Le azioni europee salgono leggermente mentre restano sotto osservazione rendimenti obbligazionari e petrolio: DAX, CAC, FTSE100

Frankfurt stock exchange at night

Le azioni europee hanno registrato modesti rialzi lunedì, mentre gli investitori valutavano gli elevati rendimenti dei titoli di Stato e l’aumento dei prezzi del petrolio insieme alla persistente incertezza geopolitica.

L’indice paneuropeo STOXX 600 è salito dello 0,3%, mentre il DAX tedesco è rimasto sostanzialmente invariato. Il CAC 40 francese e il FTSE 100 britannico sono entrambi avanzati dello 0,2%.

I movimenti sono arrivati dopo un mese volatile per le azioni europee, durante il quale l’aumento dei costi di finanziamento e i cambiamenti nelle aspettative sulla politica monetaria hanno influenzato il sentiment dei mercati.

Lo STOXX 600 si avvia verso il primo calo mensile in sei mesi

Lo STOXX 600 era in calo di quasi il 2% a settembre e si avviava a registrare la prima flessione mensile degli ultimi sei mesi.

Secondo le informazioni fornite, le azioni europee hanno risentito dell’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato, che hanno raggiunto livelli che non si vedevano dalla crisi finanziaria globale del 2008.

Tra i fattori che hanno influenzato i mercati durante il mese figurano un aumento dei tassi di interesse da parte della Banca Centrale Europea, commenti dei responsabili delle banche centrali indicativi di un orientamento restrittivo della politica monetaria e avvertimenti riguardanti il ritmo di sviluppo nel settore dell’intelligenza artificiale.

“Gli investimenti nell’intelligenza artificiale dipendono sempre meno da narrazioni promettenti e sempre più dalla capacità delle aziende di realizzarle”, ha dichiarato Javier de Berenguer, Fund Selector presso MAPFRE Asset Management.

L’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato può incrementare i costi di finanziamento e i tassi di attualizzazione applicati agli utili societari futuri, con possibili effetti sulle valutazioni azionarie.

Gli sviluppi in Medio Oriente continuano a influenzare il sentiment

Gli sviluppi geopolitici in Medio Oriente sono rimasti un altro fattore per i mercati europei.

Gli investitori hanno continuato a monitorare gli scambi tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e i leader iraniani riguardo allo Stretto di Hormuz, mentre l’incertezza sulle trattative diplomatiche e sulla situazione della sicurezza regionale ha contribuito alla volatilità dei mercati energetici.

“Le azioni sono state frenate in una certa misura dal rischio geopolitico”, ha dichiarato Berenguer.

Ha aggiunto: “Aumentare l’esposizione al debito a più lungo termine potrebbe essere una strategia sensata.”

I prezzi del petrolio sono rimasti tra i fattori che influenzano le aspettative sull’inflazione e sui tassi di interesse, mentre i mercati valutano le possibili implicazioni dei costi energetici per la politica delle banche centrali.

Fiducia dei consumatori dell’Eurozona e commenti di Lagarde sotto osservazione

Gli investitori attendevano inoltre i dati sulla fiducia dei consumatori dell’Eurozona previsti più tardi nella sessione, alla ricerca di indicazioni sul sentiment delle famiglie in un contesto di maggiori costi energetici e tassi di finanziamento elevati.

L’attenzione era inoltre destinata a concentrarsi sui commenti della presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde.

Gli operatori cercheranno indicazioni sulla valutazione della BCE riguardo all’inflazione, agli sviluppi dei mercati energetici e alle prospettive della politica monetaria nell’ultimo trimestre.

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