Le Borse europee hanno registrato un rialzo martedì, sostenute dalla flessione dei prezzi del petrolio e dalle aspettative legate ai colloqui diplomatici internazionali. Le preoccupazioni per le finanze pubbliche francesi hanno tuttavia continuato ad attirare l’attenzione degli investitori.
L’indice paneuropeo Stoxx Europe 600 ha guadagnato lo 0,4%, proseguendo il rialzo dell’1% registrato lunedì, la migliore performance giornaliera dall’inizio di luglio.
Il DAX tedesco è salito dello 0,6% e il CAC 40 francese ha avanzato dello 0,5%. Il FTSE 100 britannico è rimasto sostanzialmente invariato, mentre il FTSE MIB italiano ha ceduto lo 0,3%, penalizzato dai titoli finanziari.
Petrolio in calo mentre gli investitori seguono gli sviluppi diplomatici
La diminuzione dei prezzi del greggio ha sostenuto le azioni europee, mentre gli investitori valutavano i possibili sviluppi diplomatici in occasione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.
Gli operatori di mercato seguivano la possibilità di un incontro tra il presidente statunitense Donald Trump e il presidente iraniano Masoud Pezeshkian.
La prospettiva di un dialogo diplomatico si inserisce nel contesto di un conflitto che coinvolge l’Iran da sette mesi e delle preoccupazioni per i suoi effetti sui prezzi dell’energia e sulla fiducia dei consumatori negli Stati Uniti.
Le notizie secondo cui le spedizioni energetiche continuavano ad attraversare le rotte strategiche del Golfo Persico hanno contribuito alla valutazione dei rischi per l’approvvigionamento da parte del mercato.
L’attenzione si stava inoltre spostando su Washington, dove il presidente cinese Xi Jinping era atteso mercoledì per colloqui bilaterali.
La visita, descritta come la prima in oltre un decennio, ha alimentato le aspettative di una possibile proroga dell’attuale tregua tariffaria tra Stati Uniti e Cina.
Un’estensione manterrebbe gli accordi attualmente in vigore tra le due economie, anche se l’esito dei colloqui rimaneva incerto.
Persistono i timori sul debito francese nonostante i rialzi dei mercati
Le finanze pubbliche francesi sono rimaste al centro dell’attenzione degli investitori, nonostante l’avanzata delle Borse europee.
Il costo per assicurarsi contro un’insolvenza del debito sovrano francese attraverso i credit default swap (CDS) ha raggiunto il livello più alto dal marzo 2020.
Secondo le proiezioni del ministero delle Finanze francese, il rapporto tra debito pubblico e PIL dovrebbe raggiungere il 119,3% nel 2026 e salire al 121,7% nel 2027.
I rendimenti dei titoli di Stato francesi a dieci anni sono aumentati di oltre 90 punti base dall’inizio dell’anno, riflettendo le crescenti pressioni sul mercato del debito sovrano del Paese.
Il CAC 40 è rimasto pressoché invariato nel 2026, a fronte di un guadagno da inizio anno di circa il 7% per il più ampio Stoxx Europe 600.
Kingfisher e Smiths Group guidano i rialzi dei singoli titoli
Tra le singole società, Kingfisher (LSE:KGF) è balzata del 10% dopo che il gruppo specializzato nel miglioramento della casa ha alzato le previsioni di utile per l’intero esercizio, citando la tenuta della domanda.
Smiths Group (LSE:SMIN) ha guadagnato il 7% dopo aver comunicato un utile operativo annuale superiore alle aspettative del mercato.
Il gruppo chimico tedesco Evonik Industries (TG:EVK) è salito del 3,6% dopo aver annunciato un programma di ristrutturazione globale che prevede 3.200 tagli di posti di lavoro. Le misure mirano a migliorare l’efficienza operativa e la redditività.
UBS Group (NYSE:UBS) si è mossa in direzione opposta, perdendo oltre l’1,6%.
Le azioni della banca svizzera sono scese dopo che l’amministratore delegato Sergio Ermotti ha contestato pubblicamente le modifiche proposte ai requisiti patrimoniali bancari della Svizzera, in vista di un’imminente votazione parlamentare.
Martedì i mercati europei hanno quindi registrato rialzi nella maggior parte dei casi, sebbene i titoli finanziari italiani e le preoccupazioni per il debito sovrano francese abbiano contribuito a differenziare le performance nella regione.

Leave a Reply