichi che rappresenta un ulteriore fattore per la disponibilità delle forniture.

Gli sviluppi in Medio Oriente restano sotto osservazione

I mercati energetici hanno continuato a monitorare gli sviluppi geopolitici legati allo Stretto di Hormuz dopo l’interruzione dei recenti negoziati per un cessate il fuoco.

Il Brent è rimasto sopra i 106 dollari al barile, mentre gli operatori valutavano le potenziali implicazioni degli sviluppi regionali per il trasporto globale di energia e i flussi di GNL.

Possibili modifiche alle rotte di trasporto del GNL e la concorrenza per le forniture in vista dell’inverno restano tra i fattori monitorati mentre i mercati europei del gas si avvicinano al quarto trimestre.

Comments

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *